Palinsesti scombussolati e telecamere puntate davanti al piazzale della scuola “Morvillo-Falcone” di Brindisi, sconvolta dall’esplosione di una bomba. Il fermento televisivo si rincorre nei telegiornali con parole e immagini che cercano spiegazioni e tentano di capire la nuova tragedia che ha colpito inaspettatamente Brindisi e di riflesso, l’Italia. Un attentato, vile, crudele, terribile. Un duro colpo inferto all’Italia. Un attacco senza precedenti.Un fatto anomalo. Le ipotesi si dibattono tra, la pista mafiosa, l’atto criminale di un folle, la volontà di destabilizzare il paese già in preda ad un momento politico delicatissimo. Un quadro complesso a partire dal nome della scuola, che rievoca un film già visto, la data, molto vicina alle rievocazioni, il clima italiano, sotto elezione, basta e avanza per mettere ansia, per preoccupare le istituzioni e i cittadini.
Su tutto, rimane lo sgomento e l’inaccettabilità che un disegno criminale trovi il suo epilogo colpendo, volutamente, delle giovani donne. Una studentessa di 16 anni è morta, Melissa Bassi, un’altra è gravissime condizioni in ospedale. Altri sei sono rimaste ferite. Vite spezzate per un motivo che va oltre la logica, un altro fardello che ha colpito il paese a cui bisogna reagire con indignata determinazione. In un Italia che si dibatte tra drammi economici e attentati criminali, bisogna ammainare le bandiere per affrontare, uniti, le sfide del presente, per andare verso un futuro e sconfiggere in primis questo attacco frontale alla società civile. E la reazione si è fatta sentire, la gente della Puglia, coraggiosamente, ha manifestato, per vincere la paura, per testimoniare che l’Italia vuole cambiare e guardare al domani. Anche il mondo della politica interrompe le polemiche e chiede allo Stato una risposta contro la violenza e il terrore, uniti, per garantire quello che negli ultimi tempi era solo un’illusione: democrazia e serenità.
In assenza, al momento, di rivendicazioni o di una pista che prevalga decisamente sulle altre, un imput investigativo importante potrebbe arrivare dagli esami e dai rilievi tecnici che vedono attualmente impegnati gli specialisti di polizia e carabinieri. Dal tipo di ordigno e di innesco e dai materiali usati, potranno ricavare indicazioni decisive, utili a circoscrivere l’origine dell’attentato. Criminalità organizzata, racket delle estorsioni, malavita locale, ritorsione, nessuna ipotesi puo’ per adesso essere esclusa. Su tutto, la certezza del gesto eclatante, fortemente simbolico, che voleva dare la morte, proprio in quella scuola, dove la cultura antimafia, cammina con le nuove generazioni. Tra l’altro era in programma a Brindisi il passaggio della carovana antimafia. Restano a terra i libri a spaginarsi al vento, esile testimonianza del tentativo di riscatto in una terra di mafia e criminalità, dove le bombe erano state usate per estorsione, mai, per colpire ragazzine. Qui l’intento omicida è evidente. Nella teoria del terrore, della paura, le alchimie si fondono e lasciano una ferita profonda.
Una modalità terrificante, crudele, l’efferatezza rivela, che si vuole creare il massimo del terrore possibile. L’esplosione ferisce, lacera, ustiona. Colpire al cuore i cittadini, le famiglie che mandano i figli a scuola, al “sicuro”…in quella scuola, dove si insegna a scardinare le regole mafiose. Una scuola che porta il nome di Falcone. Una scuola che ha raccolto il grido di battaglia di Falcone, contro la tradizione mafiosa. Una scuola importante, perché è un simbolo per chi vuole combattere la mentalità della criminalità e vuole uscire dalla morsa dell’illegalità. Giovani vite che, acculturate, possono ribellarsi alle regole ferree che tengono unite le maglie del crimine. Perché con la paura si impedisce la coscienza critica che consente la libertà di scelta. L’unico modo per sconfiggere la logica della paura è il coraggio di opporsi, come hanno fatto Falcone,
Borsellino e tanti alti e come immediatamente ha fatto la Puglia, scendondo in piazza, unita, compatta, perché non possiamo arrenderci alla violenza che, rimane un fatto unico nella storia del nostro Paese, si è svolta in una scuola… e il tema dei prossimi giorni, sarà: CHI? Chi, ha osato, tanto?










