Archiviazioni mensili: dicembre 2011
Mille e non più mille
Fuori tg di Rai 3 si domanda, ora che siamo entrati nell’era dei mille euro si eviterà l’evasione fiscale? Il Governo Monti ha previsto l’abbassamento a 1000 euro del limite per l’uso dei contanti nelle transazioni. Oltre la soglia di 1000 sarà obbligatorio utilizzare strumenti elettronici per il pagamento degli importi dovuti, quindi. assegni, operazioni bancarie o carte di credito, ovvero sistemi di pagamento che lascino traccia della transazione. Francesco Avallone, Confesercenti e Giovanni Parente del Sole24ore sono gli ospiti che dibattono il tema.
La norma si pone nella più ampia visione della lotta all’evasione, male (ancora inevitabile?) della nostra nazione e prassi consolidata in anni di occhi chiusi e condoni fiscali. La manovra approvata dal governo Monti prevede la tracciabilità e opera anche nei confronti delle pubbliche amministrazioni per le quali è previsto l’uso obbligatorio di strumenti elettronici per il pagamento di pensioni, stipendi, compensi ed emolumenti di altro genere. La stretta sull’uso dei contanti sarà una maniera per tentare di sconfiggere l’evasione anche se la criminalità organizzata e la grande evasione riuscirà a trovare alternative. Si tratta di un provvedimento che mira a scoraggiare i pagamenti “in nero” e la circolazione del sommerso, incentivando l’uso del “denaro reale, pulito”, tradizionalmente poco diffuso nel nostro Paese.
Chi teme che l’incremento delle transazioni con la carta di credito porterà ad un aggravio nelle tasche dei cittadini, a causa dei costi di commissione applicati dalla banche, non deve preoccuparsi: la Manovra Monti prevede infatti conti correnti a costo zero studiati appositamente per le fasce di reddito più disagiate, come i titolari di pensioni minime o sociali. Il problema però coinvolge proprio le persone meno avantaggiate che faranno fatica ad “ammodernizzarsi” abituati a maneggiare e toccare le banconote, che regalano una sensazione di
benefica sicurezza all’anziano. Impedire i pagamenti dai mille euro in su imporrà di fatto a molti pensionati di aprire dei conti correnti, e in generale imporrà di tenere più soldi nei conti correnti per averli a disposizione per i pagamenti effettuati con moneta elettronica. Il “problema” legato all’utilizzo del contante, e al suo contenimento, è riferibile principalmente ad un aspetto culturale. In Italia l’utilizzo della carta è visto ancora oggi come un’azione limitata ai grandi acquisti. Incentivi all’utilizzo degli strumenti transazionali potrebbero lentamente cambiare le noste abitudini.”Questi sono provvedimenti che in altri paesi sono abitudine”afferma Avallone, “non possiamo avere una massa di denaro che non è tracciabile”.
Dunque si vuole spingere il consumatore a usare la carta elettronica, a scegliere il pagamento registrato per tutti gli acquisti di beni o servizi; chi non si adegua “rischia una sanzione da dieci e quattrocento euro”, Parente, “ma tutto è legato ai controlli”…Tutto dipende dalla gestione, e non sarà facile verificare i miliardi di operazioni effettuate all’anno. L’abbassamento dell’utilizzo del contante è infatti uno dei principali strumenti a disposizione del fisco per cercare di rendere emerso ciò che è sommerso.
Potenziamento anche dei controlli, le banche dovranno segnalare cifre superiori a mille euro. Il cervellone Serpico potrà accedere ai nostri conti correnti. Per adeguarsi al nuovo corso, i cittadini ancora affezionati a monete e banconote faranno meglio ad attrezzarsi, scegliendo un conto corrente adatto a loro, perché anche i libretti al portatore verranno cambiati prima di marzo o si incorrerà nelle sanzioni. La manovra spinge inesorabile verso queste forme di pagamento, si arriverà a una sorta di Grande Fratello, per cui tutte le operazioni fatte, tutti gli acquisti, i movimenti di una persona saranno tutti in qualche maniera consultabili?
