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by Loretta Dalola

L’amore ritrovato è un viaggio dentro il cuore

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Film intimistico quello in onda su Canale 5 dal titolo: L’amore ritrovato, tratto dal romanzo di Carlo Cassola, ‘Una relazione’.

Pochissimi i dialoghi, musica intensissima, spesso assente, luci calde e cariche di pathos, tutto il lavoro di interpretazione spetta allo spettatore, che viene solo accompagnato all’interno di un viaggio dell’animo umano e dei suoi sentimenti.

Una storia d’amore inconsueta che si svolge nell’arco temporale di una decina di anni a partire dal 1936.

Giovanni Mansani ha trent’anni, un buon impiego in banca, una moglie, un figlioletto. La sua vita scorre senza angosce né tormenti ma anche senza emozioni profonde. Un giorno, durante uno dei suoi quotidiani spostamenti in treno per raggiungere il posto di lavoro, rivede Maria, una sua vecchia fiamma.

A Giovanni, sembra naturale riallacciare i rapporti con lei e vivere una comoda avventura, tanto con lei già esiste un passato e riaverla non si presenta difficile, anzi. Poi al termine, i soliti gesti squallidi di chi tradisce, lavare via i segni e tornare alla normalità. In realtà riallacciare le emozioni passate, investe il protagonista di un’irrefrenabile voglia di nuovo, profondo e vero :“hai una moglie e un figlio, cosa vuoi da me”? – Sono sposato, c’è l’arresto, sono rovinato, ci pensi a mia figlia”?

Amore clandestino, amore rubato alla realtà dal ritmo lento come il quotidiano, musica toccante e suoni reali, trasmettono un senso di veritiero che non affatica, mai prevedibile nel suo incedere narrativo. Esprime qualcosa di sentito, di semplice ovvero la profondità dei sentimenti, la voglia di rivivere qualcosa di perduto legato anche alla gioventù e quindi idealizzato dal ricordo.

Tutto giocato sull’espressività recitativa dei due protagonisti a cui ruotano intorno pochissime comparse. Piano piano una tenerezza nuova prende il sopravvento nell’agire di lui e  lei grazie a questo amore acquista una dignità nuova. Due ruoli che risultano molto  convinti e convincenti.

Siamo nel 1936, ma lo sfondo storico non ha un rilievo adeguato,non serve, potrebbe essere una storia dei nostri giorni, la delicatezza narrativa è accompagnata da scene passionali e molto realistiche  e la conclusione del film è lasciata sospesa, preceduta solo dal calmo e intenso coinvolgimento di entrambi: “ Non so parlare e neanche scrivere, lo sai, ti ho scoperta piano piano. Sei una donna straordinaria e sei stata mia”!

Regia: Carlo Mazzacurati – Sceneggiatura:Claudio Piersanti ,Doriana Leondeff Musiche:Franco Piersanti – Fotografia: Luca Bigazzi
Cast: Armida: Luisanna Pandolfi, Franchino: Marco Messeri, Maria:Maya Sansa, Giovanni : Stefano Accorsi

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