Guarire con gli amici animali

La compagnia di un animale aiuta a guarire. La rubrica Costume e società in questo clima di festività,  coglie l’occasione per  evidenziare l’importanza del rapporto tra uomo e animali occupandosi di pet therapy. Che si tratti di un coniglietto, di un cane, di un gatto o di un uccellino la sua presenza risveglia l’interesse di chi gli è vicino: bambini ed anziani, ma anche malati e disabili con problemi psichici e fisici possono migliorare la qualità della loro vita e le loro condizioni di salute grazie all’assistenza di animali amici. Le attività di Pet Therapy si prefiggono di utilizzare le straordinarie possibilità di un corretto rapporto tra uomo e animale a beneficio di persone in condizioni di sofferenza o disagio, senza mai snaturare le naturali inclinazioni dell’animale.

Il valore terapeutico degli animali trova oggi una strutturazione metodologica e impieghi mirati a specifiche patologie. Il termine pet-therapy indica una serie complessa di utilizzi del rapporto uomo-animale in campo medico e psicologico. Un sistema terapeutico dolce incentrato sull’interazione tra uomo e animali di indole pacifica, docile, che riescono a far breccia nell’isolamento del malato donando amore incondizionato, pazienza e attenzione.

L’animale diventa il co-terampeuta che aiuta il paziente, insieme agli psicologi e ad altre figure professionali del settore (pedagoghi, operatori sociali e conduttori cinofili specializzati), ad innescare spontaneamente quei meccanismi di stimolo che possono essere di gioco per i bambini, stimolo all’attenzione temporanea (cura del cane, carezze) per gli anziani e i pazienti depressi, che si abituano a parlare con l’animale e ad esprimere le proprie emozioni, cosa che, ad esempio, per l’autismo è davvero difficile. Gli animali possono far sentire al sicuro e amati i pazienti quando questi sono stati privati di interazione sociale o feriti da altre persone. Attraverso il contatto con l’animale la persona riesce a sbloccare certi canali emotivi, alleviare le proprie ansie e sviluppare gradualmente una nuova consapevolezza della propria persona.

Solo un animale sereno, equilibrato e felice può essere utile a questo scopo. L’identificazione nei singoli animali delle caratteristiche necessarie allo svolgimento di tali attività e il loro perfezionamento richiedono l’impiego di conduttori altamente qualificati che permettano l’instaurarsi con l’animale di un rapporto di conoscenza, affiatamento ed affetto notevoli.

Una porta con l’esterno che oggi vede il suo riconoscimento nell’aumento nei corsi di specializzazione che formano i nuovi operatori di pet therapy.  Nella pet-therapy, l’attività svolta dal “terapeuta animale” nei confronti del “paziente uomo” è molto complessa e, soprattutto, per il suo funzionamento richiede contributi provenienti da diverse discipline. Per questo motivo, ogni esperienza di pet-therapy è il risultato di un lavoro sviluppato da un team interdisciplinare composto da numerose figure professionali che interagiscono sul campo ciascuna con il proprio specifico ruolo ma in modo complementare. I membri del gruppo di lavoro partecipano direttamente sia alla progettazione e alla valutazione dei programmi sia allo svolgimento della attività e delle terapie in qualità di operatori.

La Pet Therapy non é una panacea, utile a risolvere tutte le malattie. Infatti non é sufficiente affiancare un animale a una persona sofferente per aspettarci il miracolo della guarigione, ma è importante che finalmente si stiano capovolgendo le certezze umane, considerando l’animale non più come un soggetto passivo da utilizzare, ma una figura attiva dalla quale ricevere affetto. E forse, in futuro, animali e uomini impareranno a vivere insieme rispettandosi reciprocamente. 


Povera Pasqua!

Una festa all’insegna dell’austerity, in linea con la sobrietà a 360. La Pasqua degli italiani è stata all’insegna del risparmio.

Nel servizio del Tg2 si pone in risalto come gli italiani in tempi di crisi siano costretti a rivedere i loro concetti di “festa, festeggiamenti e vacanze”. Il 70% circa è rimasto  nelle proprie case abbandonando l’idea di un viaggio o di una gita fuori porta. E non poteva essere altrimenti visto che la crisi che sta attanagliando il Paese.

