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by Loretta Dalola

Anche il regista di AVATAR vuole aiutare la BP

3 commenti


Alla luce della crescente drammaticità legata agli avvenimenti per fermare la marea  nera,   James Cameron, regista da premio Oscar e maestro di fantascienza, si è proposto come consulente in qualità di esperto di fondali marini e proprietario di una flotta dal valore di 400 milioni di dollari dotata di mini-sommergibili, robot radiocomandati e un sistema di ripresa cinematografica subacquea all’avanguardia.

La Bp ha declinato l’offerta.

Dopo che anche l’ultimo tentativo è fallito con la mega-sega incagliata, qualunque consiglio proveniente da voci qualificate, doveva essere il  benvenuto per i dirigenti del colosso britannico Bp, accusati dal presidente Obama di aver causato il più grande e terribile disastro ambientale che abbia colpito l’America”.  Cameron non ha preso bene il rifiuto e ha definito “imbecilli” i responsabili della catastrofe.

Intanto, l’amministrazione americana sta per aprire un’inchiesta criminale sul disastro. Obama in un discorso a Pittsburgh ha riconosciuto i pericoli delle trivellazioni in mare e lanciato la rivoluzione ambientale: “Un’America che marcia solo con il petrolio non deve essere la visione che abbiamo per i nostri figli”.

Ironico il commento del New York Times: “Il candidato che camminava sulle acque è travolto da una crisi sott’acqua… Meno male che c’è Cameron”.

Invece no. Nemmeno Cameron fermerà la marea nera.

Cameron ha raccontato che l’offerta di dare aiuto alla Bp e al governo Usa è stata «gentilmente» liquidata dal colosso energetico britannico. «Conosco gente davvero, davvero in gamba che lavora a profondità decisamente superiori a quella in cui si trova il pozzo (un chilometro e mezzo circa sotto il livello del mare); ha detto: senza però esser ascoltato.

Pur riconoscendo che i suoi contatti nel settore non riguardano tecnici di perforazione petrolifera, ha aggiunto che molti sono abituati a lavorare con veicoli subacquei e sistemi elettronici di fibra ottica. A questo punto, con tanti tentativi falliti alle spalle, forse valeva la pena ascoltare anche atre competenze.

Nel mondo la rabbia cresce e grazie ad Internet, che permette la rapida diffusione  dell’informazione, la protesta contro Bp in tutto il mondo approda su  Facebook e già 300mila persone hanno aderito alla campagna di boicottaggio.

«Boicotta le stazioni Bp finchè non saranno vuote. Per sempre»:

è l’urlo di guerra della campagna che per essere precisa e incisiva segala i marchi che stanno sotto il cappello BP: Castrol, Arco, Aral, am/pm, Amoco e Wild Bean Cafe.

3 thoughts on “Anche il regista di AVATAR vuole aiutare la BP

  1. Pingback: Anche il regista di “Avatar” vuole aiutare la BP | www.nutrimente.org di Daniela Domenici

  2. Vedi che purtroppo non ci sbagliavamo ? Un mese fa non per fare pessimismo, scrivevo che non avrebbero chiuso la falla in tempi brevi. Oggi continuo a guardare in TV immagini strazianti di povere bestie che muoiono lentamente e dolorosamente invischiate in quella melma schifosa di petrolio. quelle zucche vuote della B.P. non hanno idea di come venire a capo del problema, vedrai che fra un mese smetteranno pure qualsiasia altro tentativo, solo che ora anche il caro Obama ha le sue responsabilità, perchè avrebbe dovuto prendere in mano la situazione e mettere in campo ogni mezzo ed ogni persona degli USA per fermare la falla. Oggi è già troppo tardi, ma domani lo sarà ancor di più, questa storia serva almeno a qualcuno per non ripetere in futuro simili scempi all’ambiente ed alle sue creature, speriamo solo che qualcuno abbia un’idea per tappare il buco.

  3. come sempre concordo ed ecco perchè ritengo che probabilmente qualsiasi aiuto e/o suggerimento andrebbe valutato prima del rifiuto che sa tanto di presunzione ma non di soluzione.

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