Enrico Mentana non se la sente di iniziare il Tg de La 7 dando risalto alla politica, preferisce parlare di Francesco Pinna, un nome fino ad ora sconosciuto e che questa volta avrà in televisione e sui giornali un po’ più d’eco, a differenza delle già 697 vittime, registrate nei primi 9 mesi del 2011, secondo dati appena pubblicati dall’Inail.
Stava montando insieme ad altri operai, all’interno del PalaTrieste, il palco per il concerto di Jovanotti. L’ennesimo incidente sul lavoro. All’improvviso l’immensa impalcatura è crollata, quasi accartocciandosi su se stessa, investendo tutti quegli operai che non sono riusciti ad allontanarsi in tempo. Mentre l’attenzione mediatica si concentra sulla stangata, ci sono ragazzi che per pagarsi gli studi, lavorano per cinque euro all’ora.
Un ragazzo che si arrampicava sui tubi innocenti a dieci metri di altezza come un alpinista per cinque euro l’ora. Non si diventa ricchi. Si può morire per questo? Per cinque euro l’ora? È una follia.
Questa Italia che lotta per sopravvivere mette in luce eccessi che segnano un solco ancora più profondo tra le persone normali e i privilegiati che dovrebbero rappresentare e difendere i cittadini. Otto operai in ospedale, uno in rianimazione e uno morto. La disperazione di chi è colpito dal lutto si unisce alla disperazione di chi ancora dovrà vivere guadagnandosi cinque euro all’ora, mentre ventimila euro al mese rimangono intoccabili.
Garlasco, Perugia e Avetrana, sono alcuni nomi legati alle incognite della giustizia umana, processi e delitti che lasciano dolore nelle persone coinvolte e dubbi negli spettatori che trascinati dalla forza ipnotica dei media ne vengono coinvolti.
La trasmissione, dunque, torna ad occuparsi approfonditamente della morte di Sarah Scazzi e dei quesiti ad essa legati ponendosi due interrogativi preliminari : la giustizia è giusta e i magistrati possono sbagliare? L’errore è insito nella natura umana. Partendo da questo presupposto, al via dopo la pausa del 29 agosto scorso, necessaria perchè la Cassazione discutesse la richiesta di rimessione avanzata dalla difesa di Sabrina Misseri, il Tribunale di Taranto ha aperto la prima seduta dell’udienza preliminare. Inizia così il procedimento che servirà a discutere la richiesta di rinvio a giudizio di Sabrina Misseri, della madre Cosima Serrano, accusate dell’omicidio e di Michele Misseri, papà di Sabrina che deve rispondere di concorso nella soppressione di cadavere ed altri reati minori.
h, quindi c’è da pensare che tutti e tre sappiano la verità. Quindi parlassero”. “Mi dà molto fastidio che Michele continui a piangere e a pregare quando parla di Sarah, perché così continua ad infangare il nome di Sarah. Un tempo mi faceva pena, ora mi fa schifo, come il resto della famiglia, ma la cosa che oggi mi fa più male è che ancora non dicono la verità”. – Lui ha un suo bagaglio di bugie e si carica anche di quelle di moglie e figlia. Mia figlia non sarebbe mai entrata nel garage perché Sarah ha paura del buio. Michele fa quello che gli dicono di fare. Sta recitando solo una parte per compiacere i suoi famigliari. E’ un uomo che non ha il senso della giustizia, della moralità. Quell’altarino nel garage è una cosa squallida. Vuole chiedermi perdono? Che la smetta di dire tutte quelle cretinate e racconti solo come è morta mia figlia”. – “Tutti la conoscevamo come una ragazza allegra, solare, sorridente. Sarah li amava e loro l’hanno uccisa. Io, ora, voglio il colpevole”!
E i tre personaggi cruciali di questa tragedia, sono, uno già in libertà, e gli altri in attesa. La mamma fino a luglio del 2012, mentre per Sabrina i termini scadranno il 27 novembre. Il che significa che torneranno libere se, nel frattempo, non sarà intervenuto un giudizio nei loro confronti. Tutto in mano alla giustizia umana. E per le toghe non sarà facile, in mezzo a una selva di ritrattazioni e mezze ammissioni, appurare la verità. Forse addirittura impossibile venire a capo dell’inestricabile e sinistro groviglio che lega tra loro i “3 moschettieri del male”!
