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by Loretta Dalola

Fumo di seconda mano: possibile la convivenza?

26 commenti


Possiamo definire “fumo passivo” come “il respirare in presenza di fumo veicolato da altri”,  è il fumo indiretto che si libera  nello stesso ambiente.  Fin qui il concetto di “fumo passivo” è ben chiaro, quello che non risulta chiaro ai fumatori è il fastidio  o disturbo (annoyance) percepito dal non fumatore;

Non me ne vogliano i fumatori che traggono “piacere” dalla loro sigaretta e che  chiedono la  libertà di auto avvelenarsi, ma è giusto che sappiano che i non fumatori  soffrono la loro scelta con disturbi quali:irritazione agli occhi e al naso, starnuti, fastidio alla gola, senso di soffocamento accompagnato da  tosse e raucedine,  avversione all’odore nauseante di abiti e alito.

La semplice richiesta o le attuali leggi a tutela dei non fumatori possono non bastare a risolvere il problema.

E’ difficile, per esempio al lavoro, imporre che non si fumi nella nostra stanza: se si convive con fumatori dipendenti è impossibile che interrompano di continuo le proprie mansioni per allontanarsi e andare a fumare in bagno o nell’atrio, ed è decisamente sconsigliato andare a far pipì in una stanza dove si sono radunati due o tre colleghi per la pausa fumo…fumare all’aria aperta non è sempre possibile, del resto anche passare accanto a chi fuma all’aperto è un’impresa dolorosa per  polmoni non abituati.

Mi rendo conto che rinunciare al “piacere” del fumo sia difficile e posso tentare di immedesimarmi e comprendere, pensando, all’eliminazione  dei dolci, ma la grande differenza fra le due cose, consiste proprio nel provare un auto piacere non nocivo e fastidioso per nessuno, consumato al solo scopo di gustare una porzione di piacere fine a sé stesso.

Se vogliamo approfondire, il  problema principale è che  il fumatore scambia la sua “malattia”, il tabagismo, per una scelta di vita, di piacere… più o meno inconsapevole della sua condizione di vera e propria dipendenza dalla nicotina: si fuma esclusivamente per sedare i sintomi dell’astinenza  che inesorabilmente scattano tra una sigaretta e l’altra. Quel piacere che il fumatore riferisce di provare nel fumare è solo il risultato di una temporanea sedazione del malessere da astinenza, che continua a pagare alimentando il circolo della sua dipendenza dalla nicotina.

E’ chiaro il concetto di trappola? Ben lungi dal piacere dolciario, ma questa è un’altra storia.

Altrettanto irritante e frustrante è il senso di impotenza che un non fumatore deve continuamente affrontare per cercare di sopravvivere in ambienti dove i tabagisti regnano sovrani e con l’aggravante della consapevolezza che l’unica differenza tra il rischio di ammalarsi che corre un fumatore rispetto a un non-fumatore è data dalla quantità di fumo e di nicotina che viene respirata in maniera continuativa (ma priva del piacere ad esso connesso).

È stato dimostrato che i non fumatori che vivono con i fumatori aumentano la possibilità del 20% – 30% di avere tumore o cancro ai polmoni.

Le conclusioni sono che l’uso di tabacco in tutte le sue forme è incompatibile con i non fumatori, la vera pericolosità del fumo passivo è ignorata da molti, e se risulta essere una scelta il fumare non vedo perché chi non lo fa debba pagarne le conseguenze.

Io non obbligo né impongo a nessuno il consumo di  cioccolata!

Fumare per i fumatori è un piacere…ma non scordiamoci che senza fumare NON SI MUORE.

E per finire concediamoci una “boccata” di buonumore: Pietro e Luca si rilassano fumando distesi sulle rive di un lago. Pietro vedendo Gesù camminare sulle acque si gira verso Luca e gli fa: “Certo che questo fumo e’ proprio buono !”.

Una sigaretta è il prototipo perfetto di un perfetto piacere. E’ squisita e lascia insoddisfatti. Che cosa si puo’ volere di più? (Oscar Wilde)

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26 thoughts on “Fumo di seconda mano: possibile la convivenza?