Guerra ai contanti e vietato pagare sopra questa cifra sono le nuove disposizioni contro l’evasione, ma pensare che il pensionato che prende 700/800 euro al mese in contanti con questo riesca a ritirare denaro sporco mi sembra un po’ esagerato. I negozianti applicheranno la legge? Ognuno si arrangerà come può? Certo che se vogliamo iniziare a pensare al bene comune serve veramente una tracciabilità, ma viene qualche dubbio su come questa cosa possa essere gestita. E soprattutto, la solita fantasia italiana che da sempre ci ha regalato furbizie che danneggiano tutti riuscirà a trovare il modo per aggirare l’ostacolo? Insomma fatta la legge fatto l’inganno?
La manovra è legge
Tg la 7 . La quinta manovra, costata cara agli italiani, è quella definitiva. Ieri il via libera al Senato e la firma di Napolitano. E’ il giorno in cui Monti si prende la libertà di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, visto che i partiti mettono ufficialmente i bastoni tra le ruote e poi in privato approvano. Un lavorio sotterraneo tra Pdl e Pd, con la Lega da una parte e Di Pietro dall’altra. Monti ha concluso questa maratona con una stoccata: ” l’appoggio che questo governo ha ricevuto è molto più grande di quello che vogliono far credere”…
La cerniera dei partiti si è chiusa e Monti ha avuto l’approvazione. Ora servono maggior coinvolgimento e nuovi obiettivi. Manovra approvata alla vigilia della vacanze che vede i rappresentanti della Lega impermeati dal clima di bontà natalizio ” limitarsi” a mostrare il pollice verso e a scandire il coro di “Buu! Buu!”.
La fase due è già cominciata: crescita e sviluppo per l’Italia, partiti permettendo, visto che Berlusconi vuole essere consultato prima di ogni decisione importante: “Abbiamo detto in maniera chiara a Monti che siccome siamo il principale partito i provvedimenti devono essere discussi prima con noi”. Monti imperturbabile prosegue il suo cammino e punta al rilancio della crescita, ”sono stati posti i semi per lo sviluppo”, ma “a breve” arriveranno i provvedimenti veri e propri. Perchè sul fronte della crescita finora “abbiamo fatto il possibile in due settimane”, ma “resta da fare un lavoro enorme per liberare l’economia italiana dai freni che l’hanno rallentato la crescita”.
Uno dei problemi dell’economia dell’Italia è il livello troppo basso degli stipendi italiani che subiscono anche le tasse e l’aumento dell’inflazione. Il tutto si traduce in una riduzione del potere d’acquisto. Il potere reale degli stipendi degli italiani è lo stesso da dieci anni, siamo molto indietro rispetto a Francia e Germania e nel confronto europeo si percepiscono stipendi mediamente più alti di quelli dell’Italia. Stipendi al palo, tasse e contributi sociali elevati che gravano sui lavoratori e sulle imprese.
Secondo le ultime classifiche dell’Ocse gli stipendi netti degli italiani sono al ventitreesimo posto nella classifica dei trenta Paesi più industrializzati che aderiscono all’organizzazione. Statistica elaborate dall’Ocse che consente un confronto neutrale perché tiene conto del costo della vita e quindi classifica i salari a parità di potere d’acquisto. Forse anche per questo il ministro Elsa Fornero sta pensando a un reddito minimo garantito. E’ sempre la statistica ad illuminare con luce tetra la situazione del nostro Paese, uno dei pochi al mondo dove una laurea non garantisce affatto salari dignitosi e dove le imprese sembrano assai poco disposte a premiare la manodopera più qualificata. E le donne, che sono quelle che guadagnano meno di tutte rispetto agli altri Paesi industrializzati del mondo. Anche se sono dei geni.
Le tasche degli italiani sono sempre più vuote.
Attendiamo la fase due e nel frattempo, la politica va in ferie!
In tempo di vacche magre si tenta la fortuna
Gerry Scotti conduce tutti i giorni alle 18.50, su ch5 The money drop, il nuovo game show che dopo il successo di Chi vuol essere milionario è all’inseguimento della conferma che gli italiani sono anche un popolo di concorrenti.
