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by Loretta Dalola

Il telefilm che pensa come la mente del criminale

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Criminal Minds è la serie televisiva, creata da Jeff Davis nel 2005, che ancora appassiona e coinvolge gli spettatori, grazie al fascino indiscusso della suspence, del ritmo narrativo serrato e di una regia tecnicamente corretta.

Gli episodi ruotano attorno all’unità dell’FBI, ovvero l’Unità di Analisi Comportamentale, dove lavorano investigatori specializzati nell’analisi psicologica delle menti criminali, non sono come i poliziotti della scientifica, non analizzano campioni in laboratorio, ma a loro ci si rivolge quando non si hanno altri mezzi per individuare o fermare un serial killer.

Il loro è un compito estremamente delicato, sono profiling ovvero devono descrivere identikit psicologico dell’assassino a partire dalle modalità del crimine, attraverso lo studio del comportamento tenuto dai criminali sulla scena del crimine devono raggiungere il risultato di fermare l’omicida, anticipandone le mosse prima che torni a colpire.

Il loro compito è catturare gli assassini, pensando  come gli assassini!

Nel gruppo di esperti diretto dal miglior analista dell’FBI, l’agente Jason Gideon (Mandy Patinkin), Elle Greenaway (Lola Glaudini), l’agente specializzata in casi di molestie sessuali; Derek Morgan (Shemar Moore), esperto di crimini ossessivi, attento e sensibile conoscitore dell’animo umano;  il dr. Spencer Reid (Matthew Gray Glubler), giovane genio incompreso con un QI superiore alla media e, infine, Jennifer “JJ” Jareau (Aj Cook che ha il ruolo di mantenere unito il gruppo.

Nonostante il tempo la serie non mostra segni di invecchiamento, man mano che le puntate passano, ogni agente della squadra viene analizzato sempre più nel profondo, e vengono svelati il passato, le esperienze e le paure degli agenti, che dovranno spingersi sempre più avanti nelle menti dei criminali a cui danno la caccia.

L’imprevedibilità e i colpi di scena si susseguono mantenendo alta l’attenzione dello spettatore che di volta in volta segue le storie di omicidi dovuti a reazioni traumatiche, sindromi patologiche, stress emotivi, abusi infantili, isolamenti sociali che sono la cause di fondo che scatenano la violenza assassina e che li porta ad  impadronirsi della vita delle vittime.

Il successo ottenuto  in America e anche in Italia è dovuto  all’azzeccato mix di mistero e fascino dei personaggi, che non sono dei supereroi, ma hanno dubbi e problemi quotidiani.
E’ un telefilm davvero interessante, che si distacca dal filone dell’investigazione scientifica per soffermarsi sugli aspetti psicologici e simbolici dei delitti.

Una nota peculiare di questa serie è che si apre e chiude con una frase famosa, pronunciata da uno dei protagonisti in cui ruota il senso della trama dell’episodio:

  • Joseph Conrad disse: “L’idea di una fonte sovrannaturale del male non e’ necessaria, gli uomini da soli sono capaci di ogni nequizia.”
  • “Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro, se guarderai a lungo in un abisso anche l’abisso vorrà guardare dentro di te.” Friedrich Nietzsche.
  • “La vita è un gioco, giocate. La vita è troppo preziosa, non distruggetela.” Madre Teresa.
  • “La speranza è il peggiore tra i mali, poichè prolunga i tormenti degli uomini.” Friedrich Nietzsche.
  • Samuel Johnson ha scritto: “Quasi tutte le assurdita’ del comportamento derivano dall’imitazione di coloro a cui non possiamo somigliare.”
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