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by Loretta Dalola

La nuova cgil si tinge di rosa

6 commenti


Susanna Camusso neo Segretario Generale CGIL, ha partecipato come ospite alla puntata di “Che tempo che fa”,  la prima donna in oltre cento anni di sindacato, un dettaglio importante,  un segno della volontà del  Bel Paese di avere nel  lavoro un punto di riferimento e anche una forma di rispetto verso l’impegno femminile.

La crisi, i giovani, le scelte del Governo, le affermazioni di Marchionne sulla produzione in Italia, i rapporti con la FIOM e con CISL e UIL sono i temi affrontati durante la lunga intervista.

La Camusso pare avere le idee ben chiare sulle priorità del sindacato: “La Cgil è un’organizzazione collettiva che vorrebbe parlare del futuro, abbiamo una grande crisi sociale con i giovani che sono senza un futuro, disuguaglianze sempre più pesanti, storie drammatiche di rivendicazioni di diritti”.

Un quadro lucido della situazione attuale che evidenzia come i giovani siano fortemente penalizzati ma. questo non significa che il malcontento si debba “tradurre in rottura e violenza perché c’è anche una parte del Paese che è decisamente meglio di come viene rappresentato”.

La certezza di un cambio politico in Italia “potrebbe essere una prospettiva positiva per il paese”, afferma Camusso nel rispondere ad una delle domande poste da Fazio in merito all’incertezza politica in cui si trova l’Italia in questo momento, ed aggiunge  che la  “certezza politica che abbiamo avuto negli anni alle nostre spalle sia stata un grande danno per il paese”, perchè, spiega la dirigente sindacale “è stata una certezza di politica di attenzione alle questioni private e di disattenzione al paese. -“L’incertezza politica è un problema ma  fino ad ora c’è stata una disattenzione alle esigenze reali e quindi una prospettiva di cambiamento potrebbe essere meglio, del resto la maggioranza si sta sgretolando, salutiamo la fine di una stagione anche se ci vorrà ancora del tempo e immaginiamo una politica che si occuperà di problemi veri”

Nell’immediato bisognerebbe stabilizzare il precariato e prestare maggior attenzione al lavoro femminile creando le infrastrutture che agevolino il loro inserimento nel mondo del lavoro,  “Smettiamola di pensare al Ponte sullo Stretto – afferma indignata Camusso, facciamo piuttosto asili nido”. “Ai giovani occorre garantire la possibilità di decidere del loro futuro e questo si ottiene solo con il lavoro. Il futuro per i giovani si chiama lavoro. Il lavoro è un grande valore e deve essere riconosciuto e retribuito.  È un onore essere lavoratori”.

Infine, Camusso ricorda il prossimo appuntamento della Confederazione, dedicato proprio alle giovani generazioni, ossia la manifestazione nazionale del 27 novembre a Roma: ‘Il futuro è dei giovani e del lavoro’.

Con l’arrivo della pepata Lucianina il clima cambia, il suo modo di commentare alcune notizie della settimana viene inaugurato con la canzoncina: “Noi siam come le lucciole, andiamo tutte ad Arcore” che rende subito evidente dove l’attenzione ironica della comica piemontese si voglia concentrare. “Scusa Fabio, ma quante escort ci sono in Italia? Ma quando “lui” diceva che garantiva un milione di posti di lavoro intendeva quello”? . Lo sai che ha dichiarato che è meglio avere tante donne, che essere gay. –  Berlu, già tutte le volte che parli ti fanno il pelo e contropelo ma anche tu…scusa, anche se lo pensi non dirle certe cose!, – Guardi “sire” se adesso  vuole dire qualcosa anche sui negri, non dica neri, ma negri, anzi telefoni ad Obama e chieda di parlare con Bingo Bongo. E’ una cosa seria questa, io ho in affidamento due bambini e sai quanti documenti, inchieste, e lui in cinque minuti.”!

Arrivederci alla prossima settimana!

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6 thoughts on “La nuova cgil si tinge di rosa

  1. La trasmissione di Fazio la vedo sempre molto volentieri.

  2. Eh già è un gran bel vedere!

  3. Mi ha colpito la frase:” “Smettiamola di pensare al Ponte sullo Stretto – afferma indignata Camusso, facciamo piuttosto asili nido”.

    Giustissimo per quanto riguarda il ponte sullo Stretto di Messina. Dissento sugli ASILI NIDO. Se gli asili nido sono per i piccolissimi, questo significa che le madri devono tornare al lavoro troppo presto. Le madri dovrebbero potersi occupare dei figli per un periodo molto più lungo. I bimbi hanno bisogno della Mamma per molto tempo e non solo alla mattina e alla sera.
    Sviluppare il concetto avrebbe bisogno di molto più tempo e spazio.

  4. Posso condividere il tuo pensiero sull’importanza della figura materna nei primi anni di vita infantile, purtroppo ci dobbiamo scontrare con una realtà economica che non permette più alle mamme di fare solo le mamme – Quella di un unico stipendio che mantiene tutta la famiglia è diventato o un lusso o una favola – pertanto è necessario che le mamme possano affidare i lori piccoli in mani sicure, visto che forzatamente la società obbliga ad una sostituzione che sia professionale e seria

  5. Non sto inneggiando allo “stipendio unico”. Dico che la maternità va rispettata ed è lo Stato che dovrebbe aiutare “concretamente” le Mamme come avviene se non vado errando in Norvegia. Negli altri Stati europei non lo so. Lo Stato dovrebbe fare in modo che le Mamme possano fare le “MAMME”. In Italia è e, probabilmente, sarà un’utopia finchè a comandare sarà l’ingordigia e ………………
    I bimbi di oggi sono gli adulti di domani. Se gli diamo amore oggi sarà sicuramente meglio il nostro domani. Potrebbe sembrare una forma di egoismo. Che amore può dare un asilo nido anche se “professionale e sicuro”?
    Ciao.

  6. Scusa avevo poco compreso il tuo pensiero – concordo che sarebbe auspicabile un aiuto da parte dello stato che permetta alle “mamme di fare le mamme” in alternativa speriamo almeno costruisca “rimedi” alternativi. Oggi le donne devono fare i salti mortali per salvaguardare la professione e l’attività di madre.

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