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by Loretta Dalola

NEW YORK e SPAGNA : Lotta al fumo passivo

6 commenti


Vita sempre più dura per i fumatori statunitensi.

Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha proposto di vietare il fumo anche nei parchi e sulle spiaggie.

“La scienza è chiara in materia: un’esposizione prolungata al fumo passivo nuoce alla salute – ha detto il sindaco, ex-fumatore – è giunto il momento di agire su questo problema”.

Niente più sigarette quindi anche all’aperto, se la normativa dovesse essere approvata ufficialmente dal consiglio comunale di New York, i  trasgressori d’ora in poi dovranno pagare multe fino a 250 dollari (quasi 200 euro). Secondo Bloomberg, l’ufficializzazione della legge è solo una formalità.

Ma,  non è la sola iniziativa, fumare in auto è vietato, in Spagna. In particolare, se in automobile viaggia anche un minore. Il paese iberico,  è il primo ad introdurre una legge volta in tal senso, dimostrando di essere una nazione all’avanguardia, nel settore della prevenzione dai danni derivanti dal fumo passivo.

Il “fumo passivo” (passive smoke) è quello che viene inalato involontariamente dalle persone che vivono a contatto con uno o più fumatori attivi ed è il principale inquinante degli ambienti chiusi.

Il fumo  è di due tipi:

centrale. che rappresenta il fumo attivo ed è prodotto dall’aspirazione del fumatore in gran parte inalato  e solo in parte espirato.

laterale, che rappresenta il fumo passivo ed è prodotto prevalentemente dalla combustione lenta della sigaretta lasciata bruciare passivamente nel portacenere o in mano fra un “tiro” e l’altro  e dal fumo espirato dal fumatore attivo.

E’ importante ricordare che, quando il fumatore inspira profondamente il fumo, più della metà dei prodotti tossici (particolarmente catrame e monossido di carbonio) vengono trattenuti.

Naturalmente il fumo “laterale” è molto diluito nell’aria ambiente, mentre il fumo “centrale è concentrato tutto all’interno dell’apparato respiratorio del fumatore. E’ essenziale per ridurre il rischio legato all’esposizione, aprire le finestre e cambiare l’aria il più spesso possibile. Questo accorgimento è sempre utile quando ci sono fumatori in ambienti chiusi, anche nelle città più inquinate, perchè numerosi e rigorosi studi hanno dimostrato che l’inquinamento atmosferico è responsabile di 1/4 delle malattie respiratorie.

Lentamente, sta iniziando ad emergere anche  il problema relativo alla tutela dei non fumatori e, in particolare di tutti coloro che sono vittime del fumo passivo.

Il primo grido d’allarme è stato lanciato dalla Organizzazione Mondiale della sanità che, in una ricerca approfondita ha raggruppato e collegato i dati prodotti da oltre 50 studi, pubblicati sulle più autorevoli riviste scientifiche del mondo sul rapporto tra fumo passivo e rischio di tumore polmonare nei non fumatori. L’analisi dei dati ha fatto riscontrare un aumento significativo del rischio cancerogeno nei non fumatori esposti al fumo del partner ed è stato inoltre osservato che il rischio aumenta con l’aumentare dell’intensità dell’esposizione.

Un italiano su quattro –  è vittima del fumo degli altri e tantissimi, purtroppo, sono i bambini fumatori passivi, considerato che, secondo l’Istat il 50% dei minori di 14 anni vive con un fumatore in casa rischiando, in tal modo, di divenire a sua volta – e suo malgrado – un fumatore.

La legge antifumo ( vieta il fumo  in bar, ristoranti, discoteche ed altri esercizi commerciali), riafferma con decisione che è costituzionalmente garantito per ogni cittadino il diritto alla salute e, dunque il diritto di ciascuno di non farsi avvelenare dal fumo degli altri. E’ una difesa della salute che non lede i diritti di nessuno, laddove la libertà di fumare, pure legittimamente garantita dalla Costituzione, può essere limitata quando viene messo in pericolo la salute altrui.

Il fumo passivo nuoce gravemente alla salute e per garantire la salute delle persone anche nei luoghi pubblici, nonostante l’impopolarità dell’iniziativa, che, sicuramente incorrerà nelle proteste dei fumatori  è necessario aumentare la   battaglia al fumo ed ai fumatori, che non solo aiuta chi fuma a farsi meno male, ma libera dal fumo coloro che subiscono il cosidetto fumo passivo.

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6 thoughts on “NEW YORK e SPAGNA : Lotta al fumo passivo

  1. Questo articolo è scritto proprio bene ed è altrettanto convincente. Però non è così. Non è così vero che il fumo faccia così male.
    Perché non interrogare i fabbricanti di sigarette e chieder loro cosa ci mettono nelle sigarette per ottenere dai fumatori l’assuefazione?

    Quando Cristoforo Colombo sbarcò in America e vide gli americani (quelli veri) fumare, si scoprì (almeno in parte) che fumavano a scopo terapeutico.

    Se il fumo dà fastidio, entra in azione l’educazione. Non è però giusto far soffrire in questo modo i fumatori.

    Ricordi il mio Articoletto?

    http://quarchedundepegi.wordpress.com/2010/04/13/articoletto-5/

    C’è anche l’Appendice N° 1 all’Articoletto 5

  2. Sai, in fondo credo che il problema sia solo per chi non fuma – il fumatore non si rende conto di dar fastidio, sono convinta che non sia solo una questione di educazione, spesso l’azione fa parte dell’abitudine quindi meccanica e”spontanea”, ma non è così per chi al contrario esposto al fumo fatica a respirare e cerca ossigeno!

  3. Non è vero. Il fumatore, coi tempi che corrono, è quello che soffre di più. Se va avanti di questo passo e il mondo diventa sempre più arrabbiato, quando un fumatore riuscirà finalmente ad accendersi una sigaretta, dovrà stare attento che non gli “scaglino” addosso un idrante per spegnere la sigaretta.

  4. bella battuta da 10 e lode! a questo punto è una bella gara a chi soffre di più, facciamo a braccio di ferro? mmmhhh facciamo che ci si sopporta a vicenda e amen!

  5. Devo fare una piccola precisazione: Non ho più fumato una sola sigaretta dall’8 ottobre 2004. L’ho fatto per mia volontà (non obbligato da nessuno e da nessun evento) e ho sofferto quel tanto che basta. Se spezzo qualche lancia in favore dei fumatori è perchè, empaticamente, li vedo soffrire, e mi dispiace vederli maltrattare come se tutti i giorni ammazzassero qualcuno.
    Quando si parla della scienza si parla di chi può sbagliare. E la storia ce lo insegna.

  6. Lo so ed è su questo che nasce il confronto, non ho mai fumato, non potrò mai capire le esigenze e le sofferenze di chi lo fa – conosco la controparte…e tento la sua difesa.

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