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by Loretta Dalola

E’ “Made in Italy” la nuova scoperta scientifica, contro il diabete

4 commenti


Trovata la molecola che impedisce la comparsa del diabete. Una ricerca tutta italiana, frutto del lavoro di un gruppo di giovani dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, scopre l’interruttore per bloccare la patologia. Il lavoro, conseguenza di anni di impegno e studio ha visto impegnati alcuni dottorandi della facoltà di Medicina, una squadra giovane, fortemente motivata e soprattutto made in Italy.

L’equipe dell’Istituto di patologia della Cattolica ha individuato un interruttore molecolare che impedisce la comparsa del diabete. Negli esperimenti  condotti su animali ( che come  sempre si sacrificano per noi umani)  hanno scoperto che è sufficiente spegnerlo per prevenire questa grave malattia indotta sempre più spesso da eccessi calorici e sedentarietà.

Si tratta di un gene dell’invecchiamento che messo Ko impedisce la comparsa del diabete, come conseguenza di un’alimentazione squilibrata ed eccessiva che porta a sovrappeso o obesità e quasi sempre allo sviluppo di questa malattia.

Se gli stessi risultati saranno riprodotti sull’uomo, forse P66 potrebbe divenire un’arma potente contro una delle nostre malattie contemporanee.

Resta il fatto che è tutto ancora da sperimentare e sicuramente non rappresenta la bacchetta magica o  l’elisir della magrezza eterna. Il blocco di P66, infatti, non preverrebbe tanto l’accumulo di grasso, ma solo le sue conseguenze negative sulla salute e la longevità.

I risultati ottenuti dai ricercatori della Cattolica aprono alla possibilità di utilizzare P66 come bersaglio molecolare per nuove terapie contro il diabete.

Visualizza altro: http://www.iltempo.it/2010/07/13/1179405-giovani_ricercatori_fermano_diabete.shtml

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4 thoughts on “E’ “Made in Italy” la nuova scoperta scientifica, contro il diabete

  1. sono una ragazza diabetica spero k almeno voi mi potete aiutare a sconfiggere la mia malattia

  2. Ciao Ilaria, mi dispiace credo tu stia riponendo fiducia nella persona sbagliata, non sono un medico nè un ricercatore e non voglio creare false aspettative, ho riportato quanto la cronaca ha evidenziato – ovviamente spero che la sperimentazione avvenga a breve termine e che la soluzione sia valida per chi come te soffre di questa malattia – Un caldo, tenero abbraccio e se ti va fatti viva per raccontarmi come stai!

  3. complimenti per la scoperta. Purtroppo il ns. Bel Paese destina sempre meno risorse alla ricerca, mentre malattie come il diabete se non adeguatamente fronteggiate, portano un indotto di costi altissimi a seguito delle molteplici complicanze che ne derivano.

  4. Grazie del prezioso intervento – sarebbe bello che la ns beneamata Italia mettesse come valori prioritari ricerca, cultura e istruzione…già sarebbe anche utile!

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