Pasqua, aria di festa, voglia di novità e vacanza.  Invece,  una festa tra le quattro mura domestiche, per 8 famiglie su 10 e questo non perché il clima familiare sia sinonimo di felicità, piuttosto perché gli italiani, non possono più permettersi di festeggiare al ristorante o altrove. I commercianti, gli albergatori, i balneari aspettavano con ansia questo giorno per risollevarsi da un periodo passato all’insegna delle ristrettezze. Ora la Pasqua è arrivata, eppure il giorno è trascorso all’insegna della normalità. Poche presenze, pochi affari, pochi i turisti che hanno prenotato nelle strutture alberghiere. Vuoi per la crisi economica che incombe e incita a condotte verso il risparmio, vuoi per il caro benzina che ti costringe a mettere mano al portafoglio, vuoi per la nuova tassa di soggiorno, sta di fatto che sono pochi coloro che hanno deciso di muoversi  per le vacanza pasquali. E chi lo fa, si ferma solo per il weekend, a dimostrazione del fatto che la crisi c’è e che, spesso, sono proprio le vacanze quello a cui si deve rinunciare.

Un calo del 10% rispetto allo scorso anno. Cala a picco  il giro di affari turistici. Un decremento del 4% che costituisce un campanello d’allarme. 

Come se non bastasse, a questo, si aggiunge il tempo brutto. Gli italiani che hanno preferito rimanere a casa al massimo si sono concessi  una passeggiatina ma, con il maltempo  anche questa voglia è stata all’insegna della tristezza.  Pochissimi gli  stabilimenti balneari  che hanno deciso di inaugurare la stagione estiva con l’apertura pasquale e le spiagge restano ancora deserte.

La crisi economica,  sta prosciungando le finanze familiari.

La crisi dei consumi in generale e turistici in particolare delle famiglie italiane non accenna a diminuire, nemmeno in un periodo tradizionalmente festivo.

Tanti italiani si sono accontentati  di soddisfare almeno il palato.  Si  mangia e si dimentica anche se il budget è limitato (con un costo medio a testa di 40 euro).  Con la crisi si è riscoperto il piacere della preparazione casalinga dei dolci tipici della tradizione di Pasqua, con un crollo del 10 per cento negli acquisti dei prodotti industriali come colombe e uova di cioccolato. Il più gettonato nei menu di Pasqua è l’agnello, presente in una tavola su tre. Nonostante il calo, quella di agnelli, pecore e capretti secondo la Lav è “una strage silenziosa che ogni anno balza in avanti nei periodi di dicembre, marzo e aprile, momenti clou delle festività e delle ricorrenze religiose” e forse questa forzata situazione di ristrettezze economiche potrebbe indurci a prendere in considerazione menù alternativi, che oltre al portafogli farebbero del bene anche ai nostri amici animali.

La tavola è un piacere che ricrea quel gusto conviviale tipicamente italiano, che ha contagiato tutto il mondo, di stare insieme intorno  ad una tavola, per ritrovarsi, fare conversazione, commentare ed assaporare  pietanze raffinate e buon vino.  Non  macchiamoci la coscienza con l’inutile la strage di creature viventi che alimenta ogni giorno l’industria della carne, e che  riesce ad essere ancora più esecrabile quella di agnelli e capretti che trova il suo massimo orrore in occasione della Pasqua, costando la vita a milioni di animali in tenera età uccisi barbaramente. Strappati alle madri nei greggi, che trascorrono giorni interi cercandoli e disperandosi, sottratti ai loro giochi spensierati per essere ammassati su furgoni che li portano verso la morte, senza più un filo di voce per i belati di terrore che emettono fino all’ultimo istante di vita.

 Tutto questo in nome del consumismo. Un cocktail di crudeltà, business, ed ignoranza. Un’ulteriore dimostrazione di come sia l’uomo la bestia più feroce del creato. Ecco perchè l’Italia deve fare un grande cambiamento culturale, ecco perché dobbiamo promuovere una nuova coscienza di amore e rispetto di ogni creatura vivente.

Occorre rivedere una concezione di tipo gerarchico in cui l’essere umano sta, per così dire, in cima, sotto e in basso tutte le altre cose: elementi naturali, piante, animali.

In questa errata concezione, il rispetto e l’insieme dei diritti riguardano soltanto l’essere umano, tutto il resto è in funzione  strumentale del medesimo.

Varrebbe la pena riflettere che non é  un obbligo e, ritrovarsi insieme, non vuole dire per forza sgozzare senza stordimento, quello che ci troviamo nel piatto!

