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by Loretta Dalola

Il ritorno di Anna Maria Franzoni

7 commenti


A seguito della sentenza in Cassazione pensavamo fosse tutto finito, il silenzio permetteva di decantare tutte le emozioni e le reazioni legate alla vicenda Cogne.  Al contrario la protagonista, una delle più discusse mamme d’Italia, Anna Maria Franzoni, è tornata a riempire gli schermi televisivi, all’interno del programma estivo, “A Gentil Richiesta” condotto da un’entusiasta Barbara D’Urso, i nuovi  momenti salienti  delle deposizioni, rilasciate in aula a 3 anni dalla carcerazione.

Anna Maria Franzoni, condannata a 16 anni di reclusione per l’omicidio del piccolo Samuele, continua a proclamarsi innocente e a raccontarci con tono piagnucoloso, intervallato dalle lacrime la sua versione dei fatti:…“E subito sono andata… ho preso questo piumone, l’ho tirato su… sentivo questo rantolo… e quando ho tirato, su questo piumone, ho visto lui… era disteso col viso in su, supino, con questa ferita enorme in mezzo alla fronte… mio figlio è stato ucciso e non da me…poi la disperazione, il nulla attorno a me…

Che la depressione post-partum procuri uno sganciamento psicologico è fuori di dubbio, la donna che ne soffre sperimenta una costante sensazione di inadeguatezza nei confronti del nuovo ruolo, può sentirsi  delusa perché la maternità si è rivelata un esperienza molto diversa da quella che si aspettava, e può sperimentare del risentimento nei confronti del neonato perché questi le assorbe tutte le energie.

Ma, fino ad oggi,  la scienza e la giustizia, non  si erano mai trovate di fronte ad un caso come la Franzoni, o è veramente un enorme errore giudiziario o lei recita un copione perfetto, che però lascia aperto il dubbio su alcune incongruenze. Dal suo racconto viene evidenziata l’azione  del sollevamento del piumino e la relativa e sorprendente constatazione di un fatto inatteso, quando in realtà tutto intorno è un macchia di sangue, pareti, pigiama, letto…uno scenario che sfugge alla sua ricostruzione…

Condannandomi, i giudici hanno invece commesso una doppia ingiustizia: hanno colpito me, che già avevo avuto il dolore atroce (che non auguro a nessuno) di perdere un figlio in quel modo, ma hanno anche fatto un torto alla memoria del piccolo Samuele: il suo assassino è libero e indisturbato mentre io sono qua dentro»

Il sondaggio chiede al pubblico a casa: Anna Maria Franzoni mente o non ricorda?

Il 74% degli italiani ritiene che Anna Maria menta.

Non mi sembra il caso di  aggiungere altro commento al mistero Cogne.

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7 thoughts on “Il ritorno di Anna Maria Franzoni

  1. Cogne bis; speriamo che da questo nuovo processo possa venir fuori qualche elemento utile per il futuro dell’imputata (e della sua Famiglia) e che il Giudice possa esprimersi liberamente e con coscienza, così come avrebbe dovuto essere in precedenza, da parte di altri …

    In questo nuovo fardello a suo carico, la Signora Franzoni ha solo riferito in buona fede ciò che le risultava in merito alla denuncia fatta da lei (e che veniva richiesta anche dalla metà del Popolo Italiano, oltre che dai suoi Legali); colla speranza che finalmente si facesse luce sulla brutta morte del piccolo Samuele; che a seguito di indagini e accertamenti complicati, farraginosi, sperimentali, costosi e fuorvianti hanno dato origine ad un elefantiaco Guazzabuglio Giudiziario, da cui la Giustizia è scappata via inorridita da tanto scempio; pertanto è bene tener presente che col processo in atto (Cogne bis), continua la terribile Anabasi di sofferenza di Annamaria Franzoni; finora e fino a prova contraria, povera Mamma sfortunata.

    Secondo il Diritto ma anche secondo l’Etica, la Logica e la Consuetudine, questa sventurata donna e la sua Famiglia, hanno bisogno con urgenza di una doverosa Revisione del processo; perchè dal primo momento è stata coinvolta in un abnorme fatto di cronaca (la cui origine è dovuta forse ad un aneurisma) in cui oltre al dolore per l’atroce perdita del Figlio, è stata condannata nella più assoluta mancanza di qualsivoglia prova, ma solo in base ad un grande Pateracchio, in cui rinomati cervelloni di varie categorie e mestieri (anche esteri) hanno dato il meglio della loro eccelsa supponenza, innalzandole così la Croce sulla quale scellerati Pennivendoli e briganteschi comportamenti di infimi Legulei l’hanno turpemente inchiodata.

