in onda ogni lunedì su Raidue, soddisfa il bisogno di sapere, a conclusione della sedicesima edizione Roberto Giacobbo indaga sul terribile segreto che presumibilmente nascose l’Argentina alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
L’uomo da sempre si tramanda leggende di generazione in generazione, se una di esse fosse vera? E’ possibile che tra i gerarchi nazisti scappati in Sud America nel 1945, ci fosse anche Adolf Hitler?
E’ possibile che il dittatore nazista fosse riuscito a raggiungere l’Argentina e a vivere in Patagonia?
L’ipotesi è avvalorata da una serie di indizi e numerose segnalazioni, ma la prova che si tratti realmente di Hitler non è chiara, vero è che gli ultimi giorni di Berlino vissuti storicamente nel caos, hanno data alla fretta la priorità di cancellare un periodo storico vergognoso.
Ma esiste un piccolo punto nel Sud dell’Argentina, una casa che non dovrebbe esistere, all’interno di una zona disabitata e lontana dalla civiltà, forse abitata da un inquilino il cui nome ancora suscita paura.
E’ necessario risalire agli inizi dell’aprile 1945, Berlino è assediata dall’armata rossa ormai alle porte di una città devastata, la Germania nazista sta per capitolare, il fuhrer della grande Germania, della nazione eletta, destinata a dominare il mondo, era un autentico morto vivente, che viveva seppellito nel bunker tetro e scuro, scavato nelle viscere della cancelleria.
Quando l’armata rossa entra nel bunker trova solo dei cadaveri che sicuramente sono riconducibili a Goebbles e alla sua famiglia, bambini compresi.
Secondo quanto ricostruito dagli storici, i collaboratori di Hitler rimasti con lui fino alla fine bruciarono parzialmente il corpo del Führer, insieme a quello della sua amante, e poi lo seppellirono all’esterno del bunker. I russi poi riesumarono il corpo, mezzo carbonizzato e con un foro di proiettile nel teschio, e dichiararono che si trattava dei resti di Hitler
I corpi di Hitler e di Eva Braun, sono stati consumati dalle fiamme, poco prima che la bandiera rossa fosse issata sul pennone della cancelleria, a suggellare il grande trionfo dell’armata rossa e di Stalin.
Cosa è successo realmente nelle ultime ore nel bunker?
A fianco della storia ufficiale ne esiste un’altra che racconta l’ipotesi che Hitler sia riuscito a scappare a bordo di un aereo, o di un sottomarino. Esisteva un progetto elaborato dalla SS più fedeli che prevedeva in caso di pericolo la salvezza del fuhrer. Tutto programmato in precedenza (lo attesta un documento ), compreso “il suicidio” e la fuga verso un ranch in sud America.
Anche tanti altri criminali attraverso una serie di luoghi sicuri e con identità false, cercarono la salvezza. L’Argentina è un paese sconfinato, la destinazione dei “topi”, la fuga verso l’Oceano, via Spagna o Italia, che portò molti dei principali criminali nazisti sfuggiti al processo di Norimberga verso il Sud America.
Mentre le truppe alleate e l’Armata Rossa conquistavano l’Europa cancellando l’orrore nazista, criminali del calibro di Adolf Eichmann, Erik Priebke, Joseph Mengele e Martin Bormann riuscirono a proseguire la loro vita nella quotidianità.
San Carlos de Bariloche: un luogo molto tranquillo, con un edificio molto particolare, una casa inaccessibile, su un lago vicino alla città, costruita tra il 1943 e il 1944 in perfetto stile tirolese. Nascondiglio perfetto, raggiungibile solo con l’idrovolante, celato in una cornice resa invisibile dalla natura e che presenta le stesse caratteristiche architettoniche della residenza estiva in Baviera di Eva Braun e Hitler.
Eppure un piano così elaborato, sarebbe passato inosservato ai servizi segreti?
Tutto questo ha il sapore del fantapolitico, ma se questa ipotesi si fosse verificata, quanto avrebbe vissuto ancora Hitler? Dove sarebbe stato poi sepolto?
Eppure per mettere fine a tutti questi quesiti basterebbe fare la prova del DNA, sulla parte di cranio bruciacchiato, con un evidente foro di pallottola, ancora custodito dai russi.
L’unica cosa sicuramente certa è che in quel bunker a spegnersi fu l’incubo del nazismo, un’ideologia che ha tenuto nella morsa del terrore il mondo per tanto tempo e a conclusione di questo breve racconto mi sembra ottimale citare la frase di Gandhi :
” In tutti i tempi ci sono stati dittatori assassini, ma alla fine cadono tutti”.
