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by Loretta Dalola

Il vincitore del GF 2010 è un malato psichico

8 commenti


Che fosse un personaggio sconcertante e instabile a me è parso chiaro immediatamente, la vittoria dell’ultima edizione del Gf grazie all’ammirazione e alla simpatia suscitata negli italiani invece mi risulta un mistero ancora da comprendere.

A distanza di tempo e proprio quando  il clamore eccitante della festa si è attenuato, ecco che arriva la “rivelazione shock” che può riportarlo temporaneamente in vetta agli interessi del pubblico, nei prossimi talk show.

Mauro Marin ha deciso di affidare alla carta il suo lato oscuro, ha scritto un libro dal titolo: C’è qualcosa che non vi ho detto – nel quale rivela di essere affetto da schizofrenia affettiva bipolare della personalità. Malattia che necessita di un trattamento sanitario obbligatorio.

Il suo atteggiamento ironico, distaccato, sfrontato e imprevedibile  che aveva tanto entusiasmato il pubblico che l’ha votato, in realtà, non è frutto di caratteristiche caratteriali, bensì di un  disturbo psichico che comporta, sbalzi d’umore con picchi maniacali, stati di agitazione e supereuforia alternati a continui cali depressivi.

Il personaggio che rispecchia benissimo le esigenze dell’eccessiva spettacolarità del nostro tempo afferma con il suo solito candore: “In manicomio, le giornate sono tutte uguali. Mi sarei potuto lanciare dal terzo piano o buttarmi sotto un treno”.

Invece ha deciso di partecipare al reality ed ha pure vinto!

Mauro, specchio di una moderna cultura dell’eccesso che domina nella nostra società, ci  obbliga a fermarci un momento e  riflettere sul fenomeno preoccupante (a parer mio), che  tutto risponde ed è soggetto alle regole ossessive dell’apparenza e della visibilità forzata,  che diventa il vero e unico obiettivo da raggiungere (in mancanza evidentemente di più sostanziali idee).

Il nostro bisogno di comunicare e di sentirci socialmente insieme, ci ha portato a celebrare la potenza comunicativa del business mediatico. Ogni cosa, ogni respiro, ogni esistenza trovano il loro senso nell’essere comunicate, raccontate, condivise, discusse, diventando il metro del “successo” esibito e mostrato.  Questo eccesso di comunicazione drogata, questo bisogno sfrenato di mettere a conoscenza di tutti ogni pensiero, ogni sentimento, ogni azione, ogni fremito individuale, dimostra drammaticamente che non esiste alcuna comunicazione vera, che la solitudine forzata e il ripiegamento su sé stessi, costituisce la realtà.

La storia di Mauro Marin ne è un evidente esempio:” Facevo i provini per il reality, ma ero a domicilio nella struttura sanitaria. Il dottor C. A. Cavallo, psicologo del programma, sapeva tutto. Mi diceva che stavo bene e che ero pronto”. Pronto per cosa? Per essere usato come modello di abilità calcolata e strategica, finalizzata alla riscossione della vincita. Il messaggio che deve arrivarmi è: Sono stato bravo ad utilizzare i meccanismi che “bucano lo schermo” per fregare gli altri  e venir incoronato pubblicamente?

“Il suo percorso tra provini, visite e test è stato uguale a quello di tutti gli altri concorrenti e alla fine come loro è risultato idoneo”. Idoneo per cosa? Per diffondere un modello di uomo instabile, insicuro, incapace di relazionarsi con una donna e con gli altri membri del gruppo, aggressivo e inconcludente, ma pieno di soldi vinti al Grande Fratello?

Mi associo al pensiero di Aldo Grasso: “Capisco che chi deve fare i casting scelga persone anormali per dar vita a certe dinamiche, ma trovo gravissima la faccenda: Sono stupito”!

Propongo come antidoto a questa ottica fredda e calcolatrice, l’educazione a una nuova cultura della moderazione, fatta di equilibri  e riscoperta dei reali valori umani. un nuovo piacere della moderazione contro gli eccessi che consenta di godere appieno della bellezza del vivere umano.

Visualizza altro: http://magazine.libero.it/index.php?refresh_ce

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8 thoughts on “Il vincitore del GF 2010 è un malato psichico

  1. Beh..verrebbe da dire “e la notizia dov’è?”.
    Già per guardare il Grande Fratello tanto “normali” non si può essere, figuriamoci a parteciparvi..e vincerlo.
    a.y.s. Bibi

    • Io amo la Tv – è stata la mia professione e continua ad essere una forte passione nella potenzialità del mezzo comunicativo, quindi ho il “dovere” di guardare un pò tutti i programmi…l’idea di analizzare i comportamenti umani in “cattività” non è male, al contrario potrebbe fornire validi spunti riflessivi – purtroppo gli interessi economici hanno trasformato l’idea in meccanismo finalizzato alla notorietà, ai soldi e al facile raggiungimento di un certo superficiale successo – questo è deleterio, diseducativo e non più tollerabile –

      • Certo che chi lavora o interagisce professionalmente ha il dovere (non certo il piacere presumo) di guardarsi anche il GF.
        L’idea dell’osservazione degli umani sotto vetro non è però nuova, è purtroppo un’antica abitudine che ha portato a sperimentazioni più o meno volontarie e più o meno crudeli.
        Dico più o meno volontarie perchè se il “volontario” viene pagato profumatamente per fare anche qualcosa di pericoloso ma ha bisogno di soldi..la volontarietà mi sembra secondaria rispetto alla necessità.
        Restando in ambito televisivo/cinematografico, ti segnalo un film di bergman che conoscerai senz’altro : L’uovo del serpente.
        a.y.s. Bibi

  2. Non ho mai guardato il GF, ma conosco molto da vicino un elemento simile che riceve applausi dal pubblico, che non sa…

  3. Mi hai inviato un messaggio criptico…se ti apri un pò e mi dai altre informazioni, posso interagire e condividere la mia opinione con te che, ovvio, mi farebbe solo piacere!

  4. Concordo con Bibi, non tanto per chi va al GF (i cinque minuti di popolarità non si negano a nessuno) quanto per chi lo guarda.
    Ci ho provato per qualche minuto nella prima edizione e mi sono annoiata da morire, per guardare qualcuno che si muove all’interno della casa mi basta andare in centro con l’autobus.
    Comunque non mi stupisco che l’instabilità psichica o caratteriale sia un mezzo per comparire, diventare famosi; ne abbiamo uno che fa addirittura il presidente del consiglio (lo ha detto sua moglie, io non lo conosco personalmente ma un’ideuzza me l’ero fatta).

    Besos

  5. Penso che sia sempre una questione di scelta – Non tutta la produzione editoriale e giornalistica è sempre degna di lettura eppure a volte abbiamo bisogno si leggere e guardare cose più leggere, anche per farci un’ opinione…
    Sull’instabilità del ns amato Berlu è evidente e lampante ma come nel caso di Mauro la gente poi lo vota…

  6. Grazie Bibi del suggerimento – l’ho visto e studiato a scuola, ricordo vagamente l’atmosfera cupa e la trama piuttosto intricata…ma devo rivederlo con il senno di poi cioè di oggi e alla luce del tuo consiglio.

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