Il quiz è una tra le trasmissioni televisive più seguito dal grande pubblico. E’ un programma vincente basato sulla sua semplicità: il sogno di riuscire a guadagnare facilmente tanti soldi. Un sogno che si snoda tra una domanda e una risposta, tra gettoni d’oro e singhiozzi, jingle e appalusi.
The Money Drop rompe gli schemi rispetto ai tradizionali game show: i concorrenti, infatti, iniziano a giocare avendo già in dotazione un milione di euro, che, per la prima volta, è presente in studio in contanti. Soldi che vengono toccati, spostati, e difesi dalle 8 insidiose domande che di volta in volta possono far diminuire l’ambito premio monetario. Si gioca in coppia amici, fidanzati, fratelli, coniugi, ecc, e più si va avanti, più il tifo e la gioia sono evidenti grazie anche alle telecamere che puntano all’effetto del rallenty per immortalare le reazioni emotive della coppia.
O la va o la spacca.
Ogni domanda potrà avere quattro, tre o due possibili risposte e la coppia concorrente dovrà puntare l’intero suo bottino su una, o più di queste opzioni, spostando le banconote sulle risposte che ritiene corrette. Ogni decisione può essere dolorosa perché in caso di risposta sbagliata, i concorrenti vedranno sparire, le banconote sotto i loro occhi, risucchiate in una botola.
Pubblico e concorrenti vengono coinvolti dal pathos e dalla tensione, legata alla possibilità di mantenere il milione integro fino alla fine del gioco e di vincerlo interamente. Risposte che contano, l’azzardo o il coraggio fanno salire l’adrenalina e l’ultima domanda è quella più mozzafiato perchè si punta tutto o si perde tutto.
O la va o la spacca.
E visti i tempi che corrono i quiz televisivi affascinano sempre di più il pubblico che può empaticamente dar sfogo a sogni o delusioni. Trovare un degno sostituto dell’ormai storico “Chi vuol essere milionario” non era facile, una sfida che Gerry Scotti dovrà portare al successo proprio nell’annata più difficoltosa per la televisione e l’Italia.
Natale al verde
Fuori Tg, approfondimento quodiotidiano di Rai3, punta gli obiettivi delle sue telecamere sul tema del Natale al tempo della crisi. Gli italiani vanno “al minimo” nel tentativo di salvaguardare la tradizione. Manca ormai pochissimo a Natale e questa è la settimana più calda per gli acquisti da mettere in bella vista sotto l’albero, ma la tendenza degli italiani sarà soprattutto, al risparmio…Natale in tempi di austerity.
Siamo tutti chiamati a nuovi sacrifici, cosa cambierà nei regali di Natale? Regali? Sono in molti quelli che affollano negozi e centri commerciali, si fermano davanti alle scintillanti vetrine, guardano, ma, non comprano.
Con la crisi economica che incalza, quest’anno sarà un Natale all’insegna del risparmio. Piccole cose, parsimonia, pochi soldi, piccoli pensierini e tanti auguri, almeno verbali. Sotto il peso della crisi economica che ha costretto il governo a varare misure lacrime e sangue si prevede di ridurre anche le spese per i regali natalizi. A fare le spese del clima di austerity saranno soprattutto i parenti, mentre si salvano gli amici più stretti e i bambini.
In tantissimi quindi sceglieranno soluzioni più economiche, resteranno a casa più di 8 italiani su 10 (83% del totale) per trascorrere le feste con la famiglia e gli amici, soprattutto gli appartenenti alle fasce professionali più basse come operai, casalinghe, pensionati e disoccupati più colpiti dalla crisi economica. La crisi finanziaria ha ridimensionato e di molto i consumi di cibi di fascia alta e l’acquisto di doni ricercati. Sulle tavole degli italiani non ci saranno caviale e frutta esotica, ma non mancherà il panettone o il pandoro.
I negozi lamentano un calo di vendite spaventoso, insomma, tanti nasi attaccati alle vetrine ma portafogli chiusi. Natale difficile per il commercio che non si aspettava un Natale peggiore del 2010, i primi dati di Confesercenti evidenziano interi settori in grave crisi. La spesa per i regali infatti è in calo del 16% rispetto allo scorso anno, e al suo posto prendono piede nuove strategie come il riciclo, l’usato o il fai-da-te.