CONVIVERE con gli ANIMALI ieri e oggi

Da “attenti al cane” al kit per la pulizia, Viva l’Italia su Arturo racconta come è cambiata la convivenza degli italiani con gli animali.  Enza Sampò ci accompagna con i suoi ospiti in studio, in un viaggio tra passato e futuro, per capire i cambiamenti che hanno segnato i rapporti con questi pelosi compagni di vita sui quali trasferiamo stress e nevrosi e che  ci stanno accanto condividendo i momenti della nostra vita.

Paola Saluzzi, giornalista televisiva, e’ cresciuta con gli animali grazie ad una “mamma strepitosa” che le  ha insegnato ad amarli, non trasmettendole paura ma, rispetto e sensibilità, l’amore materno ha contagiato la figlia che continua a salvare le bestie che subiscono la cattiveria umana. “Gli animali hanno un valore immenso nella vita di una persona, ti trovano sempre importante e non ti giudicano, partendo da Argo dell’Odissea che ci insegna che il cane supera tutto”. Argo è l’emblema, l’immagine arhetipica della proverbiale fedeltà  del miglior amico dell’uomo,  una manciata di versi di commovente intensità capaci di restituirci il senso dell’attesa tenace e testarda, la gioia del riconoscimento, la capacità del cane più che dell’uomo  di tenere sempre viva la speranza.

Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF, e’ un ex cacciatore convertito alla causa animalista, fu lui che iniziò a parlare di ecologia in televisione per sviluppare la coscienza ecologica, oggi, presidente e fondatore del Wwf, porta avanti nobili iniziative come quella dell’adozione a distanza di animali che in passato non godevano della nostra simpatia : lupi, aquile, orsi, panda, ghepardi e tanti altri che fanno appello alla sensibilità di molti per poter essere salvaguardati, lodevole iniziativa, per animali che non rischiano l’estinzione ma hanno bisogno di essere protetti.

Francesco Brescia e’ istruttore cinofilo della squadra di Massimo Perla ed e’ accompagnato da un border collie parente della star canina Shonik. La convivenza con l’ animale deve essere improntata all’insegna dello scambio reciproco di rispetto, regole e coerenza.

Avere un conduttore autorevole, non impositivo è un segnale di affetto che diamo al nostro compagno di vita, è il dono più grande che gli possiamo fare, in cambio possiamo ricevere anche la vita, come racconta Marco Negri, volontario della protezione civile che addestra terranova per il salvataggio, accompagnato dal suo peloso amico “Oliver” che accortosi della difficoltà in cui si trovava il suo “padrone” si è divincolato, sfuggendo al controllo degli altri colleghi, impegnati nell’ attività di addestramento sulla spiaggia per tuffarsi e riportare Marco a riva.

Uno dei tanti esempi di come l’uomo facendo  lo sforzo di  connettersi con gli animali di fatto ci  guadagni…il passato non sempre è meglio del presente, gli animali erano considerai a fini utilitaristici, sfruttati e privati di qualsiasi dignità. Il rapporto del contadino era diretto e interessato, oggi per fortuna anche la scienza ha dimostrato che vivere con un amico a 4 zampe aiuta a migliorare la propria salute. Accarezzare un cane, giocare con un gatto, per esempio, sono dei modi per calmare il battito cardiaco e ridurre l’ansia. Per questo, è stato accertato che tra i reduci da infarto, a un anno di distanza dal problema, la percentuale di sopravissuti tra quelli che possiedono un cane è quattro volte superiore a chi non ne ha.

Questo beneficio riguarda sia anziani che bambini: gli anziani che vivono con un cane, infatti, hanno meno problemi di salute e necessitano di un numero inferiore di visite mediche rispetto ai coetanei senza cani.

Dialogando con volti noti e persone comuni, in un orizzonte ideale che abbraccia gli anni dell’Unità d’Italia, dal 1861 al 2011 la televisione ci offre uno spazio della memoria per capire il presente e vivere meglio il futuro anche e soprattutto in compagnia degli animali ai quali perfino il Papa Giovanni Paolo II ammise che “Gli animali non sono privi del soffio divino”, un’anima sicuramente più pura di quella degli umani e più carica di amore.

Visualizza altro: http://www.wwf.it/adozioni/

http://www.nazioneindiana.com/2009/01/01/dalla-parte-degli-animali-adozioni-a-distanza/

Solo una multa per sadico lancio di cuccioli

Ultimamente  sembra si stia alzando il livello di sensibilizzazione nei confronti del  maltrattamento di animali, lo dimostra la forte reazione nei confronti degli ultimi episodi  di  cronaca, quello della  donna che aveva gettato una dolcissima gattina in un bidone della spazzatura e della ragazzina che si divertiva lanciando cuccioli in un fiume.

