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by Loretta Dalola

Cecilia Strada a “Che tempo che fa”

8 commenti


Come ogni fine settimana, l’appuntamento fisso di RaiTre è con il programma Che Tempo che fa, condotto da Fabio Fazio. Come ogni puntata, tantissimi  gli ospiti di primo livello che allietano con la loro presenza la trasmissione.

Nell’anteprima,  Cecilia Strada, presidente di Emergency e  figlia di Gino Strada ci consegna opinioni e preoccupazioni. “ La situazione è peggiorata negli anni perché la presenza dei guerriglieri è sempre più massiccia. Dai nostri ospedali – ha continuato la presidente della Ong – osserviamo un dato incontestabile: il numero delle persone che vengono a curarsi è costante”.

Cecilia ha le idee chiare e le esprime con pacata risolutezza: “I soldi destinati alla missione militare andrebbero investiti per migliorare la vita della popolazione.  C’è sempre la fila fuori, abbondano le malattie dei paesi poveri, infettive e di malnutrizione. Stiamo utilizzando un prodotto fatto con i cibi del loco, ma serve aiuto”. In Sierra Leone, Stato dell’Africa occidentale, tre quarti della popolazione vive con meno di 2 euro al giorno. Dallo scorso aprile, il governo ha reso gratuite le cure per i bambini fino ai 5 anni di età, per le madri in allattamento e per le donne in gravidanza, ma per il resto della popolazione non esiste sanità gratuita.

Fazio lancia la campagna “Aiuta la Sierra Leone” che si pone come fine principale,  l’ampliamento della struttura ospedaliera di Goderich. Un sms per Emergency  al numero 45506 del valore di 2 euro, un piccolo aiuto per ingrandire l’ospedale  fondato da Gino Strada, un centro chirurgico per le vittime di guerra, nel quale  vengono accolti ogni giorno centinaia di pazienti, molti dei quali arrivano in condizioni estreme. Nessuno li obbliga, ma in questi anni il centro ha offerto cure gratuite a più di 300mila persone.

Il Sudan finanzierà una struttura ospedaliera, che verrà costruita dalla Ong italiana, nel territorio dell’ex nemico. Sudan e Ciad, paesi che sono stati in conflitto tra loro, hanno trovato una ragione di collaborazione in un progetto sanitario che vuole garantire accesso a cure gratuite e di alta qualità anche agli abitanti dell’Africa.

Sudan-Cian: un gesto di pace firmato Emergency. Un gesto di pace che ha riavvicinato due Paesi in guerra tra loro fino a pochi anni fa.

“Non siamo eroi, siamo persone normalissime che fanno la loro parte nel mondo, che vogliamo? E’ banale dire che vogliamo una sanità pubblica eccellente, che vogliamo un pluralismo informativo, la carta igienica nelle scuole, è banale ma oltre a questo, purtroppo, sappiamo come  la carta dei diritti venga troppe volte disattesa. Emergency lavora sempre più e ogni anno si apre un nuovo fronte, ci piacerebbe essere disoccupati ma in realtà il nostro intervento cresce sempre di più”.

Uguaglianza, rispetto dei diritti umani, solidarietà… sono il fulcro del  “Il mondo che vogliamo”:

“Crediamo nella eguaglianza di tutti gli esseri umani a prescindere dalle opinioni, dal sesso, dalla razza, dalla appartenenza etnica, politica, religiosa, dalla loro condizione sociale ed economica.

Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Vogliamo un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul dialogo, su un’equa distribuzione delle risorse”

Come a ricordare a tutti che questo è il tempo di difendere i diritti, anche quello di sognare.  A piccoli passi si può arrivare lontano. In mezzo, molta strada da fare ma, a piccoli passi, si può.

Visualizza altro:  http://www.emergency.it/informati.html

http://www.mascali.net/positivi/il-mondo-che-vogliamo

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8 thoughts on “Cecilia Strada a “Che tempo che fa”

  1. Se pensi che Emergency è nata solo nel 1994 cioè 16 anni e che in questi anni ha aiutato milioni di persone solo grazie al volontariato ed ai fondi raccolti, c’è da restare veramente stupiti ed è un dato che fa riflettere.
    Pensa cosa si potrebbe fare se solo un decimo di quello che si spende per spararsi addosso fosse investito in questo modo.
    a.y.s.Bibi

  2. Non potrei essere più d’ accordo con le tue parole. Ciao

  3. I medici che operano a certi livelli li definirei veramente medici “colle palle”.
    Da un po’ di tempo a questa parte aiuto, solo economicamente, con grande piacere l’organizzazione MEDICI SENZA FRONTIERE.

  4. Esseri sensibili, vuol dire aiutare anche con un contributo economico,( non potendo offrire le competenze richieste) è un modo per dimostrare che gli siamo vicini

  5. Gino Strada merita un Nobel.
    E’ un Uomo raro, nel mio immaginario si siede assieme a Ghandi, Martin Luther King e Ipazia D’Alessandria.

    Ciao
    Zac

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