Visualizza altro: http://www.voyager.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-7d8f8c28-e302-4f20-a5e6-3dfd1d6b5fef.html
http://archiviostorico.corriere.it/1994/maggio/12/paura_degli_ebrei_Bariloche_co_0_9405124559.shtml
http://www.ditadifulmine.com/2009/12/il-corpo-di-adolf-hitler-bruciato-dal.html
http://www.cospirazione.net/index.php?option=com_content&task=view&id=200&Itemid=64
http://www.pierluigitombetti.it/il_mistero_della_morte_di_hitler.html
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Adolf Eichmann è stato catturato poco dopo la fine della guerra e processato a Gerusalemme (il tutto magistralmente testimoniato dalla Harendt).
Hitler era a dir poco isterico, con svariate manie suicide, già molto prima di finire nel bunker. E, non so se abbia mentito, ma Speer descrive molto bene tutto il periodo nel bunker ed il suo sucidio.
Non so, ma penso che ultimamente voyager proprio non sappia più che cosa raccontarci…
La trasmissione ha dichiarato che il servizio aveva il sapore della fantapolitica… Resta il fatto che una casa costruita ad immagine di quella in Baviera è lì ancora oggi, immersa nella natura. Bisogna anche considerare che la sua costruzione deve essere costata parecchi soldi, vista l’inaccessibilità del luogo,il che ci porta a pensare ad un preventivo piano di fuga ben congeniato da Hitler stesso, poi la storia ha deciso diversamente…
Dal 1945 sono passati molti anni e ancora non si sa come e dove abbia finito i suoi scellerati giorni quel genio di nome Adolf Hitler.
Era un genio! Un genio del male.
I “Grandi della Terra”, dalla fine degli anni 30 impiegarono tutte le loro forze per interrompere l’ascesa della “Grande Germania”. Dopodichè, dopo la caduta di Berlino, furono incapaci di dirci la verità sulla fine di Hitler. Eppure riuscirono a organizzare il processo di Norimberga e tutto ciò che seguì.
Continuarono a essere i “Grandi”, e tramandarono la loro “Grandezza” ad altri individui che ora ci dicono cosa dobbiamo fare.
Sono Grandi? Ma se non sono capaci di evitare tragedie tipo quella recente del petrolio che va a spasso in mare…!?!?!?
L’uomo è genio e al contempo miserabile, nel mezzo ci stanno migliaia di sfumature umane che rendono eclettico il mondo…conseguenze comprese!
Gia dagli anni 30 i nazisti si spingono in diverse parti del globo come, sud america, nepal, antartide, ecc, e vi insediano delle basi da cui partirono delle vere e proprie spediazioni di cui si vedeno tutt ora filmati originali, in parte alla ricerca di oggetti preziosi della mitologia germanica come ad esempio la lancia di longino ma anche per stipulare veri e propri accordi di scambio con i governi e le polopolazioni di questi territori. Voyager ha in parte preso una fonte: quella della tipica casa bavarese e la ha trasformata. è altresi vero che a queste esplorazioni segue un significativo espatrio di famiglie tedesche in questi territori, i nuovi coloni, porteranno la loro cultura il benessere e la tipica architettura bavarese. queste basi serviranno poi per la fuga e la destinazione ultima di criminali e collabortori nazisti. recentemente un libro di gerald steinacher edito da rizzoli, intitolato: ” la via segreta dei nazisti” e recentemente tradotto in italiano, mette a fuoco le vie segrete di fuga, quelle romanzate nell’omonimo film “operazione Odessa ” del 1974. Steinacher evidenzia come nel dopoguerra fosse molto semplice attraversare le alpi passando per il sudtirolo. Alcun i recenti documentari andati in onda su “History channel mostrano che recentemente i sovietici hanno aperto alcuni archivi sul caso della morte di Hitler, il ricercatore americano “Nick Bellantoni” ha infatto analizzato il frammento di cranio proveniente dal bunker di hitler e che si crede sia appartenuto al dittatore, arrivando alla conclusione che secondo le analisi antropologiche e chimiche, il tessuto osseo apparterebbe non ad un uomo bensi ad un individuo di sesso femminile con un età stimata di circa 40 anni. L’dea che quindi il frammento appertenesse al dittatore viene cos’ scartata visto che il fuhrer al momento del decesso aveva 56 anni. Molto più interessante diviene quindi il documetario di History channel da nome “Hitler escape” – (la fuga di Hitler).
Ciao Lukas benvento e grazie – gran bel contributo, interessante e ricco di stimoli per l’approfondimento – spero di ritrovare ancora in futuro il tuo apporto – ciao