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by Loretta Dalola

Il Sudario di Cristo di Oviedo, e la sacra Sindone

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Il Sudario è presumibilmente l’altro panno di cui parla il Vangelo di Giovanni (versetti 5.8 del capitolo XX):”…entrò nella tomba e vide il telo per la sepoltura ed il panno che aveva coperto la sua testa ,non insieme al telo sepolcrale ma arrotolato separatamente”.

Nella Cattedrale di Oviedo, nella Spa­gna settentrionale, è custodito uno scrigno d’argento contenente un Sudario che si ritiene essere quello che Pietro trovò piegato in un luogo a parte nel sepolcro di Gesù, “il suda­rio che gli era stato posto sul capo”. Questo reperto poco noto – chiama­to “Sudario di Oviedo“, “Volto Santo” o “Sudario” – potrebbe essere la chiave di lettura per svelare il mistero della ben più nota Sindone di Torino, offrendo da un lato una prova a sostegno dell’autenticità della Sindone e dall’altro nuove e det­tagliate informazioni sulla passione, la morte e la sepoltura di Gesù.

La storia del Sudario di Oviedo è ben documentata e molto più chiara di quella della Sindone di Torino, ed è stata un tema, trattato nel programma di divulgazione Voyager – Ai confini della conoscenza, condotto da Roberto Giacobbo.

La sacra Sindone è la più importante, la più dibattuta e controversa reliquia della cristianità, c’è chi sostiene che è un falso, altri che è autentica, ma a tutt’oggi non c’è una risposta precisa di come l’immagine abbia potuto formarsi. Esiste tuttavia un altro panno posto su un volto umano, che si dice, venga attribuito a quello di Cristo. Se i dati scientifici sui due paramen­ti funebri, il Sudario e la Sindone, riu­scissero a dimostrare che entrambi sono stati in contatto con lo stesso uomo, ciò rafforzerebbe l’autenticità della seconda, che ha un’origine controversa e molto meno ben documentata e che la datazione al carbonio radioattivo, C14, ha fatto risalire al XIV secolo.

Nel Sudario non esistono tracce di immagine. La prima e più evidente coincidenza è che il sangue del Sudario e della Sin­done appartengono allo stesso grup­po, l’AB, un gruppo molto comune in Medio Oriente, ma raro in Europa. Le macchie sono più este­se, soprattutto nella parte corrispon­dente alla bocca e al naso, il che indi­ca che il Sudario è stato posto sul volto, la prima volta quando il sangue, molto abbondante era ancora più fluido, proveniente da edema polmonare (corrispondente alla morte  del soggetto per asfissia).

Ancora più affascinante è il fatto che le macchie di sangue sul Sudario, mostrano una notevole corrispon­denza con quelle della Sindone risultando perfettamente sovrapponibili e indicanti un  corpo torturato, morto in posizione verticale e con il capo reclinato. L’impronta del naso, misurabile sia sulla Sindone che sul Sudario, risulta avere la medesima lunghezza di otto centimetri.

Ciò è conforme alla pratica ebraica di coprire il volto del defunto con una piccola pezza, in segno di rispetto, durante i prepa­rativi per la sepoltura. Il panno veni­va poi tolto prima di avvolgere il corpo, ma veniva comunque messo nella tomba perché intriso di sangue (nella tradizione ebraica si riteneva che la vita fosse contenuta nel sangue e quindi qualsiasi cosa che ne conte­nesse veniva sepolta con il corpo).

Anche altre  risultanze scientifiche  (nuove scoperte sui due lini  mostrerebbero analogie sul periodo di tessitura, sui pollini e sulla provenienza geografica) sembrano indirizzare verso la conclusione che il Sudario di Oviedo e la Sindone siano stati a contatto con la stessa persona.

Restiamo in attesa di ulteriori indagini per avere maggiori dettagli sull’Uomo della Sindone, un grande e secolare mistero

http://www.preghiereagesuemaria.it/sala/il%20sudario%20di%20oviedo.htm

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2 thoughts on “Il Sudario di Cristo di Oviedo, e la sacra Sindone

  1. Tutto molto interessante e stimolante per la curiosità.
    Ma hai dimenticato di specificare il tipo di divulgazione che fa la trasmissione Voyager. Per di più con i una TV pubblica.

  2. Ti ringrazio della precisazione e cerco di rimediare sperando di aver ben interpretato la tua richiesta:
    Voyager – Ai confini della conoscenza su Rai Due, è una trasmissione televisiva che tratta argomenti misteriosi, storici e archeologici, il programma è ideato e condotto da Roberto Giacobbo. Analizza soprattutto temi legati a presunti misteri insoluti, alla cosiddetta archeologia misteriosa e alla pseudoscienza.

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