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by Loretta Dalola

Le proteste di Pippo Baudo

11 commenti


Un Pippo Baudo amareggiato ai blocchi di partenza, della nuova edizione di “Novecento”, programma dedicato alla storia recente del nostro Paese che torna in tv a dieci anni dalla sua prima stagione: “Ciò che mi ha fatto più soffrire è stata la dimenticanza espressa dalla Rai nei miei confronti”. – “La dimenticanza è ingiusta, disonorevole e cattiva. Sono contento di aver firmato il contratto con Rai 3, nonostante abbia trascorso un periodo terribile, con la sensazione di essere stato fatto fuori dall’azienda”.

“La Rai è terrificante quando chiude le sue porte. Ho passato mesi a sbattere contro ‘pareti kafkiane’ in cerca di una risposta. Pensavo di aver chiuso per sempre con la tv”. –  “E’ disumano trattare così chi ha ancora delle potenzialità creative”!

Super-Pippo accusa  l’azienda di pagarlo meno degli altri, circa un 75% in meno delle cifre dei colleghi più ‘preziosi’, oggetto in estate di furiose polemiche e ha poi parlato dei suoi progetti futuri, un nuovo programma da lui  proposto che come ha  spiegato, sarà una sorta di fiction e varietà ma non come quelli di oggi. Adesso le trasmissioni di varietà sembrano tutte uguali, inoltre – ha tenuto a precisare “ vorrei ricordare che il primo talent-show sono stato io a crearlo con ‘Gran Premio’. Oggi sembra che tutti abbiano scoperto l’acqua calda”.

Con tutta la riconoscenza dovuta ad un personaggio che ha contribuito alla storia della nostra televisione italiana, a cui è  necessario esprimere la gratitudine e i complimenti per tutti questi anni di gloriosa attività, per il magnifico rapporto, creato con il pubblico grazie  alla professionalità che ha saputo trasmetterci giorno dopo giorno, va anche aggiunto che, come si dice  nessuno è insostituibile, che tutti siamo preziosi ma, nessuno è indispensabile.

Questa sua critica posizione  ci sembra un vero dramma esistenziale, con calo di autostima, un disagio potenziato dal ruolo di potere, legato all’enorme popolarità, raggiunta negli anni d’oro della televisione in Italia.

Oggi, la Tv guarda al futuro e al suo svecchiamento, proiettata a  iniziative on-line ancora più ricche in fatto di guadagni di spettatori, ci si troverà di fronte ad una vera e propria competizione per riempire il web-palinsesto, atta a valorizzare nuove forze lavoro. Non dimentichiamo che ci troviamo in una realtà sociale ad alto tasso di disoccupazione, con una fetta sempre maggiore di popolazione che risulta improduttiva e che i più colpiti dalla crisi del mercato del lavoro sono, i giovani.

L’etichetta di “generazione 1000 euro” sembra essere addirittura troppo lusinghiera, alla luce del tasso di disoccupazione giovanile  registrato in Italia negli ultimi mesi,  giovani con  difficoltà nell’andare avanti e nel trovare un lavoro, pur avendo una laurea e che  si accontenterebbero di fare programmi meno eclatanti e sicuramente  con  cachet inferiori a 5 o più zeri del Pippobig della televisione nazionale.

Sarebbe auspicabile che un’icona di prestigio come  Baudo, proveniente dai vecchi media, prendesse atto del fatto che, per raggiunto merito cronologico e grazie ai grandi benefici economici fino da ora percepiti  potrebbe  anche dedicarsi alla contemplazione e alla vita godereccia, offrendo un’opportunità di lavoro ad un aspirante nuovo presentatore. Magari, affiancandolo, in secondo piano, per aiutarlo e spronarlo ad apprendere i segreti per arrivare preparati a ogni appuntamento con il pubblico.

Per lo sfogo di Baudo  si potrebbe parlare  e a  ragione di  una vera e propria crisi del “pensionamento” al quale va un sincero abbraccio, con il cordiale e affettuoso saluto dagli spettatori più affezionati,  che avranno sinceramente piacere di rivederlo nuovamente alla conduzione di questo programma televisivo,  ma anche un po’ di rammarico da parte di quegli “invidiosi” che non potranno mai, permettersi una vita pensionistica di quel livello.

Invidiosi, ma felici per lui, con tanta riconoscenza, per il meraviglioso modo di lavorare che ha costruito per noi, giorno dopo giorno, in tanti anni e… in  tutti i casi, anche con un piccolo…beato lui!

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11 thoughts on “Le proteste di Pippo Baudo

  1. Bravo.

    Concordo al 100%.

    Il Pippo nazionale è stato uno al quale dobbiamo molto per la storia di questa nostra tv.

    Ma nessuno deve sentirsi in credito. Ha dato molto e ha avuto molto ed è sbagliato pretendere riconscenza.

  2. “Riconoscenza con molti zeri, intendo dire.

  3. Esatto, sarò dura ma…largo ai giovani con il loro apporto di fantasia, voglia innovativa ed energia – quello che è stato è stato, grazie ma stop a personaggi che non possono far altro che ricalcare modelli già visti e conosciuti – Sono grata anche a Garibaldi per aver unificato l’Italia…ma non ce lo vedrei oggi, al governo!

  4. Crisi da star…sene nel nostro album dei ricordi!

  5. Pippo Baudo ha 74 anni. L’età pensionabile in Italia è di 65 e quindi non me ne voglia ma è anche ora che se ne stia a casa.
    Può continuare a lavorare per la televisione, può produrre programmi, creare format, scrivere canzoni..ma pretendere di essere stipendiato dalla Rai e di condurre programmi..mi sembra decisamente eccessivo.
    a.y.s. Bibi

  6. SUPER D’ACCORDO, sottoscrivo e confermo quanto da te scritto!

  7. Anch’io trovo che questo sfogo (cui non ho assistito, comunque, ma mi fido di Loretta!!!!) sia fuori luogo. Alla sua età, se proprio non vuole andare in pensione -io ci andrei alla mia, di età!- potrebbe fare ben altro, come osserva Bibi. Ma, evidentemente, c’è chi non può fare a meno di sbucare dal video in casa d’altri e pretende di stare sempre lì, a scapito di giovani talenti. Ce ne saranno in giro, o no?

    In questo caso mi chiedo perché mai abbia rinnovato il contratto alla Clerici per 1 milione e 800mila euro. Alla Clerici, ma vi rendete conto? Mi sarebbe stato meno indigesto se li avesse proposti ad un vero professionista come Baudo, anziché ad un’oca giuliva travestita da fata turchina.

  8. Ué voi due e io che ci faccio qui, il terzo incomodo? mi rubate pure le battute intelligenti…mi sento inutile!
    Quello che sconcerta maggiormente è l’autopretesa di definire il proprio valore passato e quindi di diritto presente e futuro…modestia zero! Autocritica meno di zero! Oltretutto il suo programma di innovativo non ha nulla, stesso iter narrativo, argomenti normali e conosciuti, ospiti parlanti, pubblico applaudente, non mi sembra stò gran genialata!

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