  1. Commentare il tuo articolo è veramente molto difficile e si rischia di essere offensivi.

    Che tu abbia letto o meno i miei articoli al riguardo, sarei dell’idea che NON È VERO che il fumo passivo fa venire il cancro.
    Il cancro, questo sconosciuto, se viene, è aiutato da altri fattori fra i quali ve ne sono alcuni sicuramente psicologici.

    Non sempre le statistiche dicono la verità, nello stesso modo come i BARONI della Medicina non sempre riescono ad essere credibili.

    In ultima analisi, per commentare veramente il tuo articolo, capisco la tua sofferenza; sappi però, e forse sei abbastanza attempata per ricordartelo, che i Governanti, negli ultimi anni hanno fatto molto, secondo me troppo, per i non fumatori.

  2. Ho dimenticato:
    TI PIACE LA CIOCCOLATA SVIZZERA?

  3. Andando oltre le statistiche pubbliche sulle quali non posso aver la competenze per controbattere, sono io che non capisco cosa intendi per ” i Governanti, negli ultimi anni hanno fatto molto, secondo me troppo, per i non fumatori”. – hanno fatto una legge che di fatto ha scappatoie ovunque, giusto nei luoghi pubblici è applicabile! –
    Ieri sera ero al ristorante, in una splendida cornice collinare, circondata da commensali fumatori che giustamente si sentivano autorizzati a fumare a più non posso, visto che si era all’aperto…il fresco venticello serale, indirizzava zaffate di fumo…hai voglia a tentare di apprezzare la fiorentina che avevo nel piatto, le narici sotto sforzo tentavano di inalare ossigeno di tanto in tanto…per non parlare del lavoro!
    P.s. : adoro la cioccolata, di qualsiasi nazionalità, ma non sono razzista, consumo anche tutti gli altri dolci, vivo di dolci!

  4. Nella vita, in tutte le cose il 50% è fortuna!
    Ieri sera sei stata sfortunata! Per lo meno la fiorentina era buona?

  5. Posso sicuramente concordare con il dottore di Pegli quando dice che molto dipende dalla fortuna e che non sempre le statistiche dicono la verità. Ma scusa, non è gentile ed educato dare alla nostra Loretta dell’ attempata, poi che i governanti abbiano fatto molto per tutelare i non fumatori, è proprio divertente. C’è gente che fuma ancora nelle rampe delle scale degli ospedali, nei gabinetti del cinema, in quelli dei treni, nei suoi vestiboli, in pratica in ogni bagno di un qualsiasi locale. E non mi risulta vengano mai comminate multe o sanzioni ai locali o ai responsabili del divieto come prescrive la legge. Secondo me le persone educate cercano innanzitutto di non dar fastidio ad altri, ma siccome la maleducazione impera ormai ovunque, ecco che l’essere all’ aperto giustifica il far respirare il fumo delle proprie sigarette anche ad altri. Io ho smesso di fumare 5 anni fa, solamente l’ho deciso perchè non mi andava più di essere schiavo di un vizio. Tutti possono riuscirvi, anche senza lo spauracchio del cancro ai polmoni. Personalmente il fumo delle sigarette non mi dà fastidio, ma capisco veramente chi dice di stare male quando lo sente, perchè a me capita con il fumo dei sigari, devo allontanarmi per non star male, e quando capita al ristorante all’aperto, anche la migliore fiorentina non è sufficiente per trattenermi al tavolo.

  6. Comprendo il disagio espresso da Loretta ma sono d’ccordo con Raffaele: le leggi ci sono ma non vengono rispettate né vengono effettuati controlli, tantomeno multati i trasgressori. Come ho già detto altrove, è tutta questione di educazione. Per esempio, quando ancora sui treni c’erano gli scompartimenti per fumatori, prima di accendere la sigaretta chiedevo il permesso, anche perché, specie in caso di affollamento, era possibile che un non fumatore non avesse trovato posto negli scompartimenti dove non si poteva fumare.

    Quanto alle limitazioni all’aperto, non sono d’accordo ma comprendo le proteste di Loretta. Anche in questo caso, dovrebbe essere cura del fumatore osservare la direzione presa dal fumo e non infastidire gli altri. Io lo faccio sempre e se è il caso, mi sposto.

    Io vorrei smettere di fumare e ammiro molto Raffaele che c’è riuscito. Ma vorrei anche smettere di mangiare i dolci … è impossibile, non mi rimarrebbe proprio nessun vizio.

