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by Loretta Dalola

Speciale Voyager : I segreti di Machu Picchu

8 commenti


Abbiamo  appena salutato il tono pacato del carismatico Piero Angela per sintonizzarci su Rai Due con lo Speciale Voyager, ai confini della conoscenza, il programma di divulgazione scientifica condotto da Roberto Giacobbo, che come sempre è caratterizzato dal dinamismo verbale legato alla suspence.

Voyager ama il mistero e la narrazione che lascia col fiato sospeso.

Il primo di tre puntate speciali prodotte in collaborazione con il National Geographic accompagna i telespettatori in un viaggio emozionale e istruttivo in un luogo  carico di mistero: Machu Picchu città Inca scoperta nel 1911 dall’ archeologo statunitense Hiram Bingham.

Una città dal passato sconcertante privo di qualsiasi riferimento storico. Nessuna incisione è giunta fino a noi. Un territorio spopolato da secoli. Non avendo abitanti non ci fu legame umano che vincolasse ciò che oggi viene chiamato Machu Picchu con Cusco e altre zone.

Sospesa a 2420 metri di altezza, ci restituisce i resti archeologici di  200 edifici costruiti con pietre splendidamente intagliate su un terreno alimentato da canali e fontane. Tutto con la forza delle braccia e con l’aiuto dei muli.

Le domande che alimentano la puntata   sono relative alla costruzione del luogo, come hanno fatto a portare le pietre necessarie per la costruzione, chi l’ha costruito e perché in quella zona poco ospitale e chi conobbe per ultimo questa terra sospesa tra Ande e foresta?

Le risposte a queste domande sono ancora parzialmente irrisolte: le uniche informazioni che possediamo ci sono arrivate dai conquistatori ma ovviamente hanno il sapore distorto dai pregiudizi. Solo grazie a testimonianza artistiche  possiamo risalire alla loro storia con più obiettività.

Comunque quello che si sa sull’origine, la funzione e la costruzione di Machu Picchu resta confinato nell’ambito delle ipotesi.

Alcuni ritengono che fosse l’ultimo avamposto delle Ande, il punto di partenza per penetrare nella foresta e assoggettare nuove popolazioni. Per altri sarebbe stato un santuario nascosto, un grande e pacifico Aclla Huasi, dimora delle vergini dedicate al culto degli dei. In base all’esame dei corpi riesumati, la popolazione di Machupicchu (che nel suo apogeo dovette avvicinarsi ai 1000 individui) risulta composta per l’80% da donne.

Con ogni probabilità si trattava di una “llacta”, ossia una città amministrativo-religiosa dove risiedevano gli alti funzionari di Stato, i sacerdoti e uno stuolo di servitori e artigiani. Il luogo isolato in cui sorge suggerisce che fosse il rifugio di una parte selezionata della nobiltà inca in caso di attacco.

La città sospesa nel cielo, a picco sul vuoto è un luogo magico, da anni sedi di studi archeologi che tentano di svelare i suoi misteri. Un luogo molto difficile su cui costruire, reso impervio dalle abbondanti piogge che infradiciano il  terreno ed ecco allora la genialità dei suoi costruttori ricorrere alle terrazze per tenere ferma la montagna. Si calcola che il 60% dello sforzo costruttivo di Machu Picchu fu nel gettare le fondamenta delle terrazze riempite con ghiaia per un buon drenaggio delle acque.

Acqua dunque che viene incanalata e filtrata perché si faccia strada lentamente limitando l’erosione, ma anche acqua fonte di vita, con le mille fontane che alimentano tutta la popolazione. Veri ingegneri idrici questi Inca e meritano tutto il nostro moderno rispetto.

Veneravano gli elementi della terra: sole, acqua, vento, terra dai quali traevano l’energia vitale, vere divinità da placare con rituali in cui si  sacrificavano agli dei vittime umane, soprattutto tramite l’uso di bambini.

Gli Inca eseguivano sacrifici di bambini durante o dopo importanti eventi, quali la morte del Sapa Inca (imperatore) o durante una carestia. Come vittime sacrificali sceglievano bambini fisicamente perfetti, perché costoro erano la migliore offerta agli dei.

Quello che si sa con certezza è che la città si spopolò repentinamente e in modo definitivo, fino a scomparire fagocitata dalla foresta.

Nel 2007 Machu Picchu è stato eletto come una delle Sette meraviglie del mondo moderno.

Voyager ama analizzare temi legati a presunti misteri insoluti, alla cosiddetta archeologia misteriosa e alla pseudoscienza, aspettiamoci altri  imperdibili  appuntamenti che saranno il preludio alla nuova stagione del programma di Giacobbo, che inizierà nel mese di ottobre.

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8 thoughts on “Speciale Voyager : I segreti di Machu Picchu

  1. mi sono toooootalmente scordato che ieri riniziava voyager. grazie per il megariassunto! 😀

  2. Lo sapevo, volevo mandarti un avviso ma non ho osato sfruttare lo spazio del blog per una comunicazione simpatica e personale – è stata una puntata adatta alla tua fantasia narrativa…

  3. Non toccare a me, Cesco e la Ragazza con la Valigia (http://laragazzaconlavaligia.wordpress.com) Voyager e Giacobbo, che hanno rallegrato le nostre serate più buie con una scorta di risate e di impagabili ed irragiungibili vette di surrealtà.
    Perchè con Piero Angela ti informi con serietà, conoscenza e gran classe ma con Giacobbo spazi nelle teorie più assurde non solo ai confini della realtà ma ben oltre ogni più fervida immaginazione.

  4. Lungi da me l’idea di demolire un mito che alimenta fantasia e immaginazione!

  5. @loretta: la prossima volta, non farti problemi a usare le pagine del blog per darmi una comunicazione di tale importanza.
    rifacendomi a quel che ha detto silvana, se piero angela è lo yin, giacobbo è decisamente lo yang. e non per niente, appena finito quark è partito giacobbo.

    @silvana: però l’aver letto che alcuni servizi sono curati insieme al National Geographic mi preoccupa, non avranno tarpato le ali della creatività del buon Giacobbo?

  6. Cosa farebbe Giacobbo senza la triade dei suoi fans? Dovrebbe ripiegare sul fantasy?

  7. Questa mattina a Voyager hanno parlato del Machu Picchu, è stato talmente interessante che mi ha condotta a fare delle ricerche :)..

  8. bello quando la televisione è fonte di stimolo – ciao, benvenuta e grazie

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