Riapertura della stagione invernale del magazine dedicato all’approfondimento dell’attualità firmata TG2, Costume e società in onda quotidianamente alle 13.30, che punta le telecamere sulla vicenda umana e giudiziaria di Perugia.
Amanda chiede giustizia e vuole tornare in America, dove da anni è in atto una vera crociata per la sua liberazione. Amanda ha ottenuto giustizia ed è stata assolta con formula piena. L’America che dopo la condanna aveva giudicato l’Italia in modo duro, diverso e ostile, disdegnando e boicottando turisticamente il nostro paese ora riacquista fiducia e apprezza lo scrupoloso agire del sistema giudiziario italiano.
Dopo la sentenza di appello che ha scagionato Amanda dall’accusa di omicidio i suoi familiari sono pronti per volare negli Usa. Sono rimasti a Perugia, invece, i familiari di Meredith Kercher che in Aula hanno assistito attoniti alla lettura della sentenza. Hanno ascoltato e accolto la sentenza con la stessa compostezza che li ha caratterizzati in questi quattro anni. Impietriti. Niente lacrime, niente urla, immobili e hanno aspettato un po’ prima di lasciare il Tribunale. Non si sono fermati davanti alla folla di giornalisti.
Per una delle due ragazze inizia una nuova vita tra emittenti televisive, libri, film, notorietà e chissà forse è già pronto un reality…
Gli interrogativi che si pongono Milo Infante, Lorena Bianchetti, e gli ospiti in studio, su Italia sul 2 ,(programma tenuto a battesimo ormai quasi dieci anni fa da Monica Leofreddi) vertono sugli aspetti psicologici dell’animo umano . Perché tanto interesse per chi uccide? Cosa spinge la gente a indagare nella mente degli assassini? Cronaca: poco interesse per le vittime?
Erika, Amanda, che tra l’altro ricevono miglaia di lettere di ammiratori e anche proposte di matrimonio. Dunque, fascino diabolico, certo malefico, ma che attira e fa amare gli idoli del male. Presenze seduttive che non sanno veramente amare, se non se stessi. Scaltri, bugiardi, fieri di come riescono ad inquinare le prove dei loro misfatti, eppure, riescono a sfocare le immagini delle loro vittime, a metterle diciamo in secondo piano.
Delitti che fanno vibrare le corde basse dell’attenzione, il triste gioco collettivo, che riescono a far emergere la parte oscura dell’uomo, qualcosa di sessualmente accattivante: il male, che è dentro ognuno di noi, che seduce e si rifiuta al contempo, due facce ben distinte. L’assassino è lontano dalla normalità è qualcosa di sconosciuto che suscita curiosità e scatena morbosità. Tra l’assassino e la morte si intrecciano tutte le dinamiche umane che ci coinvolgono, ed ecco che sul palcoscenico della vita c’è un attore, la morte, che smette di recitare, e un altro, l’assassino, che inizia la sua parte da protagonista e il pubblico guarda.
ingredienti funzionali alla drammatizzazione e alla suspense, quindi appetibili per i media che possono così attrarre lo sterminato pubblico. In effetti, quando il giallo finisce, crolla anche l’attenzione. Un vissuto in cui ci si scarica. Il pericolo è che stiamo costruendo una società contemporanea che ha sdoganato il male, l’informazione si trasforma in intrattenimento, e “gioca” con le vite delle persone, gli assassini divengono gli Scamarcio e i Kim Rossi Staurt, il pubblico viene educato a spogliarsi di qualsiasi sentimento di pietà per le vittime e a partecipare a un collettivo e inquietante modello da imitare, dove il male vince e diviene affascinante e irresistibile…
Tg2: Esito choc sulla notizia relativa alla tradegia dell’ultimo sbarco a Lampedusa. Sui corpi i segni dei colpi subiti. Uno scenario terribile che pian piano emerge dalle testimonianze e dall’autopsia: due delle 25 vittime sarebbero morti per le percosse subite. A rivelarlo appunto l’autopsia disposta dalla procura di Agrigento che sulla tragedia ha aperto un’inchiesta.
Le evidenti lesioni su due cadaveri, gli schizzi di sangue ovunque nella stiva dove erano ammassati 25 corpi, ormai in stato di decomposizione, hanno indotto gli inquirenti a pensare che almeno per due persone il decesso è stato provocato non solo dal soffocamento, ma anche dalle percosse.
