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by Loretta Dalola

Quarto grado e il mistero di via Poma

19 commenti


Tema della puntata, il delitto per antonomasia, il  delitto di via Poma, il nome con cui storicamente si ricorda l’assassinio di Simonetta Cesaroni, avvenuto martedì 7 agosto 1990 a Roma, tutt’ora irrisolto, un unico indagato e tanto mistero.

Salvo Sottile, apre il programma: “ Non è una storia semplice, prove o indizi? Simonetta a chi ha aperto la porta, ad un estraneo?

E si inizia con la ricostruzione dei fatti noti: siano ad agosto, una città in ferie, gli uffici sono chiusi, ma Simonetta si reca al lavoro, telefona ad una collega poi, silenzio. La famiglia si allarma, momenti di angoscia che precedono il ritrovamento del corpo, con ferite da taglio e da punta, una scena agghiacciante, un lago di sangue. La scena del crimine è stata ripulita con gli stessi abiti della vittima, che ora, è riversa, sul pavimento con addosso i calzini, il reggiseno e un corpetto.

Passano venti anni…e la verità non è ancora stata accertata.

Un omicidio a sfondo sessuale, dicono gli esperti, perché il corpo è stato lasciato in una posizione scioccante per chi l’avrebbe ritrovato e con un morso al seno. In passato invece gli inquirenti, credevano al delitto passionale e per questo hanno accusato il fidanzato, che spiega di aver visto Simonetta la sera prima al bar, con altri amici e di essere poi tornato a casa.

In studio, la moglie di Raniero Busco: “in 12 anni di matrimonio, non ho mai avuto dubbi sull’innocenza di mio marito, è assurdo, abbiamo due figli, siamo persone normalissime. Io sono di parte, ma, confesso che ho paura dell’imprevedibilità della giustizia, non ci siamo mai sentiti soli, tanta la solidarietà e l’affetto e questa è l’unica nota positiva in tutta questa storia”.

Venti anni e le indagini sono ancora aperte, il giallo di via Poma continua, nessuna arma, nessuna persona vista in quel pomeriggio entrare nell’edificio, solo sospetti: il portiere Pietrino Vanacore che, dopo una ventina di giorni di carcere viene rilasciato,  muore, suicida poco prima della riapertura del processo, portandosi nella tomba eventuali segreti, poi su Federico Valle, il figlio di un noto avvocato civilista con lo studio in via Poma, 2. In entrambi i casi la richiesta di rinvio a giudizio si è conclusa con un nulla di fatto. Si torna ad indagare sui reperti, con l’apporto delle nuove tecnologie, si trovano tracce di Dna e si ritorna  a Raniero. L’amore, diventa il movente del delitto. All’epoca erano fidanzati, dice la moglie, è normale che ci fossero tracce di saliva sul corpo della ragazza.

Riassumendo, tre sono gli elementi a carico del fidanzato: il segno del morso sul seno, che è compatibile con l’arcata dentaria, l’alibi ritrattato dall’amico e il Dna della saliva.  Alla domanda sul perché avrebbe dovuto uccidere,  viene ipotizzata una reazione ad una discussione in seguito ad una presunta gravidanza o al fatto che la ragazza voleva seguirlo in vacanza…ma i dubbi rimangono.

Un giallo senza verità, un palazzo che diventa “maledetto”, una persona che attende un verdetto. Ma non basta, c’è anche un altro scenario legato al traffico di armi e ai servizi segreti, questa  ipotesi se  confermata, scagionerebbe Raniero e condurrebbe alla verità. Implicati i soldi, un datore di lavoro e una cartellina di Simonetta scomparsa.

Si attende il processo, ma va tenuto conto che non si può giustiziare una persona solo sulla base che le ipotesi non hanno portato a nulla e quindi l’unica possibile è anche quella accettabile e dunque veritiera.

Raniero  : “la mia vita è ferma, sono in attesa della prossima udienza e questo alimenta la mia rabbia perché sto trascurando la mia famiglia, sono in ansia e nervoso, i miei figli hanno capito che è un momento difficile, credo che sia un delitto legato al mondo del lavoro”!

L’ipotesi accusatoria ha diviso profondamente l’opinione pubblica. Gli indizi a carico sono ben lungi dal poter essere considerati decisivi. Comunque il processo si farà e dal dibattimento potrebbero venire fuori molte sorprese o forse soltanto la  verità.