Mauro Bussoni, Confesercenti:” Soffrono tutti, è un dato oggettivo, sono calati i risparmi, aumentato il carovita, 5000 i negozi chiusi nel 2011 a Roma, la gente si rivolge sempre più a internet che offre prodotti di qualità con sconti che arrivano al 60/70%”.
Gli italiani hanno una percezione negativa della propria situazione socio-economica e non solo, molti di questi si dice pessimista sul proprio futuro e relativamente al prossimo anno ritiene che la situazione si manterrà simile a quella attuale. Natale di grandi preoccupazioni. Natale contraddistinto da “oculatezza nella spesa”. Natale con la cinghia stretta. Natale 2011, resterà nella memoria degli italiani e mai come quest’anno:”basta il pensiero“!
E se dopo la recessione arriverà anche la stagnazione si innescherà un circolo vizioso che non lascerà scampo, il ritmo produttivo si è già arenato, le previsioni sono negative, l’economia stenta a decollare. Il quadro non è roseo e l’Italia attende i saldi…o il saldo dell’Italia?
Nuove scosse al governo Monti
In dirittura di arrivo il governo Monti appare ancora in movimento, cresce il fronte del no, Berlusconi non molla e i sindacati sottopongono ad un fuoco di fila il ministro Fornero. Enrico Mentana riappacificato e dimenticato il presunto divorzio con La7 , prosegue nel suo ruolo di informatore giornalistico focalizzandosi sulla politica.
La Lega sull’onda del “Monti piace , la manovra un po’ meno” , sta trasformando la querelle facendola divenire una questione politica. Si tratta di una manovra pesante, che chiede sacrifici non da poco agli italiani. I consensi mettono comunque in luce una consapevolezza molto diffusa sul rischio che incombe sul paese e dunque sull’ineluttabilità di una politica di rigore. E la Lega coartefice dell’andamento italiano degli ultimi anni, annuncia l’ultima provocazione che arriva puntuale: la battaglia anti-Imu.
Scosse quotidiane che minano la stabilità del paese mentre dall’Europa, Draghi evidenzia che la situazione è dura e vede rischi al ribasso per l’Eurozona. Dunque la crisi politica e economica è grande. La paura serpeggia, la disperazione aumenta, lo sconforto di chi si sente pedina in mano a potenti, cresce.
Siamo nel bel mezzo di un momento decisivo epocale. L’allarme euro è fortissimo. La manovra Monti preme per l’emergenza mentre il fronte politico lavora altrove. In gioco la salvezza del paese. La crociata della Lega di lotta scatena la sua offensiva contro l’Imu invitando alla disobbedienza fiscale. Dai cartelli e dalle proteste in Aula, i rappresentanti leghisti passano direttamente alla disobbedianza civile. Il “parlamento padano” si mobiliterà per organizzare il come non pagare l’Imu, per ora si sono limitati all’invito rivolto ai sindaci dei comuni a non far pagare l’odiata tassa sulla casa. Il sindaco di Vittorio Veneto, Gianantonio Da Re, addirittura rilancia ”non un euro di quello che raccoglieremmo resterebbe nelle casse comunali. Si arrangi dunque Roma”.
Le leggi non valgono per tutti? Un’azione radicale di disobbedienza civile quella di invitare sindaci e cittadini del Nord a non pagare del tutto l’Imu.
A gettare benzina sul fuoco ci pensa poi l’ex premier Silvio Berlusconi che, intervistato sull’argomento dice: “Mi sembra strano perché l’Imu era previsto nell’ipotesi del federalismo”.
Altra prova di irresponsabilità che fa breccia sul popolo all’unico scopo di raccattare voti. Un mondo politico spaccato su molti fronti e che appare sempre più inadatto alle soluzioni legate alle questioni sopravvivenza e qualità della vita che diventa, sempre più delicata e incerta. Le ombre si allungano sempre più sulle luci…
Un altra domenica? Ma anche no
La risposta agli appuntamenti contenitore del pomeriggio della domenica è targata La7 e si intitola Ma anche no. Conduce Antonello Piroso. Un’alternativa approfondita ma non pesante alle trasmissioni della concorrenza che parte dalla piccola provocazione del titolo, poi Piroso nelle sue tre ore di intrattenimento conduce i faccia a faccia con gli ospiti che raccontano storie o si raccontano in maniera meno enfatica e più ragionata, brillante e ironica, insomma leggeri, ma non troppo.