In tema di sanzioni e pene mi domando quali pene potrebbero essere assegnate a persone che  con estrema semplicità adottano certi comportamenti? Per comprendere che qualcuno soffre, ce lo devono dire gli altri? Per capire la disperazione della mucca prima dell’esecuzione serve che questa lo metta per iscritto? Per provare la pazzia di chi vive recluso in gabbia bisogna che ci arrestino? Per considerare la sofferenza e lo strazio degli altri insomma, bisogna varare una legge altrimenti da soli non ci si arriva?

Accorgersi che esistono il dolore e la morte soltanto quando ci si ferisce o quando vien meno un nostro caro mi pare un grave limite, oltre che ipocrita. Sappiamo che alla donna inglese la quotidianità è stata resa difficile dalle reazioni degli amanti degli animali al punto da dover essere protetta dalla polizia locale e che la giovane  rintracciata ed arrestata un mese fa a Bugojno, in Bosnia, è stata rilasciata perché ritenuta dalle autorità troppo giovane per essere incriminata.

Un gesto tanto atroce è rimasto dunque impunito.

Forse la ragazzina, a quanto pare di 12 anni, dovrà pagare una multa, probabilmente di 5mila euro. Ben poca cosa rispetto al crudele e inutile atto da lei compiuto. Grazie ad una legge cosi, non oso immaginare quanti animali possano subire torture e maltrattamenti vari.

Ci reputiamo la razza superiore rispetto agli animali, ma non lo dimostriamo affatto. Li uccidiamo nonostante siamo noi per primi ad essere terrorizzati dalla morte, li sfruttiamo nel lavoro senza riconoscere loro alcun diritto e ci convinciamo che è giusto perché è sempre stato così, li avveleniamo nei laboratori con metodi che ci ripugnano, accettiamo che diventino pellicce, borse o pietanze e  ci divertiamo pure quando infliggiamo loro un supplizio.

Non voglio assolutamente legittimare o fomentare  qualsiasi forma vendicativa come espiazione punitiva ma credo che lo “sfogo” di persone con un egocentrismo  patologico, incapaci di provare un senso di colpa  sia un comportamento e  non un fenomeno isolato e che questo faccia  parte integrante e sintomatica di un più vasto complesso di rapporti improntati alla violenza.

Pertanto tali comportamenti devianti  vanno corretti attraverso la rieducazione e magari anche attraverso la  fornitura di servizi mirati all’utilità collettiva, questo forse, permetterebbe nel tempo di acquisire e formare quella  cultura nuova, di rispetto per la vita e senso etico totalmente assenti.

Il livello di civiltà di un popolo si misura dal rispetto che esso nutre verso gli animali! (Ghandi)

Da oggi la tratta dei cuccioli è reato

Le ripetute irregolarità di commercio  e  il traffico illegale di cuccioli strappati alle madri troppo presto, dopo due/quattro settimane, con rischi di indebolimento delle difese immunitarie e sviluppo di problemi comportamentali diventa reato.

Il nuovo  reato prevede la reclusione da tre mesi a un anno e la contestuale multa da 3 mila a 15 mila euro: sarà quindi perseguito chiunque, «al fine di procurare a se o ad altri un profitto, reiteratamente o tramite attività organizzate, introduce, trasporta, cede o riceve cani o gatti privi di sistemi di identificazione individuale e delle necessarie certificazioni sanitarie e non muniti, ove richiesto, di passaporto individuale». Un`aggravante è prevista se i cani o i gatti sono cuccioli di età accertata inferiore a dodici settimane.

Cuccioli finalmente liberi dalle sbarre e liberi di scodinzolare tra le braccia di un padrone pronto ad amarli.

Troppe le  storie dolorose: stress di un lungo viaggio attraverso varie nazioni, rinchiusi in scatole di cartone e gabbiette stipate nei bagagliai delle auto o nel cassone di un furgone, senza luce e con pochissima aria, per essere poi messi in vendita in negozi o sulle bancarelle di fiere e mercati in Italia, Francia, Spagna e Belgio.

Una sorte già di per sé triste che però non riguarda tutti: si calcola infatti che circa il 50 per cento dei piccoli clandestini muoia durante il tragitto o subito dopo l’arrivo a destinazione. La tratta dei cuccioli coinvolge ogni anno migliaia di cani e gatti, provenienti dai Paesi dell’Est, in particolare da Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, importati in modo truffaldino falsificando i documenti, precocemente strappati alle cure delle loro madri costrette a continue gravidanze, sottoposti a infernali viaggi e imbottiti di farmaci per farli sembrare sani all’acquirente.

