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by Loretta Dalola

Studiare, leggere, imparare previene l’Alzheimer

3 commenti


Una nuova recente ricerca  avvalora  la  tesi che studiare, quindi tenere allenato le capacità memoriche e di apprendimento del cervello umano, diminuisce la possibilità di sviluppare la demenza.

La ricerca ha coinvolto 872 persone. Dai risultati si è verificato che lo studio durante l’infanzia genera delle modifiche a livello cerebrale in grado di difendere il cervello dallo sviluppo dell’ Alzheimer.  Studi effettuati negli ultimi anni hanno sempre constatato che il livello di istruzione e il rischio di demenza sono inversamente collegati: una relazione quantificabile, in percentuale, con un calo dell’11% nel rischio di demenza per ogni anno in piu’ passato sui libri.

Lo studio condotto dall’Università di Cambridge (Gran Bretagna), dimostra che l’istruzione nel corso della prima infanzia sembra generare determinati cambiamenti nel cervello in grado di difenderlo dalla demenza”.

I libri dunque sarebbero un’ottima medicina in grado di combattere questa patologia, difendendo il cervello e allontanando il morbo.

Sin da piccoli il nostro cervello è portato ad apprendere sempre più notizie possibili ma con il passare degli anni e quando si giunge a 60-65 anni, si può rischiare di avere malattie come l’Alzheimer.
L’Alzheimer è una patologia a carattere degenerativo del sistema nervoso centrale. L’esordio sintomatico è a carattere “insidioso”: i primi sintomi sono lievi, sono difficili da riconoscere e sono tantissimi:

Amnesia: è uno dei principali sintomi dell’Alzheimer. L’amnesia anterograda è l’incapacità di ricordare cose recenti. I pazienti affetti da demenza di Alzheimer tendono ad avere un (relativamente) buon ricordo delle cose passate ma a non ricordare le cose nuove, recenti. – Aprassia: è l’incapacità di compiere azioni comuni – Agnosia: è l’incapacità di riconoscere cose comuni.  – Anomia: incapacità a denominare un oggetto, pur riconoscendolo.  – Disorientamento spazio-temporale: quando il paziente non sa rispondere alle domande “che giorno è oggi”, “in che mese siamo, in che stagione, in che anno.  – Acalculia: il soggetto non sa compiere operazioni matematiche elementari. – Agrafia: il soggetto ha difficoltà di scrittura. Nelle forme più gravi non riesce a scrivere nemmeno la propria firma. – Deficit intellettivi: peggioramento delle capacità di ragionamento, di pianificazione e di giudizio.

E’ bene dunque studiare per mantenere giovane e attento il nostro cervello, allenarlo sin da piccoli e protrarre nel tempo lo stimolo alla conoscenza perchè praticamente studiare, leggere e imparare sarebbe il nostro trattamento antirughe per mantenere i neuroni giovani e forti… Di sicuro qualsiasi attività che tenga “allenato” il cervello ha una funzione positiva sulla stimolazione intellettuale e, altrettanto vero è che studiare fa bene… e fa bene un po’ perché è l’unico modo per passare indenni interrogazioni e compiti in classe.

Ma fa bene soprattutto perché è l’unico modo per arricchire la nostra cultura e per insegnare al nostro cervello a ragionare.

Visualizza altro: http://news.google.it/

http://www.dottorsport.info/modules/article/view.article.php?17381

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3 thoughts on “Studiare, leggere, imparare previene l’Alzheimer

  1. Ecco perchè dopo la pensione mi sono dedicata anima e corpo al blog, oltre che alla lettura, per non fossilizzare il cervello…

  2. Alzheimer scongiurato! Inoltre visto l’affluenza del tuo blog aggiungerei anche un bel successo personale!

  3. Sì,non me l’aspettavo!

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