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by Loretta Dalola

Che cos’è la Tv oggi?

6 commenti


La tv rappresenta oggi, la più potente forma di manipolazione mentale della storia? Essa ha finito per assumere un ruolo dominante all’interno della vita delle persone, diventando una routine quotidiana?  Ci impedisce di pensare e riflettere in maniera autonoma ed indipendente sul mondo, sulla vita ed anche su noi stessi?

Non è facile  rispondere alle domande che circolano e condizionano l’opinione generale, ma fermiamoci un attimo a riflettere su come sarebbe la nostra vita senza tv?

Tutti si lamentano dello stato di degrado nel quale sguazza, ormai da tantissimo tempo. Pochissime le critiche positive e tante le negative,  a volte ben meritate, per tutto il ciarpame che dilaga su ogni canale, ma dobbiamo smettere di credere che lo slogan  più adatto alla Tv sia:  ” SPEGNETE LA TELEVISIONE E ACCENDETE IL CERVELLO”, perchè tutto dipende dal singolo individuo.

E’ un discorso complesso, certo, perché non tutti godono di una completa autonomia ed il rischio, sempre più frequente, è che la tv sia l’unica fonte di comprensione della realtà… la tv invece è solo una delle forme di comprensione della realtà, alcune volte fedele, altre volte meno, ma non l’oracolo da cui tutte le menti dipendono, lasciandosi dolcemente e docilmente  plagiare.

Chi guarda programmi di basso livello, di certo non impiega il suo tempo leggendo saggi e di certo non sostituisce la televisione con appuntamenti ed eventi culturali,  non scrive poesie e non si preoccupa  della propria formazione culturale.  Non scordiamoci che forse grazie anche allo zapping televisivo e alla casualità quel pubblico, potrebbe incappare in qualche programma ben costruito e istruttivo e soffermarsi anche per breve tempo incuriosito a guardarlo.

Rispetto al passato la TV ha abbandonato il suo ruolo pedagogico per ritagliarsi uno spazio marginale, ma anche il pubblico  è cambiato, è molto più vario, di quello che prendono come esempio le critiche. La Tv racconta quello che il pubblico, giovane e vecchio, vuole vedere, ma soprattutto risponde alle nuove esigenze di un pubblico che vuole  diventare protagonista e non solo spettatore, rispecchiandosi sempre più nel ruolo della nuova interattività.

Oggi che siamo in una condizione di scelta, sembra che l’abuso sia più di prima. Ma in effetti di abusi e censure nella tv italiana ce ne son sempre stati. Per fortuna ora, di fronte all’abuso c’è l’intelligenza del popolo italiano che da sempre viene sottovalutata.

Ma  che impatto può avere una tv sul comune sentire delle persone?

La  Tv propone una rappresentazione, un’interpretazione del reale che si discosta dalla realtà in quanto sempre e comunque soggettiva. Il cittadino italiano sa esattamente di che morte deve morire. Se vede il Tg4 sa benissimo cosa  dirà Fede , allo stesso modo se vede Ballarò non si  aspetta che inizino il processo di santificazione di Mussolini.

La televisione quindi dovrebbe essere un esempio, ma non va vissuta come tale, essa infatti può trasmettere modelli da seguire, può insegnare qualcosa, ma può anche divertire e distrarre, questa è la sua funzione e sta a chi la guarda selezionare e recepire.

Mi sembra quindi, un luogo comune, il fatto diffuso che vuole la televisione nociva solo per il fatto che essa è capace di presentare la sua interpretazione soggettiva, come una raffigurazione fedele della realtà, grazie alla forza evocativa delle immagini, che sono il nostro strumento di conoscenza più immediato.

La televisione, non può essere identificabile, solo, come un mezzo di controllo e di diffusione della stupidità, come molti sostengono ma, piuttosto può e deve essere uno strumento per esercitare un potere di orientamento, una fonte culturale e perchè no di divertimento.

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6 thoughts on “Che cos’è la Tv oggi?

  1. Per me la telvisione oggi è solo un elemento di arredo d’interni. Purtroppo per la maggior parte della gente è “la bocca della verità”..”l’ha detto la TV..” e quindi deve essere vero per forza..
    E pensare che le potenzialità del mezzo sono enormi, pensa solo a programmi come “Non è mai troppo tardi” che negli anni 60 ha trasformato un paese di semi analfabeti (sì..perchè tali eravamo).
    Ed oggi abbiamo “amici”..”uomini e donne”..”il grande fratello”…ect. ect..
    a.y.s. Bibi

  2. faccio fatica a riassumere in questo spazio, pensa che è l’argomento della mia prossima tesi, la Tv pedagogica rispondeva ad esigenze sociali dell’epoca, monopolio, responsabilità, palinsesto rigido, e un pubblico limitato numericamente – l’apertura alla concorrenza ha dato una svolta radicale di impostazione allargando la diffusione dei programmi prima a tutta la giornata ed ora addirittura 24 ore su 24 – e non ultimo sono subentrati interessi economici che hanno costretto ad un enorme produzione di quantità a scapito della qualità – per contro abbiamo un pubblico più preparato e non solo, la pluralità di canali consente una forte personalizzazione della fruizione che non mi pare poco!

  3. Vero che è aumentata l’offerta ma come dici, la qualità è decisamente bassa anche perchè “pluralità” di canali non vuol dire “concorrenza”.
    Pensa che “Rischiatutto” si può considerare un programma innovativo ancora avanti anni luce rispetto al giochino dei pacchi che veniva e viene svolto nelle fiere di paese dalla notte dei tempi..
    Cqm.. meglio tanti canali e magari tra tutte le varie schifezze ci si trova anche qualcosa di buono.
    a.y.s. Bibi

  4. E soprattutto colma le esigenze di tutti che non mi sembra poco

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