Una delle due vittime, secondo quanto accertato dal medico legale, ha il cranio fratturato in due punti, l’altra ha riportato fratture allo zigomo e alla fronte. Per gli investigatori le lesioni potrebbero essere state provocate o da colpi di bastone o da calci. Probabilmente hanno cercato di aprire la botola, ma sono stati ricacciati indietro con la forza e senza pietà, ecco la spiegazione. Un’altra tragedia che aumenta il numero di morti nel mare di Sicilia. Una strage, quella dei migranti libici, senza precedenti, morti agghiaccianti, come il silenzio delle onde che le accolgono.
Tabloid il martedì, in diretta, su Italia1, è il nuovo settimanale di informazione di Studio Aperto e Videonews, firmato dai direttori delle due testate giornalistiche di Mediaset Giovanni Toti e Claudio Brachino, un magazine televisivo che guarda ai fatti della settimana ispirandosi come costruzione narrativa ai popolari quotidiani inglesi che vedono la compresenza di temi “impegnati” e “leggeri”, infatti oltre a una parte di stretta attualità presenta una sezione dedicata alla cronaca bianca, al gossip e una parte rivolta alla cronaca nera. Alla conduzione tre volti femminili del giornalismo di Mediaset:Monica Gasparini, volto storico di Studio Aperto che si occupa dell’ attualità, Silvia Carrera, che si dedica alla cronaca bianca e Monica Coggi, che approfondisce la pagina di cronaca nera. Un programma informativo vivace, dinamico che non ha paura di mescolare generi che interessano alla gente e con il quale il telespettatore ha modo di conoscere tutto quello che è sucesso nella settimana.
Il marito ribadisce la sua innocenza: “Io in carcere, l’assassino di mia moglie libero” ha dichiarato il caporalmaggiore accusato di aver ucciso la donna il 18 aprile scorso, eppure la tecnica dell’esecuzione è militare e i Pm ascolani dopo novantadue giorni di indagini lo ritengono pericoloso e capace di uccidere. L’accusa contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare è pesantissima: omicidio volontario pluriaggravato dal vincolo di parentela e crudeltà e vilipendio di cadavere in eventuale concorso con altri. Lui durante tutto questo tempo, ha seguito passo a passo le indagini, gomito a gomito con i carabinieri, ha rilasciato interviste, ha pianto, chiedeva giustizia al suo dolore di marito e padre. L’esperto criminologo Massimo Picozzi presente in studio non ha dubbi:” In maniera più o meno maldestra ha cercato di proteggersi, gli indizi comportamentali non bastano, la procura ha agito in base alle tracce scientifiche che hanno consentito l’arresto”.Un uomo che ha retto alla pressione mediatica, intervistato in lacrime ha gridato il suo amore: “No, non l’ho uccisa, mi sarei tolto al vita da solo piuttosto che a lei”, dichiarava alle telecamere di Quarto grado,”Mi manca il suo sorriso, la sua voglia di vivere e non c’è stato un attimo in cui io non la’bbia amata, ho sbagliato ad avere una debolezza e penso sia stata la cosa più brutta che io potessi fare…”
Eppure Salvatore, istruttore palestrato nella caserma femminile del 235˚ Reggimento Piceno, che insiste nel proclamarsi marito fedele e innamorato, aveva una relazione clandestina mai interrotta da due anni, un’amante, Ludovica, che faceva pressione per la separazione alla quale aveva promesso di lasciare la moglie, un’altra donna ingannata che ora si porta dentro il dubbio di essere stata il movente di un omicidio, il dramma di due donne innamorate si è svolto, due vittime che stravedevano per questo ragazzo, due sogni infranti da una cruda realtà, due vittime accomunate da un sentimento, due donne che credevano in una persona che non ha detto loro la verità, resta solo da stabilire se questo uomo capace di ingannare per amore abbia anche ucciso per lo stesso motivo.
Insomma tanto “amore” ruota attorno a questa terribile vicenda, un amore che ha recato con se la tragedia, la sofferenza, la morte, il dramma di due famiglie e della piccola Vittoria, di appena 20 mesi, un amore fatto di sesso, bugie, tradimenti, gelosie. La vita di tante coppie è piena di fragilità umane come queste. Ma stavolta c’è di mezzo un omicidio feroce e assurdo. Speriamo che ora, il filo di Arianna della verità, venga presto trovato.