Un programma snello declinato “alla nostra maniera”.
L’ospite che apre il programma è Enrico Letta. Inevitabile rompere il ghiaccio con l’opinione sulla manovra Monti che non appare equa. “é un passaggio difficile e faticoso, perché la sitiazione complessiva è dura, siamo in una condizione tale che solo un terzo dei soldi ipotizzati serviranno per il debito italiano…
Questa manovra sembra fatta da mio zio, la frase di Bonanni viene così commentata: “Per ovvi motivi, io una frase del genere non avrei potuto dirla”, scatenando l’ilarità dello studio, poi fattosi più serio, aggiunge: “Capisco che il sindacato faccia la sua parte, perché sul tema della previdenza è evidente che ci sia stato uno strappo per quanto riguarda la concertazione: io mi auguro che su tutte le altre questioni che avranno a che fare con il mondo del lavoro la concertazione ci sarà”…”Credo che sia da ascrivere al lavoro che hanno fatto tre partiti che hanno votato la manovra e ai sindacati, il fatto che questa manovra sia cambiata in modo significativo in merito alle pensioni”.
Cosa farà il Pd da grande? ” Da quando è arrivato il governo Monti, mi viene da dire, è nato Il Pd perché nei quattro anni precedenti c’era soltanto Berlusconi, da oggi in poi per tutte le questioni politiche si apre una fase nuova”.
Fuori uno e sotto un’altro. E’ un fatto che dalla metà degli anni ottanta a oggi Falcone e Borsellino siano stati massacrati e prima di loro Lima, Salvo, Contrada, catturati Riina e Provenzano, tolto il 41bis che condannava al carcere duro i mafiosi, in mezzo a questi fatti un protagonista: il generale Mario Mori, un militare che con i suoi uomini ha combattuto per quarantanni terrorismo e mafia. Ha appena pubblicato un libro “ Ad alto rischio” dove attacca la procura di Palermo e in merito alla trattativa Stato-mafia dichiara: “La mia non e’ stata una trattativa, ma un rapporto tra un Pg e una fonte, riferendosi al suo rapporto con Ciancimino senior…”partimmo da un tavolo di comprensione dove siedevano metaforicamente imprenditori, politici e mafiosi. Probabilmente le trattative ci sono state, ma queste non potevano essere gestite da un colonnello dei carabinieri: sono ad alto e a maggiore livello, e forse un giorno salteranno fuori”- ” La procura chiese l’archiviazione tra mafiosi e politici, quindi collusi”…
A seguire le interviste a Gino Paoli e Giorgio Faletti , in mezzo un gruppo di giovani adolescenti che esprimono i loro desideri per Babbo Natale: ” Una vittoria della Roma”, “Una bella ragazza “, “Io lo so che Babbo Natale sono i genitori, ma oh non ditelo ai bambini”, ” un cellulare, per provare a tornare a casa da sola”, ” da grande vorrei fare la stilista, quindi vorrei un manichino per fare le prove”…
Gradevole intrattenimento che si distingue per quel tocco in più di stile e intelligenza che fa la differenza.
In nome di Samb e Diop
Tg3 apre l’edizione serale con il servizio dedicato alla manifestazione antirazzista che si è svolta a Firenze organizzata dalla comunità senegalese. In migliaia, arrivati da tutta Italia, per dire no al razzismo. Un fiume umano, che ha attraversato la città, pacificamente unito per ricordare la recente strage in cui Gianluca Casseri, estremista di destra, imbevuto di razzismo e xenofobia ha ucciso Modou Samb e Mor Diop.
