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by Loretta Dalola

Sandra Mondaini in una clinica di Pisa

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Sandra Mondaini ricoverata in terapia subintensiva da alcuni giorni nella clinica Pisa a causa di gravi problemi respiratori. L’attrice è curata dal professore Giovanni Battista Cassano, suo amico di lunga data, e che l’aveva seguita anche dopo la scomparsa di Raimondo Vianello.

Inizialmente era in condizioni respiratorie piuttosto difficili, essendo anche una forte fumatrice; dopo alcuni giorni il quadro clinico è migliorato, ma rimarrà ancora ricoverata nella struttura sanitaria pisana perchè necessita di monitoraggi e controlli frequenti.

Non  mi sorprende affatto che il suo fisico non riesca più a riprendersi e lentamente ceda. Il forte, cupo, lacerante dolore per la perdita dell’amato marito con il quale ha condiviso ben 50 anni, non passa: ”Il mio dolore non finirà mai”, dice l’attrice e stando ai fatti sembra proprio così. Vianello ha portato via con sé una parte di lei, forse la migliore.

Un dolore che urla, una ferita aperta nell’anima, la non accettazione che rende qualsiasi percorso di vita inutile.

Solitamente il processo di lutto richiede tempo e pazienza, durante i quali il dolore è inalienabile ma con il tempo la sofferenza arriva ad una  fine per lasciare il posto ai ricordi dei momenti belli passati insieme.

Ma Sandra non ha più sorrisi, non ha voglia di reagire, niente di niente. Sembra vittima di un presente che non accetta semplicemente perché non può più condividerlo con forse l’unica persona più importante della sua vita: Raimondo.

L’affetto dei suoi fan, da quelli che la amavano per Sbirulino a quelli che non si perdevano una puntata di “Casa Vianello”, la segue con trepidazione, ma nel nostro cuore sappiamo tutti che è solo questione di tempo…

Quell’amore forte, reciproco. vuole riunirsi e Sandra ha fretta di farlo!

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6 thoughts on “Sandra Mondaini in una clinica di Pisa

  1. La conclusione del post non lascia adito a nessun dubbio.
    Sandra è stata colta dal grave lutto che già non stava bene, non potrà mai rimettersi, purtroppo.

  2. Mi ricorda, un poco, la vicenda di Federico Fellini e di Giulietta Masina.
    Nei lunghi e riusciti matrimoni si crea un legame molto forte e particolare, un filo che al morire di uno dei due si spezza.

  3. A me Sandra ispira una tenerezza infinita, spero riesca a riprendersi, perchè è una gran brava persona.

  4. Anch’io la stima molto e invidio (nel senso buono del concetto) la fortuna di essersi unita alla sua metà e di aver avuto la possibilità di reciproca condivisione e crescita individuale, allargando anche il loro mondo afettivo ad altre realtà familiari meno fortunate – ma non me la sento di augurarLe di sopravvivere a lungo alla perdita di Raimondo, credo che la sua strada sia alla fine – lucidamente ha vissuto, sperimentato e dato, credo che possa dire basta e scegliere di continuare un altro percorso non terreno sostenuta dalla forza e dall’energia dell’amore.

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