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by Loretta Dalola

A Pomeriggio 5 i figli contesi!

2 commenti


Tema della puntata, di Pomeriggio 5, su Canale 5, condotto da Barbara D’Urso: la tutela dei bambini contesi tra genitori separati.

Argomento molto attuale, purtroppo, che mette in risalto come i matrimoni falliti, lascino un senso di vuoto, dovuto al dolore per la separazione dei figli, un vero e proprio lutto che mette in ginocchio psicologicamente ed economicamente. Un dramma che sono in tanti a vivere. Il risultato è quello di avere decine e decine di migliaia di bambini contesi, a suon di denunce, ricorsi e istanze.

Spesso si constata che i coniugi si contendono i figli come se fossero meri oggetti da espropriare, usandoli come armi di belligeranza occulta anche nell’ambito delle separazioni consensuali.

Purtroppo, i danni

subiti da questi  bambini sono verificabili nelle perizie psicologiche depositate nei tribunali e nell’aumento esponenziale del ricorso alla psicoterapia infantile.

E’ necessario porre l’attenzione sull’effettiva tutela dei figli nei confronti della dissennata conflittualità dei loro genitori separati e divorziati, al fine di non renderli vittime degli artifizi sconsiderati posti in essere da coniugi accecati solo da un oscuro egoistico giogo.

Il pronome IO va dimenticato e  sostituito  con LEI o LUI, ovvero il figlio/a, che deve divenire l’obiettivo di una serenità da raggiungere lavorando insieme.

I due genitori, infatti, dovrebbero continuare a seguire in maniera equilibrata e responsabile il percorso educativo dei figli nati dalla propria unione.

Purtroppo, spesso, non è così: i figli, soprattutto minorenni, si trovano a subire gravissimi disagi e traumi psicologici derivanti dalla sconsiderata conflittualità genitoriale, coinvolti loro malgrado in deprecabili strumentalizzazioni.

Dietro il mare di separazioni registrate ogni anno in tribunale ci sono spesso storie tristissime, brutali, di bambini utilizzati come merce da ex coniugi che nella guerra non si risparmiano nulla, neppure l’orrore di contendersi l’affetto degli figli e magari influenzarli con falsità.

Il percorso della Giustizia è lungo e si ha bisogno di Giudici che sappiano giudicare con equilibrio e che rispettino le pari opportunità tra coniugi senza propendere esclusivamente per la moglie, se questa si è resa colpevole di accuse strumentali.  Anche ai papà devono essere riconosciuti i loro diritti e non avere la peggio a prescindere.

In realtà i minori vengono affidati nella quasi totalità dei casi prevalentemente alla madre, che continua, di solito a comportarsi come nel vecchio regime dell’affido esclusivo, tenuto anche conto che il padre vede i propri figli sicuramente con cadenza periodica molto inferiore al tempo che gli stessi passano con la madre. Certo vi sono rari casi in cui accade il contrario, ma anche in tali eccezioni il comportamento è lo stesso, sarà il padre a stabilire l’indirizzo principale della vita dei figli e la madre a subirlo.

E così l’iter dell’affido che  stabilisce chi dei due coniugi sia più indicato per crescere il figlio e quante ore e giorni possa trascorrere con l’altro, riserva spesso contese micidiali e strascichi di ogni tipo.

Vi sono padri snaturati ma anche madri snaturate e l’affido congiunto che poteva essere un  buon sistema per cercare di riavvicinare un genitore ai propri figli,  sembra aver  ottenuto  pochi risultati.

Il matrimonio, anche per l’influenza del Vaticano, in Italia ha un ché di sacralità, e quando si scioglie comporta rancori e ripicche che si protraggono per anni da parte dell’uno e dell’altro coniuge.

Pertanto, ad oggi si parla di affido condiviso ma in realtà i coniugi separati continuano a convivere con il solito vecchio affido esclusivo. L’unica cosa positiva, per il movimento dei padri separati è di poter avere più tutela giudiziaria, ma, con i tempi odierni della giustizia, cui non si fa colpa ai giudici ma ad un sistema privo di mezzi, tale giustizia potrà mai essere effettiva?

 

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2 thoughts on “A Pomeriggio 5 i figli contesi!

  1. Sono un papa’ di un bimbo di 2 anni e mezzo, al quale da febbraio 12 non e’ stato più possibile vivere con suo figlio cristian in modo sereno, oltre ad aver subito una pesante aggressione da parte della famiglia della madre facendomi andare in ospedale con gravi traumi con frattura della costola frattura del setto nasale e altri traumi all’ uscita dell’ospedale mi sono trovato di fronte a delle restrizioni pesanti e a dei capi di imputazione che devo rispondere in sede penale come violenza privata aggressioni e sequestro di persona che non mi hanno consentito più di vedere mio figlio, grazie ad alcune testimonianze sono riuscito a togliere queste restrizioni ma continuo a non vedere mio figlio. Chiedo di poter parlare con qualche responsabile per raccontare la mia storia. Se volete potete chiamarmi al seguente n 3923694031

    • Buongiorno, le questioni familiari sono delicatissime e complicatissime, ( anch’io sono separata e pago ancora le conseguenze legali e affettive ) – personalmente credo di non poterti essere utile ma il mio spazio è a tua disposizione, speriamo che qualcuno risponda al tuo appello – ciao

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