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by Loretta Dalola

Secondo appuntamento del ciclo TV dedicato a Sandra Bullock

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La casa sul lago del tempo, commedia sentimentale al limite del metafisico, su Canale 5 in prima serata. Kate (Sandra Bullock) e Alex (Keanu Reeves) vivono nella stessa casa ma non si sono mai visti. L’unica via che hanno per comunicare è la cassetta della lettere, che veicola la loro relazione epistolare. Tutto ciò sarebbe impossibile se non vivessero in spazi temporali differenti. Kate nel 2006, Alex nel 2004.

La trama ci consente  di rifugiarci nella “fabbrica dei sogni” per eccellenza, conducendoci nella dimensione più onirica della funzione filmica, ovvero fuga dalla realtà, contatto con sé stessi, ottima  valvola di  scarico di tensioni interne, svago e  possibilità di far prendere corpo ai desideri.

Attraverso una vicenda che analizza il concetto di comunicazione nel tempo, il film non domanda allo spettatore una lucida razionalità, al contrario, lascia sognare chi assiste al suo dispiegarsi, mettendo in scena il progressivo innamoramento di due individui del tutto sconosciuti tra loro e ribadendo l’antico ma infallibile luogo comune che vuole i sentimenti più efficaci di qualsiasi attrazione fisica.

I lenti ritmi di narrazione all’interno di una regia dal taglio classico, accompagnano lo spettatore nell’evoluzione del racconto su celluloide che si rivela pur nella sua prevedibilità, una coinvolgente allegoria relativa alla forza del destino ed alla tanto desiderata seconda chance.  Il messaggio è sufficiente a scaldare il cuore dello spettatore ed a comunicare che gli amori più belli e duraturi sono probabilmente quelli a lungo desiderati.

Non so quanto le nuove generazioni abituate alla lucida razionalità e al tutto e subito, perennemente eccitate dall’apparenza, riescano ad accettare questa dinamica dell’irreale energia dell’amore, che pur conservandone l’aspetto terreno si svolga in una realtà temporalmente non allineata.

Per procedere alla visione non bisogna assolutamente verificare i rapporti causa-effetto fra passato e futuro o si  rischia di perdere di vista il significato più profondo della storia, legato cioè alla forza del sentimento.

Allo spettatore viene chiesto, quindi, di non credere,  ma di lasciarsi coinvolgere
indipendentemente dal contesto narrativo, estrapolando le sue dinamiche interne, favorendo così una piacevole evasione.  Le belle facce di Reeves e della Bullock guidano la storia, facendo credere che l’amore impossibile esiste.

La casa sul lago del tempo è un’idea di amore che però vale la pena  vedere; soprattutto se si crede che l’amore sia capace di superare qualsiasi ostacolo, compreso quello spazio/temporale e che come dice il film: “Può accadere una cosa del genere? E perché no”!

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