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by Loretta Dalola

“Touch screen” : Le vetrine del futuro

6 commenti


Il vecchio punto vendita sta perdendo smalto. Le vetrine su strada stanno cambiando pelle e anima, la tecnologia avanza e non è solo la concorrenza digitale che impone al settore di reinventarsi.  I negozi della prossima generazione non saranno più gli stessi.

Ormai la gente «ragiona», e si guarda attorno, attraverso la lente interattiva dei computer, degli iPad e dei telefonini intelligenti. Tutti si stanno abituando alla propria vetrina personale sconfinata, docile ai comandi delle dita che sfiorano i tasti.

Il touch screen invade anche il mondo della moda. Il futuro e’ arrivato, anche quando si tratta di semplici negozi che avranno le vetrine digitali ovvero le vetrine touch screen.

La passeggiata da shopping, il curiosare nelle vetrine lungo il corso principale e il contatto umano con il commesso che sorride e s’inchina non spariranno ma diventeranno un piacere diverso. Un po’ come scrivere una lettera a mano invece che spedire l’email. Ma il trend, il business, i profitti di domani devono tenere conto dell’uomo digitale. Il ruolo del negozio sta mutando, chi compra entra con un diverso bagaglio di aspettative.

Un nuovo cliente si affaccia all’orizzonte, quello  che vorrebbe sapere all’istante  se la giacca esposta è di lino o di lana, se dentro c’è pure della sua misura, se è disponibile in marrone, e a quali pantaloni si accompagna meglio?

E tutto tramite la vetrina touch screen che consente ai clienti di navigare nella ampia gamma di merce del negozio.

La rivoluzione dei negozi è in pieno svolgimento e la tecnologia incuriosisce ma, tranquilli non sostituisce un allestimento curato e fantasioso che dall’esterno durante la camminata comunica all’istante l’offerta catturando la curiosità dei passanti.

La formula touch screen può essere un supporto in più per i clienti curiosi di sapere velocemente se lo store vende un determinato articolo. Non può sostituire l’impatto della vetrina che è l’anima del commercio, perché crea un immediato punto di contatto.

Insomma, acchiappa,  fa sognare e risponde alla frenesia della velocità ma non toglie  alla vetrina il primato di essere uno strumento fondamentale per raccontare con fantasia  la moda e l’atmosfera prodotta dagli stimoli sensoriali che il prodotto esposto è in grado di indurre nel cliente.

Visualizza altro: http://www3.lastampa.it/

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6 thoughts on ““Touch screen” : Le vetrine del futuro

  1. Mhhh, ne dubito. Non può sostituire un allestimento fantasioso e ben curato, e nemmeno può funzionare da supporto tecnico per le merci esposte in vetrina o per quelle all’interno del negozio. Troppo lavoro per tenerlo aggiornato, almeno con le attuali tgecnologie.

    Al massimo può servire per incuriosire inizialmente.

    E’ molto più intrigante, invece, il cartellone pubblicitario che riconosce l’età e il sesso dei passanti.

    In base ai dati demografici, sul cartellone appare una pubblicità “mirata”, con quei prodotti, cioè, che possono essere d’interesse per lo specifico potenziale cliente. E’ in funzione in via sperimentale presso un grande centro commerciale giapponese.

    Ne avevo parlato in questo post http://frz40.wordpress.com/2010/03/18/pubblicita-mirata-alla-persona/

  2. mi sono aggiornata sul tuo post e ti ringrazio – se tutto va bene sperimenterò a breve la novità andando a Milano e poi ti racconterò le sensazioni

  3. E’ da parecchio che la moda si interessa al high tech. Ci sono tessuti/non tessuti che sono fatti con fibre ottiche..si illuminano e altre diavolerie.
    Però gli ordini li fai ancora negli show room, magari con l’ausilio di una web cam ma è difficile apprezzare la sfumatura e la consistenza di un cashemire dal web.
    Insomma…più che all’alta moda può servire alla Coin un negozio virtuale e quindi concordo che la vetrina e la fantasia della presentazione non hanno nulla da temere dal negozio on line.
    a.y.s. Bibi

  4. concordo e rischiando l’appellativo di “ripetitiva” aggiungo che qualsiasi tecnologia è uno strumento da utilizzare, spetta a noi il compito del come!

  5. Lo so che sono Off Topic ma visto che ti occupi di televisione e cinema, volevo segnalarti una piccola chicca che ho intravisto l’altro giorno.
    Si tratta del sequel di “Una notte al museo” film con Ben Stiller. Il sequel ha un titolo molto originale “Una notte al museo 2 – la fuga”… Lasciando perdere trama o giudizio sul film, c’è una curiosità riguardante la versione italiana. Nel film c’è il personaggio di Napoleone che nella versione italiana rivela una storia d’amore avuta in Italia quando era all’Elba e relativo frutto, il cui diretto discendente sarebbe “un pezzo molto grosso, molto divertente e spiritoso che una volta suonava sulle navi..”…chissà a chi si riferisce??? sarà un suo pari..altezza..
    a.y.s. Bibi

  6. Eh EH EH…frecciatina…eh ! – perchè stroncare il fascino dell’essere ben piantati a terra? Il problema è la testa che purtroppo il discendente ha in aria mentre il padre aveva nà capoccia tanta…proprio vero che spesso i figli non seguono le orme dei padri…pesci di lago a parte!

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