Da ora in avanti tutte le forze di polizia locali e nazionali, nessuna esclusa, sono obbligate a intervenire.

In qualsiasi caso sarebbe meglio  evitare alla radice il problema della tratta dei cuccioli, non acquistando animali e  adottandone uno da un canile, gratuitamente peraltro, facendo una tripla buona azione. Per il quattro zampe, per sé e per l’amministrazione comunale che paga per la custodia nei canili pubblici o convenzionati.

L`approvazione della legge sulla tratta dei cuccioli è una conquista di civiltà che apre le gabbie  verso la libertà e l’amore.

Visualizza altro: http://news-notizie.wineuropa.it/notizie/2-notizie-nazionali/8-politica/143475-La-tratta-dei-cuccioli-e-reato.-E-chi-maltratta-Fido-va-in-carcere-.html

http://www.terranews.it/news/2010/10/stop-alla-tratta-dei-cuccioli

http://www.corriere.it/animali/08_dicembre_03/tratta_cuccioli_est_iniziative_governo_frattini_martini_3647d9e8-c11f-11dd-9466-00144f02aabc.shtml

Identificata la lanciatrice di cuccioli

Il caso di inaudita violenza contro animali assolutamente indifesi che pochi giorni or sono ha scosso la coscienza della rete provocando un’ondata di sdegno, ha avuto il finale che tutti si auspicavano: la polizia ha rintracciato la protagonista del video.

La ragazza che nel breve filmato veniva ripresa mentre uccideva sei cuccioli di cane lanciandoli in un fiume, uno per uno, gioendo a ogni lancio tra i guaiti terrorizzati degli animali, ha un nome e un volto.  E’ minorenne e bosniaca.

La polizia non ha ovviamente fornito dati identificativi visto  la minore età della giovane i cui genitori ora rischiano di pagare una multa di 5mila euro per «trattamento crudele di animali». L’aiuto determinante sarebbe venuto dai suggerimenti forniti da gruppi animalisti del Paese, che si sono giovati anche del passaparola delle nuove tecnologie.  Su blog, forum e social network come Facebook, infatti, dopo la pubblicazione del video erano apparsi decine di gruppi di condanna nei confronti del gesto della ragazza, che chiedevano a chiunque avesse idea dell’identità della ragazza di parlare con le autorità. E’ stato abbastanza facile quindi per la polizia mettersi sulle  tracce della crudele protagonista  e il breve “attimo di video gloria” peraltro filmato dal fratello ha reso “pan per focaccia” all’insensibile coppia.

All’ episodio di per se raccapricciante aveva fatto seguito l’adesione  di circa 250 persone  al gruppo nato  con “intenti ironici” la “Federazione italiana per il lancio del cucciolo”. Sul sito (che è stato subito cancellato) si potevano leggere frasi del tipo: “Il getto del cucciolo (detto anche impropriamente lancio del cucciolo) è una specialità dell’atletica leggera, in cui l’atleta cerca di scagliare il più lontano possibile su uno specchio o corso d’acqua un cucciolo vivo, provocando lo spruzzo più artistico”.  E tra le foto postate anche quella di Giovanni Paolo II mentre libera una colomba con il commento: “un illustre praticante del lancio del cucciolo del passato”…

Mi rendo conto di avere scarsa capacità ironica ma francamente  non riesco a trovare divertenti certe iniziative e visti i tempi che corrono invece di sforzare la fantasia con proposte  “ironiche” sarebbe decisamente più utile diffondere  forme di educazione al rispetto degli animali che ribadisco ancora una volta sono in grado di provare emozioni, di soffrire e di gioire e quindi devono essere tutelati da qualsiasi forma di violenza o maltrattamento, siano essi  d’allevamento o domestici.

Se in tempi passati gli animali venivano uccisi per procurarsi cibo oggi lo si fa per la bellezza e anche per il divertimento e ciò è inammissibile.

Gli uomini sono diventati crudeli.

In tempi più remoti la gente ha vissuto un rapporto più pacifico con gli animali. La vita degli uomini era unita alla vita degli animali. E noi dipendevano anche i dagli animali.

Ma i tempi sono cambiati.