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19 thoughts on “Quarto grado e il mistero di via Poma

  1. L’omicidio è stato commesso scientificamente da Raniero Busco in una fase di cruenta forma narcisistica cui il Busco è attinto. Trattasi di una ferita latente psicotica attinta da soggetto omicidario ciclotimico che ha pianificato l’omicidio per vendetta. Nessuno si sarebbe procurato un teste risultato poi inattendibile sapendo a priori di essere innocente. Ce ne chiediamo la ragione comune, ragione che trova conferma della colpevolezza del Busco durante il racconto alla giornalista del ‘ 90 che all’epoca intervistò il Busco, laddove lo stesso fece concetrare prima del rinvio al giudizio il GUP Maddalena CiPRIANI e la stessa Procura, che risentendo l’intervista ne comprese le ragioni di fondo. I segmenti temporali circa l’orario di lavoro e le fasi comunicative con la madre del Busco sono di una costante gravità, con segni tangibili di elevata e spiccata pericolosità sociale dove il soggetto omicidario ha trovato nel clan familiare e nella ridicolezza delle indagini affossate da labili strumenti investigativo-analitici-scientifico, soprattutto di grande scarsezza durante le fasi del sopralluogo e del mancato congelamento della scena del crimine, dando cosi gradatamente sbiadite le immagini di stabilità che stavano defluendo verso il colpevole dell’ epoca.

  2. Benvenuto e grazie per il tuo contributo informativo – la certezza con la quale esprimi la tua tesi è inattaccabile io però resto in disparte e attendo le conclusioni della giustizia.

  3. Per via poma, per cogne, per garlasco, per yara, per serena mollicone, per emanuela orlandi, per fernanda durante e per tutti coloro che hanno subito violenze di questo genere ed altro, oggi bisogna dire la verità: La verità è differente talvolta, ma spesso esse s’incrociano come vasi comunicanti in un un insano intreccio fatto di rituali esoterici, di segni magici-sessuali ed avatarici, di strane combinazioni cabalistiche con date che spesso ricorrono in onore del demonio, come la notte di valpurga ect, di vari noviluni. Vi è in giro ormai da secoli, una terribile setta del demonio, ovvero una spietata setta satanica, che ritualmente e periodicamente, in onore a Satana, sacrifica esseri umani, in particolari bambine, che con l’ausilio anche della tecnica cd. brainwshing (o meglio controllo delle menti a DISTANZA con la cd. chirurgia trasfenoidale che agisce attraverso un microchip) nei cui sacrifici il grasso umano delle vittime serve per ingrassare i ceri in onore del Demonio o chi per esso) E’ terribile quello che vorrei dirvi, ma mi limito così. Abbiate fede in Dio Uno e Trino, e pregate afficnhè non ne siate divorati da questo male che spesso ci prende d’assalto. Anche Narducci Francesco faceva parte dellla SETTA DELLA ROSA ROSSA, dove fu iniziato dal padre Ugo, il quale fece un patto con il Demonio e alla data della scadenza morì dannato nel lago, quasi irriconoscibile. Vi racconterò di ogni verità nel mio libro che uscirà tra 6 mesi. Con stima a tutti da Nino Esposito.

  4. Ti ringrazio dell’avvertimento, decisamente catastrofico e permettimi una visione più serena della vita, non credo che gli esseri uamani siano nel mirino di un’organizazione maligna così pericolosa come tu prospetti – il male è ovunque ma anche il bene, cerchiamo di guardare al nostro oggi con ottimismo o rischiamo di trascorrere le giornate in un ansia apocalittica! ciao

  5. loretta, certo è vero quello che senti, ma chi ha da dire tanto, lo dica, poi di sicuro la verità dovrà appalesarsi da sola senza doverla per forza rappresentarla in disquisizioni speciale. Credo tuttavia che poi anche attraverso un mero percorso euristico la si potrà ricercare in specie e sottospecie. Buona fortuna e tanto coraggio, da Nino Esposito

  6. Per il mostro di firenze la Carlizzi, ormai in cielo, non ha sbagliato quasi nulla. Innocente Mario Vanni. Colpevole a pieno titolo Pacciani, ma non per tutti i delitti, in particolare quello degli Scopeti a causa della mosca carnaria dove entomologicamente il Pacciani di sabato non avrebbe potuto colpire. Poi Il Bevilacqua scrittore, membro della loggia Bellucci e della Rosa Rossa unitamente al questore Trio ed al padre di Francesco NARDUCCI, tale Ugo, è uno dei Mostri a Tre Teste dei Delitti del Mostro. Ho le prove. Il Canessa Pm ed Eugenio Perugini, come il Pier luigi Vigna Procuratore di Firenze ed il Calamandrei, sono tutti della Rosa Rossa. Tutti Colpevoli. Altro che professionisti e magistrati! Ergastolo per tutti, se non in questa vita, nell’altra il diavolo ha preparato per loro il fuoco eterno, già da una vita. Dio li ha già relegati negli antri più bassi. Dovranno pentirsi fino alla fine se intenderanno salvarsi dalla dannazione eterna. Per concludere, il Giuseppe Cosco e la Cecilia Gatto Trocci sono stati uccisi dalla setta satanica della Rosa Rossa. E non è finita. L’ Uomo della Ferrari, o dell’ Avon al servizio della Rosa Rossa, ed al servizio del papato deviato, è stato coperto da alte cariche istituzionali ed alla fine è all’estero con il passaporto diplomatico. In Barbados. Ho sisntetizzato tutto così, e se non ci crederete, mi farete un favore. Denunciatemi pure, Me ne frego, Tanto io resto l’irriducibile Nino Esposito, testimone di legalità ed altro ancora.

