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by Loretta Dalola

Il faraone che costruì la piramide più grande: Cheope

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Egitto: uno degli imperi più importanti che l’uomo abbia mai conosciuto.

Templi e piramidi:il simbolo di una civilta’ che scrisse le regole dell’ingegneria e delle costruzioni.

Una storia molto intrigante, la storia del più grande costruttore del passato: CHEOPE.

History Channel gli dedica uno straordinario documentario che appassiona e coinvolge lo spettatore, catapultandolo  nel racconto epico di una nazione che credeva in un solo dio: il faraone.

La piramide di Cheope: Una delle costruzioni più grandi mai realizzate dall’uomo. S’ innalza verso il cielo da parecchie migliaia di anni nella piana di Giza in Egitto. Uomini semianalfabeti e con attrezzi rudimentali sono stati in grado di levare verso il cielo questa gigantesca tomba.

Un impegno durato venti anni, simbolo della dedizione che una civiltà antica  attribuiva alla persona più importante. La sua imponenza testimonia la potenza del faraone e l’importanza delle credenze religiose sull’oltretomba. Gli egizi hanno  ferma la convinzione  che l’anima, dopo la separazione dal corpo, avesse bisogno ancora di questo per continuare ad esistere: da ciò, appunto, la pratica della mummificazione, grazie alla quale il corpo era sottratto alla distruzione.

Cheope sale al trono dopo la morte del padre e solo dopo che il suo spirito accompagnato dagli dei ha raggiunto il regno dei morti.

Già in vita Cheope programma la sua morte, è un dio vivente, con un controllo assoluto sul suo popolo.  Egli  esprime tutto ciò che l’egiziano antico vede nell’aldilà, con la sua sete di immortalità e con la sua aspirazione a vincere il tempo e la morte.

Ma per avere l’efficacia della sua missione, il monumento funebre doveva essere finito prima della morte del faraone.

La piramide è l’espressione della sua autorità sul suo regno, uno status simbol e  il benessere del suo popolo dipende dalla sua immortalità. E’ il monumento funebre che garantisce l’accesso all’aldilà.

Cheope vuole qualcosa di grande di imponente in grado di catturare l’attenzione di chiunque arrivi in Egitto.

Sceglie la piana di Giza. Per la sua tomba vuole una  struttura che nessuno abbia mai visto prima in grado di impressionare gli dei e che gli permetta di risorgere e unirsi a loro, vegliando sul popolo, garantendo pace e prosperità.

Cheope è ricchissimo, l’Egitto ha entrate sufficienti per questa impresa e la mano d’opera non manca, inoltre è un ottimo pianificatore, utilizza il suo popolo durante il periodo di riposo dovuto all’inondazione del Nilo che ferma il lavoro nei campi.

Uomini che credono nel faraone e che liberamente concorrono al progetto. E’ il loro credo ed è un onore e un dovere contribuire alla costruzione che alimenta il grandioso proponimento di Cheope.

La piramide rappresenta la creazione del mondo, un  posto perfetto (la sua forma che simboleggia la terra emergente) dove risiedono la verità e l’ordine. Equilibrio perfetto contro il caos.

Il sovrano deve mantenere l’equilibrio fra i due mondi, la sua tomba è  una scalinata verso l’aldilà, una potente macchina per la resurrezione.

Gli enormi blocchi vengono innalzati sulla sommità del terrapieno mediante l’utilizzo di slitte o di traversine in legno, capaci di far scorrere massi di elevato tonnellaggio e da lì vengono poi sistemati con traiettoria sempre più orizzontale. Via via che la piramide cresce in altezza, la lunghezza della rampa e la sua larghezza alla base vengono aumentate per mantenere una pendenza costante e impedirne il crollo.  Si utilizzano più rampe accostate alla piramide da vari lati.

Lavoro durissimo e faticoso, (come testimoniano le ossa deformate ritrovate dagli archeologi) ma ben retribuito e straordinariamente organizzato. Tutto funziona alla perfezione, con efficienza, attraverso la massima comunicazione e collaborazione.

Una volta raggiunto il livello del terrapieno gli ingegneri egizi iniziano a dar corpo all’imponente camera mortuaria e ai condotti, quasi tutti ad essa collegati;   completandola  con  la camera del re.

I suoi tesori sono una grande calamita per i razziatori, Cheope deve essere protetto e sigillato al suo interno. Ecco allora che per accedervi si devono superare  percorsi stretti ed impraticabili, corridoi e gallerie piccolissime, passando per una galleria ascendente bloccata da pesantissimi tappi in granito.  Tutto è ultimato.

Dopo venti anni, Cheope ha vinto la gara contro la morte e con orgoglio il suoi sudditi  gli hanno garantito l’accesso nel regno dei morti.

La vita del sovrano è assicurata, il suo spirito può salire e abitare nei cieli proteggendo il suo popolo per l’eternità.

Un’intera generazione costruì la piramide che consegnò il faraone all’immortalità creando la più grande fortezza della storia.

Purtroppo la missione della sua incolumità è fallita, la tomba è stata violata e la mummia sparita, ma Cheope continua a vivere trionfando sopra la morte.

La  sua  piramide ancora oggi  si erge  maestosa al cielo e l’umanità continua ad ammirarla.

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