Prima la gente uccideva gli animali solo per sopravvivere e si usava tutto di loro: la carne, le pellicce, le ossa ecc. Oggi le ragioni per cui gli animali sono sfruttati, torturati e uccisi sono tante, aggiungerci anche il divertimento o l’estetica mi pare troppo. Gli animali vengono trattati in modo crudele. Lo sfruttamento degli animali è una costante della nostra società, essa trae profitto dalla sofferenza altrui quotidianamente. L`uomo ha disimparato a trattare gli animali come esseri viventi da dover rispettare.

Oggi loro vivono solo per l`utilità della gente. Abbiamo totalmente dimenticato il messaggio di compassione per tutte le forme di vita?

D’altra parte vista la forte reazione e l’aiuto fornito alla polizia una buona  maggioranza del popolo della rete indipendentemente dall’appartenenza o dall’orientamento politico e/o religioso concorda sulla tutela verso gli animali che dev’essere totale e garantita, per proteggere gli animali da soprusi e violenze commessi dall’uomo moderno. Potremmo riuscirci solo se i cuori o le menti degli esseri umani verranno scossi dal messaggio della nostra etica basata sulla compassione.

Noi che ci proponiamo come la punta eticamente più evoluta di questa civiltà in cammino, dobbiamo dare il buon esempio.

Un mondo migliore,  ha bisogno di una nuova coscienza umana più giusta e sensibile.  E forse, questo è un obiettivo importante anche per le nostre stesse vite.

Nuova normativa EU contro la VIVISEZIONE ma è un bene per gli animali?

Ogni anno vengono utilizzati 12 milioni di animali per esperimenti scientifici .

Una statistica dalla quale vengono generalmente escluse le specie invertebrate e gli animali uccisi per utilizzare tessuti e organi.

Esperimenti su animali randagi e domestici, soprattutto cani e gatti

La nuova direttiva europea sulla vivisezione, che deve  essere approvata entro l’8 settembre, afferma che d’ora in avanti  gli esperimenti coinvolgeranno meno animali, ma analizzando bene il testo della proposta emerge l’artico 16 : “La possibilità di riutilizzare animali già sottoposti a esperimenti di intensità ‘moderata’”.

Una frase che fa rabbrividire perché risulta decisamente  diversa rispetto alla prima stesura ipotizzata dalla Commissione, dove si parlava invece di esperimenti di “intensità lieve“.

Questo significherebbe che  se la morte non sopraggiunge velocemente l’esperimento sulla stessa bestiola si può ripetere fino al raggiungimento dello scopo.

Un risultato ben diverso, da quello che si aspettavano le principali associazioni animaliste che auspicavano il  graduale superamento della sperimentazione con gli animali grazie all’utilizzo di metodi alternativi, in provetta o tramite modelli computerizzati e, nello stesso tempo, la riduzione degli esperimenti più dolorosi.

Altro punto contestabile riguarda l’articolo 11: “La possibilità di chiedere delle deroghe a sperimentare su animali randagi delle specie domestiche, compresi cani e gatti, qualora sia impossibile raggiungere lo scopo della procedura altrimenti e quando sia ritenuto “essenziale” per tutelare l’ambiente o la salute umana o animale.”   Eppure, la relatrice della normativa, l’eurodeputata Elisabeth Jeggle del Partito popolare europeo, aveva dichiarato alle agenzie di stampa: “Le nuove norme realizzano un compromesso tra i diritti degli animali e le esigenze della ricerca”.

Ma il risultato finale non pende certo a favore degli animali.

In Italia la legge sulle vivisezione è più rigida e  parecchio restrittiva sulla sperimentazione su quasi tutte le specie animali (la n.116/92,) ma ora le nuove regole dell’Unione non saranno più derogabili dai singoli paesi con buona pace delle multinazionali del farmaco.

In  Italia infatti per la sperimentazione su cani e gatti o su altre specie al di fuori dei ratti, bisogna chiedere una deroga, un’ autorizzazione al ministero della Salute che la sottopone poi al vaglio di una commissione in seno all’I.S.S”.

L’Italia potrebbe chiedere di mantenere le sue regole: lo farà?

In attesa la Leal, lega antivivisezionista, sta raccogliendo le firme per una petizione online da portare al Parlamento europeo entro l’8 settembre, giorno della votazione del testo. Sono già oltre le 60mila.

http://www.agireora.org/attivismo/abolizione-vivisezione-didattica.html

Per invitare a firmare on-line

http://www.leal.it/campagna-bruxelles/petizione-online/

Grazie a tutti per la partecipazione

Visualizza altro: La  Comunicazione della Commissione alla pagina “Per saperne di più” del sito , http://www.leal.it/ cliccando poi su La Direttiva dalla A alla Z, e quindi sul documento COM(2010)0324 datato 15/06/2010; esiste in tutte le lingue della UE).