    • Ne siamo convinti tutti quelli che come noi e te crediamp alla setta della Rosa Rossa. Troppe ombre hanno lasciato i personaggi che ci descrivi. I nodi vengono sempre al pettine prima o poi, anche alla fine della vita.

  7. hanno cancellato il commento perchè la Rosa Rossa fa pautra anche a loro. Che fifoni….

  8. Raniero Busco ha già fatto venti anni di galera. La sua anima nera tormentata da quel delitto dopo venti anni e passa, hanno fatto si che il tempo sbiadisse sia le indagini, sia le lacune ivestigative, sia la ridicolezza delle indagine e dell’inifinito alternarsi dell’ inganno strutturale, sia delle infinite strie e scie di quel infinito tempo di inutili giorni sensa storia.

  9. Io sono nino esposito, giornalista professionista investigativo. Nessuno potrà mai confutare le mie tesi e le mie verità. Mai!

  10. a settembre uscirà il mio libro sul delitto cesaroni, sul mostro di firenze e dio cogne

  11. Rispetto le sentenze della giustizia, in particolare quella italiana, quella di Via Poma è come quella di Enzo Tortora, Quando l’ imputato è assolto ,il colpevole allora è il Giudice.

  12. Se non è stato Raniero Busco, allora Simonetta è scivolata ed è morta accidentalmente. Altrimenti poi, il Raniero Busco ci dovrebbe spiegare poi tante cose sue misteriose a partire dalla madre all’epoca del delitto quando andarono quelli della mobile a casa sua, madre che lo contattò in aeroporto e lui non c’era all’ ufficio xk lo seppe dopo dai suoi colleghi quando andò a prendere servizio, la stessa madre colle accordarsi con una nsua amica napoletana circa i fatti della giornata a cui la testimone disse di aver visto raniero in vicolo anagnino a Morena, dove abita il Busco, il quale era a riparare u na fiat panda. Poi il Busco mi deve spiegare che bisogno aveva , se era innocente, di forzare la deposizione del suo amico circa il fatto che era morta la zia a Frosinone il giorno dopo e non quello del delitto, per cui mi pare tutto chiaro, circa sia la deposizione concordata, l’aeroporto, l’amico Simone Palombi e circa il fatto che Simonetta si cambiava gli indumenti puliti tutti i giorni, specialmente quando faceva un caldo umido e boia.
    Allora a me sembra tutto chiaro, ma ci sarebbe di piu’. e dato che il processo l’ha vinto il Busco, allora io attendo l’angelo della Misericordia e della Giustizia che faccia e dia la parola fine a questo processo farraginoso. Vi Saluto da Napoli, by Nino Esposito

    • Questo è uno dei tanti delitti che lasceranno l’amaro in bocca, come Cogne, Perugia, Avetrana ecc. ecc. – laddove la giustizia umana fatica a srotolare la matassa della verità , la coscienza degli assassini non dovrebbe dormire tranquilla! ciao e grazie

      • mi piacerebbe contattarti loretta, veramente, io ho da dirti tante cose, mi dai fiducia e credo che sei validamente seria. ti dola mia email e tu la tua? e poi vedremo come fare per sentirsi, ok?

  13. Il Deposito delle Motivazioni circa la sentenza della Corte di Appello che assolse Busco DA QUELLA di Primo Grado è APODITTICO. Falso il postulato con cui esso negativamente si basa. LE SENTENZE DEI TRIBUNALI SONO SCRITTE DAGLI UOMINI. ESSE NON GODONO DI ALCUN CARATTERE DIVINO, NE’ POSSEGGONO IL DONO INFALLIBILE DELLA COSCIENZA DELLA VERITA’. Nino Esposito

  14. Raniero Busco inoltre era sulla A 112 la sera del delitto unitamente a Salvatore Volponi e alla sua amante. Andarono in via Poma alle 18 e 15. E furono visti. …… La partita di questo processo si chiude qui senza ovviamente nessuna contestazione.

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