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by Loretta Dalola

I misteri di Voyager sono tornati

4 commenti


Con Voyager tutto è diverso: miti, leggende, storia, scienza e…il fascino del mistero come non li abbiamo mai visti.

Roberto Giacobbo ha una dote naturale, quella di trascinare il pubblico ai confini della conoscenza. Ipnotizzatore mediatico, utilizza il  potere di attrarre, e sa persuadere sfruttando il fascino del mistero: sempre speciale e singolare.  Il modo in cui si presentano a livello visivo, auditivo e cinestesico i temi delle puntate vanno ad influenzare e suggestionare con il loro carisma il pubblico, fino a renderli interessanti, divertenti, convincenti e talvolta indimenticabili.

Con la nuova serie, ambientata in una scenografia totalmente rinnovata, composta da  tanti piccoli set cinematografici, Giacobbo  incontra ospiti, scienziati, professori universitari ma anche cantanti, attori e figure leggendarie del passato.

Nella prima puntata  i misteri “mai svelati” ( questo è il segno distintivo della trasmissione ) della tomba di Tutankhamon, la sorprendente storia della spia Wallis Simpson, e la leggenda di un regno impossibile… Tutto questo ed altro a Voyager, su Rai2, il viaggio ai confini della conoscenza è ricominciato, siete pronti?

La scoperta archeologica più importante del XX Secolo. Cosa avvenne realmente alla scoperta della tomba di Tutankhamon? Quali le cause della  morte dei suoi scopritori Howard Carter e Lord Carnarvon?

Roberto Giacobbo ha potuto condurre una nuova indagine per rispondere a queste domande e per scoprire cosa si nasconde dietro al mistero del faraone bambino.

Ecco, attenzione! Stiamo entrando nella tomba di Tutankhamon…Tutto ebbe inizio otto anni prima di quella memorabile mattina del 4 novembre 1922, quando il piccone degli scavatori portò alla luce il primo di sedici gradini che immettevano alla tomba di Tutankhamon…! – Il solo errore imputabile al suo scopritore Howard Carter, archeologo ed egittologo britannico,   è quello che una volta aperto lo scrigno  che richiudeva ancora la mummia, tentando di rimuovere la maschera sepolcrale, in oro del giovane faraone, utilizzò la fiamma danneggiandola, ma forse, nessuno avrebbe potuto resistere alla tentazione di vedere il volto di un re nato nel lontano Egitto.

La scoperta fu subito accompagnata dalla credenza che essa, fosse protetta da una potentissima maledizione: “La morte coglierà con ali leggere chiunque tocchi la tomba del Faraone”.  Lord Carnarvon mentre si trovava nella tomba del faraone, venne punto da una zanzara su una guancia e dopo una settimana fu colpito da una forte febbre che si trasformò in polmonite. Tra la gente si ipotizzò che il faraone si stesse vendicando e che la tomba potesse essere protetta da forze ignote.

Poi morirono l’assistente di Carter, Arthur Mace anche questi inspiegabilmente, Richard Bethell segretario di Carnarvon colpito da infarto, il principe Ali Kamal Fahmy anch’egli entrato nella tomba, un custode del museo morto mentre etichettava alcuni reperti della tomba. Ora, a distanza di tempo il fascino della maledizione sfuma cancellato dalla nostra moderna razionalità.

All’interno della tomba si formano virus invisibili ed è necessario aerare l’ambiente almeno per due giorni prima di entrarvi, nel tempo, è vero, si sono verificati fenomeni curiosi che hanno alimentato l’ alone sinistro ma, sicuramente nulla di paranormale, al punto che lo stesso Howard Carter non fu colpito da morte prematura anzi morì all’ età di 66 anni il 1939.

In conclusione cito le accattivanti parole che segnano la fine del servizio: “Oggi, dopo oltre un milione di tramonti, Tutankhamon, riposa nella propria tomba, unico tra i re che fece grande l’Egitto”!

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4 thoughts on “I misteri di Voyager sono tornati

  1. Questo post vale mille puntate di Voyager. Infatti non riuscirai mai a farmi vedere quel programma televisivo che non è scientifico, non è divulgativo, ma è solo fiction allo stato puro. Andrebbe scritto in sovrimpressione per la durata della trasmissione.

  2. Grazie Gianluca, credo tu abbia colto il senso del mio intento informativo, ciò nonostante e per dovere di “difensore” del mezzo, pensando alla fascia di utenza meno informata, meglio poco che nulla. Chi ha un bagaglio culturale sufficiente per discernere tra scienza e fantasia è anche in grado di scegliere la sua visione e il giusto peso da attribuirgli.

  3. Mi preoccupa il fatto che sono sempre di più gli spettatori che non sanno discernere tra scienza e fantasia, tra informazione e gossip. Quindi mi aspetterei, almeno dalla tv pubblica, che non ci sia una linea sottile nelle sue trasmissioni, ma un confine ben marcato.

  4. Figurati se non mi trovi d’accordo…mi piace pensare che forse grazie ad un tono narrativo più “leggero” le persone possano esserne incuriosite e magari cercare approfondimenti altrove…mi illudo?

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