    Pertanto, oltre allo sperpero di faraoniche cifre si è giunti ad una sentenza basata solo su cervellotiche arzigogolazioni, che se e quando verranno esaminate dalla Suprema Corte di Giustizia Internazionale, quasi certamente ci sarà un’altra tirata di orecchie al nostro Paese; oltre alla solita pesantissima sanzione pecuniaria che immiserirà ulteriormente questo Sventurato Popolo; al quale resta solo la speranza che il Governo possa riuscire a varare al più presto la Riforma di questa vergognosa magistratura, che continuamente da prova di essere poco Giudiziaria, ma molto Politica.

  2. Taci Emerito Ignorante, disse in aula a Torino, l’avvocato al Giudicione.

    Un vivido raggio di luce squarcia le Tenebre dell’orrendo Giudiciume e illumina così il Popolo Italiano sulla via maestra da seguire, al fine di evitare in avvenire, che un mancato o tardivo scappellamento, al passaggio o al dire di qualche Eccellentissimo Scellerato, continui a perpetuare il turpe andazzo da parte della Grandissima Vergogna d’Italia; così come impunemente si è verificato finora, con infami Oltraggi.

    Grazie, Signor Ministro Alfano; Sapiente e chiaro Galantuomo.

  3. Ringraziandoti per la “sentita e partecipata” reazione verbale non posso far altro che constatare che ognuno è libero di trarre le conclusioni che crede più opportune su un caso che sicuramente presenta asperità dovute alla delicatezza del rapporto madre e figlio e al mistero della psiche umana!

  4. Alla dolce Loretta della quale non si può non apprezzarne la finezza, faccio presente che a parte la grave distrazione (?) di non aver esaminato i capelli di una “probabile persona da indiziare”, che è stata del resto per qualche giorno, impossibilitata dagli eventi perfino a trascurare le abitudini personali, resta il fatto che seppure li avesse lavati e asciugati in un lampo, l’Agente di Polizia che guidava il pullmino, già dal primo momento testimoniò che la Signora Franzoni, era come sempre ben ordinata, calma e gentile; ma comunque in certi casi si è trovata la traccia di un assassinamento, anche dopo vari lavaggi di pavimenti e tinteggiature di muri, per cancellare qualche goccia di sangue, addirittura dopo decenni e invece in questo caso non si è trovato assolutamente niente di NIENTE, neanche nelle condutture della casa e delle fogne, dove di norma restano dei coaguli.

    Non si è trovato niente neanche e malgrado ben ventisette sopralluoghi degli inquirenti, nei tanti posti fluviali e montani, dove si sono svolte le ciclopiche e dispendiose ricerche dell’arma del fantomatico delitto, la cui mancanza a detta di chi doveva eseguire l’autopsia, avrebbe ridotto di un buon 70 per cento l’accertamento della causa del decesso del bambino, avvenuta (si badi bene) dopo l’arrivo dell’elicottero e il ricovero in ospedale e non nell’immediatezza di decine di presunti colpi alla testa dati da feroce e vigliacca mano con un micidiale Alpenstok o con un sabot, grosso e pesante zoccolo di legno, che avrebbero frantumato e ridotto in poltiglia anche la testa di un grosso e feroce cane o di un pio bue, uccidendolo già dopo pochi colpi; figuriamoci che sarebbe successo con un bambino così piccolo.

  5. Grazie per l’apporto specifico di cui non posso che prenderne atto per un mio barra nostro eventuale riposizionamento mentale nei confronti di quella che comunque rimane un vera tragedia, con un vero morto totalmente indifeso e chiunque l’abbia commesso ha tolto alla vita. Non ho la competenza per entrare nel merito che mi sembra in qualsiasi caso molto difficle, posso senz’altro affermare che non invidio il compito di chi dovrà prendere una decisione in merito!

  6. quella pazza deve marcire in galera.

    • benvenuta – permettimi di chiederti di argomentare meglio le tue opinion, invece di sintetizzare in modo molto crudo il tuo pensiero – solo così è possibile un dialogo utile ad entrambe – ciao e grazie

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