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by Loretta Dalola

E si elegge anche MISS RITOCCO!

12 commenti


Si sono presentate in 200 a Rimini per la seconda edizione del concorso “Miss Chirurgia estetica Italia“, ma solo 17 sono le “bellezze” arrivate alla finalissima.

Gli ambiti titoli  in gara :  “Miss Siliconata, Miss Maggiorata Chirurgicamente, Miss Lifting Generale Viso, Miss Botulino, Miss Blefaroplastica, Miss Otoplastica, Miss Rinoplastica, Miss Plastica Lipofilling, Miss Mastoplastica Additiva, Miss Profiloplastifica, Miss Peeling Chimico, Miss Misonorifattatantevolte.

Per partecipare alla manifestazione, non esiste alcun limite di eta’: l’unico requisito e’ l’aver fatto ricorso ad un intervento di sola chirurgia estetica.

Quindi, il solo requisito richiesto di questo nuovo concorso, destinato pure al suo rinnovo annuale pare sia: essere assolutamente contrarie alla bellezza naturale, esibirla con sfrontatezza e farsi pure valutare il lavoro chirurgico.

Nell’attuale  società del trionfo dell’immagine, dell’apparire a tutti i costi,  dell’emergere dall’anonimato, siamo giunti anche ad un  concorso che grida lo slogan: Rifatte è bello!

Così tra silicone e botulino, le patite del bisturi, amanti del ritocco, sfilano nel capoluogo felliniano, mostrando alla giuria e al pubblico le parti del corpo modificate dal bisturi.

Per eleggere le tante “Lady bisturi”, i giurati, dieci in tutto, chirurghi estetici e giornalisti, con l’aggiunta di un ‘lookologo’, devono guardare ma anche e soprattutto toccare, per giudicare il lavoro dei colleghi e assegnare le fasce alle vincitrici di ogni categoria e il titolo assoluto di “Miss chirurgia estetica”, regina tra le tante principesse del silicone.

Fermiamoci un attimo a riflettere sul concetto  di bellezza, che è un fatto in gran parte soggettivo, ma che si fonda su una serie di elementi culturali e soprattutto psicologici ai quali non possiamo sfuggire e che ci condizionano in maniera inconsapevole.

L’utilizzo della bellezza a fini commerciali è una questione che promuove una percezione dogmatica, ovvero il mito del bello costruito, piuttosto che una visione virtuosa della bellezza.

Nel mondo odierno,  la bellezza diventa,  mero estetismo.

Oggi, tempestati da motti imperanti relativi a benessere, fitness, estetica, diete e taglie poco verosimili alla realtà…

La bellezza è diventata molto piu’ che una parte della vita di ogni donna e uomo. È piuttosto una vera industria, una cultura e in certi casi, un culto con i suoi lati negativi. Sappiamo quanto la ricerca ossessiva della bellezza, della forma fisica, della giovinezza nonostante il passare degli anni mietano vittime dal punto di vista fisico e psicologico. Basti pensare a patologie quali anoressia, bulimia, depressione, ecc.

Il concorso non fa che  confermare il desiderio sfrenato di emulare i modelli proposti dai mass media e evidenzia il messaggio di una bellezza omologata che rifugge dalla concezione di bellezza, privilegio di pochi e ideale irraggiungibile di troppi e ci allontana sempre più dal concetto  della bellezza, quale affermazione della propria essenza piu’ autentica.

Un vero peccato, perché implica la rinuncia ad essere: DONNE VERE!

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12 thoughts on “E si elegge anche MISS RITOCCO!

  1. Brava, condivido.

    Un po’ meno tette e più cervello.

  2. Per fortuna che non devono mettersi il Burka!
    Quanti chirurghi sul lastrico o disoccupati!
    La sfilata, penso, sarà sicuramente capace di creare risate a non finire

  3. La sfilata non so, ma i giudici che palpano per assegnare il titolo, me li immagino…

  4. GIA’ ma il peggio è che lo scorso anno si è svolta a Riccione – pare che le poteste abbiano avuto esito positivo, quindi hanno pensato bene di spostarla a Rimini, non di depennarla dalla memoria dell’uomo!

  5. Mi associo alla tua ultima osservazione e al commento di frz … che preferisce quelle vere!

    A parte gli scherzi, l’assurdità è che, secondo me, agli uomini piacciono davvero le donne con tutti i difetti e le imperfezioni che le rendono “vere”. Non a caso, è noto lo strabismo di Venere che, detto fra noi, non è proprio un vezzo. Ma lei era la dea della bellezza vera.

    Questo tipo di manifestazioni costituiscono un cattivo esempio per le ragazze che sempre meno accettano un seno piccolo o un sedere rotondo o un naso non alla francese.
    Io sotto i ferri ci sono finita solo perché non avevo scelta: sarei terrorizzata all’idea di un intervento di chirurgia plastica e ringrazio i miei genitori che mi hanno impedito di fare la rinoplastica, visto che il naso è sempre stato il mio cruccio. Mi hanno semplicemente detto: “non saresti più tu”. E avevano ragione: i nasi rifatti si vedono lontano un miglio, senza parlare delle tette …

  6. Marisa mi associo a quanto da te affermato, la chirurgia estetica può essere un valido aiuto psicologico e correttivo in caso di incidente, nessuno vuole giudicare un naso rifatto (sono convinta che saresti rimasta tu anche con un naso ritoccato) – tutto sta nel suo uso eccessivo, nella non accettazione del naturale passare del tempo e addirittura nel premiare un ritocco che va a distorcere il concetto estetico di bellezza – trovo decisamente assurdo esibire una correzione estetica, farla valutare e pure premiare – amare il proprio corpo, migliorarlo e curarlo va a beneficio dell’autostima e del piacere in sè, ma sembra che oggi al posto del supermercato si vada dal chirurgo – la moderazione credo sia la via migliore da seguire per tutti!

  7. Io ero presente a Rimini….accompagnavo la mia compagna che anni fa si è ritoccata il naso partendo da problemi di deviazione del setto. Ho visto uno spettacolo mal fatto, mal organizzato, con le donne trattate come carne da macello…..Questo esula dal rifatto o meno ma da come si pone la cosa: tanto che alcune non stavano più in piedi …e sì che si erano operate pure quelli ( un alluce valgo non è uno sfizio…) STOP!

    • Grazie veramente del tuo contributo – la visione per giunta maschile dell’avvenimento va a convalidare che il dilagare della passione per il ritocco che aggiusta uniformando al clichè estetico indica come l’ansia e l’attenzione per l’immagine stiano prendendo la strada finalizzata a costruire e diffondere un’immagine di sè accattivante, anche se lontana dalla realtà – Mentre dovremmo imparare ad accettare e amare noi stessi per quello che siamo davvero. Ostentare un sè diverso e sempre migliore, denuncia il fatto che in realtà non ci amiamo e non ci piaciamo – Se ci aggiungi pure il business economico che gira attorno ai concorsi…

  8. Nel mio commento del 22 agosto ipotizzavo risate a non finire. Da quello che scrive “superciuk” mi sembra che lo spettacolo sia stato piuttosto improntato alla tristezza.
    @Loretta
    Menzioni il businness dei concorsi. E il businness della chirurgia plastica?

  9. Ops, ce lo aggiungiamo subito!

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