    • Ti garantisco, che se non fosse una sofferenza, per me che adoro la libertà di scelta sarebbe solo un fattore di: io fumo e tu no! – Purtroppo lo “scontro” avviene sul terreno che la scelta di uno è dolorosa per l’altro e benchè ci siano (come te) persone estremamente educate e sensibili, il fumo è fonte di fastidi non tollerabili…per quanto riguarda i dolci, bilancia permettendo è un BUON PIACERE e anche un BUON ODORE, quindi non vedo il problema…via libera a gelati e cioccolata!

  7. Mai un fumatore si è lamentano di un non fumatore” (Sandro Pertini)

    Non Vi dice nulla?

    • Mi spiace contraddire Pertini, ma io, fumatrice, mi lamento spesso dei non fumatori, specie quando mi lanciano occhiate eloquenti e mi trattano come un’appestata. Come ho detto, io sono una fumatrice civile ma talvolta ho incontrato dei non fumatori incivili. Oggi, ad esempio, ne ho mandata al diavolo una. Stavo fumando e parlavo con la mia amica che ha un’erboristeria, fuori dal suo negozio. Mi passa davanti una non fumatrice, agitando le mani davanti al naso e dicendo: “Ah, il fumo, che vizio!”. Naturalmente era una situazione in cui non potevo prevedere di dar fastidio a qualcuno, ma lei a me ha dato, invece, un fastidio enorme. 😦

      • Marisa il tema è delicato e sono sicura che da entrambe le parti ci sono torti e ingiustizie – io vivo il doloroso fastidio del non respirare in presenza di fumatori e mai fino ad ora ho detto a qualcuno di smettere( ho sempre “sopportato”), nè apostrofato qualche fumatore (pensato si e spesso) – dal mio punto di vista ho sempre ceduto e allargato le narici per cercare uno spiraglio di ossigeno, ma ora mi domando è giusto che io debba sopportare quello che gli altri mi impongono?

      • La frase di Pertini ha un altro signficato: s’è mai visto un fumatore lametarsi del non fumo di un non fumatore?

        Ne aggungo una io: avete mai visto morire un uomo di 53 anni soffocato dal cancro ai polmoni ? Io sì.

        Forse l’ha visto anche quella signora.

    • FRANZ : EEEHHH io bbuona bbuona stò…sopporto silenziosamente e rosico un tantino! Cerco uno spiraglio di ossigeno e cerco di comprendere! Santa subito!

      • @ Loretta

        Sono certa che tu non “rompi” e nel precedente commento ho scritto che comprendo il tuo disagio. Quello che non sopporto è quando qualcuno salta su per un po’ di fumo se solo passa accanto ad un fumatore ALL’ARIA APERTA.
        Per il resto, ribadisco che bisogna rispettare la legge, quindi non fumare nei luoghi pubblici (ma se non sbaglio anche negli uffici in cui non è ammesso il pubblico ma che si condividono con altre persone). In cambio, ci si aspetta un minimo di tolleranza dai non fumatori.

      • @ frz

        La frase, così riportata, era un po’ ambigua.

        Con tutto il rispetto per il dolore che si prova in una circostanza come quella da te descritta e posto che la tua intuizione sia corretta, non credo sia un motivo valido per infastidirsi a quel modo e per accanirsi contro una persona che sa di mettere a rischio la propria salute ma non reca danni agli altri.
        Piuttosto, invece di accanirsi contro i fumatori perché non ci si accanisce contro le aziende che producono le sigarette? In fondo, se non le vendessero, non ci sarebbero fumatori e i non fumatori non avrebbero nulla di cui lamentarsi.

      • Sì, certo. Inveire è sempre un errore.