Essere crudeli con gli animali è l’ultima tendenza per la “celebrità”?

Nonostante la sensibilità nei confronti degli animali sia in aumento, in Italia continuiamo ad assistere a episodi di inaudita violenza verso gli animali, spesso anche ad opera di minori.

Dopo la signora inglese che con un gesto assolutamente gratuito e crudele ha gettato nel cassonetto dell’immondizia una gattina, ecco arrivare il nuovo sconvolgente video di 44” in cui una ragazzina butta in un fiume cuccioli di cane, contenuti “amorevolmente” in un secchio di plastica.

Il gesto è ripetuto per ben sei volte e con una così disarmante freddezza da lasciare senza fiato. In sottofondo i guaiti dei piccoli strappati alla madre…la ragazza li getta in acqua e grida di “contentezza”.

I cuccioli non possono sopravvivere e muoiono annegati.

E’ comparso su Youtube e ha fatto il giro del web, facendo scoppiare subito le polemiche. E’ il secondo caso dopo il recente filmato della donna inglese che ha gettato un gatto nel cassonetto. Secondo alcuni il fiume si troverebbe in Croazia. La caccia alla giovane è già scattata: gli utenti di Facebook e Youtube stanno cercando di capire di chi si tratti.

Spero solo che l’attimo di “ notorietà” le costi caro in termini di coscienza, che il popolo della rete e di conseguenza la giustizia  la obblighi a riflettere  che far soffrire e morire gli animali è in nostro potere, non è un nostro diritto; è anche in nostro potere, e nostro dovere, evitarlo.

Mi domando se Internet inconsapevolmente abbia dato il via ad una nuova moda, l’apparire a qualunque costo per guadagnarsi 2 minuti di fama ora passa anche  attraverso la crudeltà sugli animali?

Non bastava considerare normale gli animali per tutto quanto ci pare “utile” o “divertente”: tenerli prigionieri in gabbie nei circhi e negli zoo, comprarli nei negozi, usarli nei laboratori,  è ormai così abituale che non ci rendiamo conto della sofferenza che la nostra vita di tutti i giorni causa a milioni di animali?

E’ proprio necessario aggiungere anche la registrazione di azioni così “divertenti”. Non è sufficiente un passato di animali  sfruttati, imprigionati, umiliati, torturati ci vogliamo mettere anche un presente di registi e attori?

Gli umani possono decidere in piena consapevolezza se causare sofferenza o no.

Il concetto di violenza sposta l’attenzione verso il suo opposto, cioè il concetto di rispetto. Il rispetto sia per le persone sia per gli animali si può ottenere solo tramite un processo di identificazione e di empatia e con la consapevolezza del destino comune che animali umani e non-umani condividono, oggi più che mai, in un pianeta a costante rischio di catastrofi nucleari o ecologiche.

La violenza, nella maggior parte dei casi, è la conseguenza di un atteggiamento culturale generale e, in un modo o nell’altro, investe l’intera sfera affettiva e cognitiva degli esseri umani.  Un maggior rispetto nei confronti degli animali, da parte di bambini, adolescenti e adulti, può essere raggiunto solo con lo sviluppo di sentimenti d’identificazione e di empatia.

Solo attraverso la consapevolezza l’uomo potrà forse migliorarsi e non  permettere all’orrore di perpetuarsi.

FERMIAMO LA CRUDELTA’ SUGLI ANIMALI

Cuccioli d’orsi salvati dagli uomini

L’ estate del 2010 sta finendo.  E’ tempo di ricordi da incollare nell’album delle buone azione compiute dall’uomo, poche pagine nelle quali annoverare almeno alcuni bellissimi episodi di amore tra uomo e animali.

Apriamo il nostro album virtuale, con l’episodio della liberazione del cucciolo di orso di  sei mesi che non poteva mangiare e bere a causa di un contenitore di plastica trasparente che gli imprigionava il musetto.

Era rimasto incastrato con la testa in un  vaso di plastica trasparente, l’ingombrante contenitore si era infilato sul suo capo mentre scavava nella spazzatura alla ricerca di cibo in un quartiere del centro di Ocala National Forest, in Florida. Secondo i veterinari il cucciolo è stato a un passo dalla morte perché non poteva né mangiare né bere. La squadra intervenuta per prendere in cura l’orso ha dovuto prima tranquillizzare la madre, che è stata messa in una gabbia insieme agli altri cuccioli. Una volta sveglia l’orsa ha allattato i piccoli e poi sono stati tutti trasferiti in una zona meno popolata.