Un lungo colorato corteo accompagna le foto dei due innocenti che hanno pagato con la propria vita il colore della loro pelle. Accanto al volto di Modou, le immagini della moglie, rimasta in Senegal, e della figlia tredicenne, che non ha conosciuto il padre, e una scritta, “Tredici anni senza vedere la sua famiglia e il suo sogno si è fermato il 13 dicembre”. Hanno gridato. NO al razzismo e NO alla violenza. Hanno pregato con tappeti stesi a terra, cantato, letto dal Corano e lasciato messaggi, disegni fatti dai bambini, stelle di natale e ciclamini e rose bianche. Contro il razzismo e la discriminazione l’Italia alza la testa e reagisce in maniera civile e composta portando avanti i valori dell’uguaglianza. Una giornata di ulteriore riflessione in questo paese che ha voltato pagina e il messaggio è chiaro: l’Italia del domani, non vuole la violenza e l’odio razziale che ha armato la mano del killer che ha colpito i due ambulanti senegalesi. 
Presenti anche esponenti politici, tra i quali Bersani, Vendola, ed il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi che ora, sfilano sottobraccio al dolore provocato anche dalla politica, perché chi diffonde o non si oppone ad un’ideologia razzista ha la responsabilità morale dei crimini contro l’umanità. Le parole in certi contesti diventano armi e giustificare per anni, slogan, comportamenti, campagne pubblicitarie come “folclore locale” è corresponsabilità. La Lega veicola idee che rappresentano il degrado umano. Gli estremisti non sono folli o pittoreschi, sono il frutto di una cultura e di una
tolleranza verso ideologie xenofobe e razziste che noi a lungo abbiamo sopportato. Le due vite spezzate chiedono rispetto non populismo, chiedono di cercare insieme soluzioni alle problematiche delle diverse comunità presenti nel nostro territorio. Tutti insieme, senegalesi, italiani, cinesi, egiziani e non. Tutti, proprio come è ormai l’identità di questa Italia multietnica, che qualcuno vuole cancellare come il tam tam su internet che si domanda: “PERCHÉ SOLO DUE”.
Firenze è stata colpita al cuore, il dolore è forte, la ferità è profonda. Spetta alla politica far si che non si riapra…
Italiani e raccomandati
State cercando un lavoro? E’ difficile di questi tempi, ma è possibile trovare qualcuno che dia “la spintarella”. Viaggio nel paese della demeritocrazia a FuoriTg su Rai3 con l’inviato Alberto Fiorillo e l’editorialista Sergio Rizzo.
Quanti di voi non hanno fatto qualcosa per “sistemare” il proprio figlio o un parente? E’ possibile in Italia evitare il demerito e far vincere la capacità?
Poche cose caratterizzano in modo pervasivo la vita italiana come le raccomandazioni, sono come l’aria, ci stanno sempre intorno ma non si vedono. E’ un cancro che si riflette nel mondo del lavoro e che ha soffocato la crescita del paese. L’Italia è fondata sulle raccomandazioni. Una vera scienza che ha permesso a tanti di fare carriera in cambio di favori. Un sistema che non premia i capaci e i meritevoli e influenza un po’ tutti gli aspetti della vita quotidiana, a cominciare dalla ricerca del lavoro e dal rapporto con la pubblica amministrazione. La raccomandazione italiana si basa sull’affermazione del proprio potere imponendo qualcuno senza meriti.
Una ideologia che contribuisce a creare un sentimento di appartenenza a chi ti ha raccomandato. Persone incompetenti che occupano posti di potere, un circolo vizioso di gratitudine e inabilità che danneggia il paese
Un esercito di scurriculati italiani, legati a politici, sindacalisti, o da rapporti di parentela. Testimonianza di un sistema radicato che costringe gli altri a faticare il doppio per sopperire all’ineguatezza di molti. Un paradigma culturale, evidentemente diverso rispetto al modello
razionale-universalistico fondato sul rispetto di regole impersonali e sul principio del merito.