  8. Da ex fumatore vediamo di dire la mia.
    Il fumo è una delle cause principali del cancro ai polmoni(non l’unica ovviamente ma se la statistica non è un’opinione…è questo quello che dicono i dati). Non sono medico ma avendo avuto due decessi per cancro polmonare in famiglia sono un pò informato a riguardo.
    Anche la polvere d’amianto aiuta e pure la polvere di silicio ma si hanno meno occasioni di inalarle, è molto più comoda una sigaretta. Non serve lo spauracchio del cancro per far smettere un fumatore, è solo questione di voglia e volontà; se si decide di smettere si fa altrimenti si resta attaccati alla sigaretta come alla coperta di linus.
    Questo per quanto riguarda il fumo attivo.
    Per il fumo passivo non è questione di far male o meno, è questione di civiltà ed educazione.
    Quando fumavo e mi trovavo con persone che non fumavano chiedevo sempre se dava fastidio il fatto che fumassi e questo anche se era consentito dalla legge”…
    Da fumatore non ho mai soportato quegli imbecilli che fumano a tavola; doppiamente colpevoli in quanto avvelenano l’aria e pure i cibi. Chiariamo che ero un fumatore da più di 20 sigarette al giorno con punte di 40 ma fumare mangiando mi faceva venire il voltastomaco.
    Oggi spesso mi capita da far spegnere sigarette, sigari e quant’altro se capito in posti dove qualche imbecille fuma mentre mangio all’aperto. Non faccio fumare nessuno a casa mia (e questo già quando fumavo perchè mia moglie non era fumatrice) o in macchina. Però se uno vuole fumare e non ricade in uno dei succitate situazioni, non ho alcun problema.
    a.y.s. Bibi

    • Stamattina (in auto) alla radio ho ascoltato un programma con il tema “smettere di fumare”, mi è piaciuta una frase (memoria permettendo) te la giro: Si fuma quando ci si annoia per romperla e quando si è nervosi per trovare pace, si fuma per far passare il mal di testa o quando si ha paura che venga. Si fuma quando si è rilassati e quando si è arrabbiati, per rilassarci, a sentire i fumatori la sigaretta è una panacea per tutto…ma se fosse vero te la venderebbero per 4/5 €?
      Complimenti per la decisione, sai quante donne ora ti possono baciare tranquille…senza quell’odorino scoraggiante che prima emanavi!

  9. @Raffaele
    Ho usato la parola, un po’ ironicamente, attempata non anziana per significare adulta, vaccinata e quindi più di ventuno anni!
    Per tutto il resto sono perfettamente d’accordo. Basterebbe un po’ di educazione… e quante cose andrebbero meglio!
    Se i Governanti hanno fatto le leggi, dovrebbero giustamente cercare di farle rispettare.

  10. Non me la prendo, solo perchè hai indovinato esattamente la mia età…IH IH IH!

  11. Io da fumatrice posso dire la mia:
    1) a tavola non si fuma, anche perchè mi parebbe un affronto al gusto del cibo (oltre che alle persone)
    2) concordo sul fatto che basterebbe avere un poco di educazione da parte di tutti e sarebbe già un passo avanti per una civile convivenza
    3) fumare all’aria aperta (ristorante a parte) credo proprio che debba essere concesso

    Comunque credo che a volte i non fumatori esagerino; vi racconto questo episodio che mi capita sempre: io ho uno studio (al lavoro) dove sono da sola e non aperto al pubblico, ebbene la mia vicina di stanza viene 4 o 5 volte al giorno a dirmi che il mio fumo le dà fastidio! (il che francamente mi pare esagerato visto che non abbiamo neppure porte comunicanti ma solo muri portanti a dividerci).

  12. Silvana, anch’ io ti racconto quanto purtroppo sono delicate le narici dei non fumatori premettendo che “mi lamento” solo in questo spazio, (sul lavoro o i altri luoghi non ho mai aperto bocca) – Convivo con una fumatrice accanita, la sera prima di chiudere l’ufficio apro le finestre e lascio entrare l’aria per l’intera notte – al mattino al mio arrivo c’è ancora odore di fumo stantio, quello che penetra nei pori del muro e rimane appiccicato. Quell’odore impregnate, acre e orribile che mi graffia la gola. – Credo purtroppo che nonostante educazione, civiltà e comprensione i due mondi siano destinati alla NON COMPRENSIONE e solo alla SOPPORTAZIONE RECIPROCA

    • Cara Loretta capisco perchè voi state nella stessa stanza, ma io e la signora stiamo in due stanze separate per nulla e con niente comunicanti.
      Poi, sì, temo che siamo destinati alla non comprensione ma solo alla reciproca sopportazione.

  13. Bhè almeno ci siamo “accordate” sul finale!

  14. Pingback: IL SALVADANAIO « Quarchedundepegi's Blog

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