Un altro cucciolo di orso salvato da un pescatore in Alaska che  ha unito le sue forze a quelle di una mamma orsa per liberare il cucciolo di orso bruno da una rete da pesca. L’uomo ha utilizzato il suo pick up per trascinare l’orsetto fuori da un fosso e consentire alla madre di liberare il piccolo dalla rete. Madre e figlio, a operazione terminata, si sono allontanati insieme.

E infine la storia di  Sandrino che era soltanto un cucciolo d’orso spaurito in fuga da un bracconiere, quando fu trovato senza madre e venne salvato dagli uomini di razza buona. Avendo imparato a conoscere gli “animali uomini” e a convivere con loro, non ha mai saputo cosa, esattamente, ci si aspetti che un orso selvatico faccia per sopravvivere. Passa le sue giornate in una dolce collinetta recintata, con tanto di bosco, angoli nascosti, punti di vedetta e rocce selvagge, a pochi passi dalle case dei suoi amici uomini.

Forse non è felice. Ma almeno è vivo. E se un ragazzo sale a trovarlo e gli porta una mela, e lo guarda anche soltanto una volta negli occhi grandi e neri, Sandrino sa già, con certezza, che quel ragazzo, divenuto uomo, non avrà mai il coraggio di imbracciare un fucile e sparare senza pietà ad un così immenso simbolo della nostra natura.

Sarebbe bello riempire  questo ipotetico album virtuale  di tanti episodi altrettanto significativi e commoventi, tutti all’insegna della pacifica comprensione tra umani e  animali.

Visualizza altro: http://www.corriere.it/http://www.repubblica.it/http://capubianco.wordpress.com

Spiagge per cani in ogni Comune: obiettivo da raggiungere!

Prosegue l’impegno politico del ministro del Turismo Michela Brambilla che da tempo si batte per il riconoscimento dei diritti degli animali: «Garantire ai proprietari di animali da compagnia la possibilità di portare in spiaggia i propri beniamini»: questo l’obiettivo del provvedimento tipo, annunciato su : www.turistia4zampe.it il portale che raccoglie migliaia di indirizzi di luoghi turistici che accettano gli animali, voluto dallo stesso ministro.

Cani sulla spiaggia: l‘eterna diatriba tra proprietari di animali a quattro zampe, ed eterni oppositori, con preoccupazioni di igiene e sicurezza. A risolvere la questione potrebbe essere il prototipo di un’ordinanza studiata dal ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla attraverso il «Comitato per la creazione di un’Italia animal friendly», istituito presso il ministero, che si propone di favorire in Italia la diffusione di una nuova cultura di tutela e rispetto degli animali e dei loro diritti nonché di agevolare la vita dei cittadini che desiderano viaggiare in compagnia del proprio amico a 4 zampe.

Spiagge per cani liberi e felici e non più condannati  a passare l’estate in tristi pensioni o affidati alle cure di amici di buona volontà, e quando va peggio, abbandonati sulle strade, senza pietà.

L’accesso alla battigia sarà consentito a cani  socievoli, non in periodo estrale, in regola con le vaccinazioni e con la iscrizione all’anagrafe canina.

Un’ opportunità di far valere i diritti di vivibilità di un luogo pubblico per tutte le persone che vivono con un cane. Purtroppo in Italia esistono ancora troppi divieti negli alberghi e nei pubblici servizi per i cani, come anche sui mezzi di trasporto, ma qualcosa si sta già muovendo, soprattutto dal punto di vista delle spiagge aperte anche ai cani.

Attualmente sono pochi i Comuni che hanno allargato l’accesso  alle strutture balneari degli amati animali domestici anzi conviene sapere che  si rischia  una grossa multa, se il posto in cui ci si  reca non rientra tra le 27 spiagge italiane autorizzate. Solo otto regioni sono attualmente attrezzate con le cosiddette dog beach in Italia: Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Sardegna,  Toscana e Veneto. L’Emila Romagna la regione con più spiagge dedicati ai cani.

Forse è per questo motivo che il prototipo dell’ordinanza del ministro Brambilla ha addirittura previsto  un incentivo per sensibilizzare all’adesione gli enti comunali: i primi che recepiranno il provvedimento verranno premiati dal ministero del Turismo con il riconoscimento di «Comuni a 5 stelle».

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