Il costo complessivo che la società italiana paga per l’inefficienza nella disponibilità delle risorse umane è evidente, ma non va dimenticato anche l’effetto devastante che ha sulla formazione delle nuove generazioni giacché mortifica l’idea stessa di impegno personale. Il merito non è riconosciuto come un valore in Italia: più del 60% degli italiani ritengono che le risorse economiche e le relazioni personali contino di più per fare strada nella vita. Scardinare il sistema di relazione sociale tesa a forzare le regole, dalle più piccole e innocue richieste di favore, alle gravi forme di sopraffazione è una missione. I tempi sono maturi per una riconsiderazione del clientelismo che porta persone senza titolo e falsi curriculum modificati ad personam ad arrivare ai vertici della società. Figli di papà che si imboscano e soffocano ogni efficienza, politici che si improvvisano esperti. Deputati e funzionari, ministri e manager, monsignori e mangiapreti, sindaci e accademici: nel gran calderone della raccomandazioni, richieste o concesse, ci sono finiti un po’ tutti al di là del colore politico, delle mansioni ricoperte e delle epoche.
Se le radici dell’uso clientelistico sono da rinvenire nelle scelte razionali delle classi politiche del passato, così anche il suo superamento potrà solo essere il frutto delle scelte razionali delle classi politiche del presente e del futuro.
Sono giorni nei quali l’immag
ine italiana all’estero è ai suoi livelli più bassi, abbiamo pagato un prezzo alto di inefficenza che oggi si vede, si tocca con mano. Un oceano di degrado che dobbiamo lasciarci alle spalle o non saremo competitivi per il mondo globare che si sta costruendo.
La conoscenza è una ricchezza, le capacità sono risorse e la democrazia è il meccanismo in base al quale vengono immesse nella società diventando utili a tutti.
Siamo stati tra le sette potenze del mondo, abbiamo eccellenze non comparabili,dobbiamo rialfabetizzarci su altri parametri di valori.
Il merito è una convenienza per tutti, la raccomandazione è una convenienza individuale.
Camera con rissa
L’unica cosa che i politici italiani sanno dare? – I pugni! (Gday – Geppi Cucciari). Nell’inquietante panorama degli affari politici: l’eleganza, la sobrietà, il senso di responsabilità, di dovere e di senso civico che ha contraddistinto l’ideologia partitica della Lega, in questi giorni emerge a tutto tondo.
Due giorni di lotta libera in Parlamento, fischi, insulti, cartelli, urla, e gestacci. Le parole più gentili che si sono sentite sono: pagliacci e pecorai. Le giornate dei legaioli trascorrono all’assalto del governo Monti che sta per chiedere la fiducia. E’ un clima che ci fa capire che la Lega vuole imprimere una forte opposizione al governo.
Una scelta che mette tutti in imbarazzo.
“Parole pesanti, ma per ora niente sangue, rischiano labbra gonfie, occhi pesti, guance tumefatte…” sottolinea l’ironia di Geppi, nell’appuntamento che anticipa le notizie del Tg de la7 che ci spiega come continua alla Camera la protesta della Lega contro la manovra del governo Monti, dopo la bagarre in Senato. Va in scena il bis dei leghisti con atteggiamenti non consoni al luogo che rappresentano. Esplode il caos. Il presidente Fini è costretto a chiedere l’espulsione dall’aula di due deputati leghisti, Bonanno e Rainieri.
Questo è il clima dove il governo Monti si deve confrontare. Impassibile per lunghissimi minuti, deciso a non cedere davanti alle provocazioni, poi sentenzia, con voce pacata e cortese: ” “Ci sono cose, che non devono farmi alcun effetto, altrimenti non sarei in grado di adempiere alla temporanea funzione che mi è stata attribuita… Mi sono trovato nella parte centrale alta dell’emiciclo del Senato a vedere conterranei che mi pare fossero… vivacemente all’opera”…
La Lega dovrebbe avere il pudore di tacere e non di urlare, visto che fino a pochi giorni or sono andava a braccetto col governo Berlusconi, che inizialmente era l’oggetto da combattere e durante, corresponsabile, promotrice e ispiratrice delle peggiori nefandezze antisociali e antidemocratiche di tale governo.
La Lega di “lotta” punta allo scontro aperto con Mario Monti, crede così di recuperare consensi al nord, ma la gente non è così fessa da non comprendere che i loro continui voltafaccia sono dettati dall’interesse.
E mentre Lega e Pdl tentano di tenere insieme i numeri, Monti tenta di tenere insieme l’Italia, i due partiti traballano e il caos regna sovrano insieme all’emergenza economica.
