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by Loretta Dalola

Il fascino del male

8 commenti


L’argomento scelto per la puntata pomeridiana di Rai 2 del programma in diretta “Pomeriggio sul due” è legato alla notorietà che trasforma in “star” i criminali.

Milo Infante introduce il tema da dibattere con gli ospiti collegandosi al dramma della scomparsa di Sara Scazzi che ha visto la cugina Sabrina protagonista fin dai primi giorni. Il profilo psicologico della ragazza accusata è apparso tanto in apparenza solare, egocentrico, manipolatore e sicuro di se, quanto intimamente insicuro, ipocrita e quindi ciecamente prepotente. Causa e conseguenza questi ultimi aspetti, anche dell’invidia e della gelosia stavolta letali. Una personalità negativa che riceve in prigione migliaia di lettere, insulti, messaggi da fan, tra chi l’accusa e minaccia e chi la sostiene esortandola a tener duro, c’è anche chi si fa avanti con proposte di matrimonio. Non è la prima volta che si sente un fatto del genere.

Ricordiamo, ad esempio, il matrimonio di Angelo Izzo, massacratore del Circeo. Nonostante questo bel curriculum, non gli sono mancate le spasimanti, e una di queste è anche riuscita nel suo intento: quest’anno ha sposato Daniela Papi, giornalista, che racconta, fiduciosa, che Izzo la rassicura dicendole che non le farà mai cattiverie e che la proteggerà.

La stessa fiducia in questo tipo di amore la accomuna ad Antonella D’Agostino, adesso signora Vallanzasca, per aver sposato Renato Vallanzasca, autore negli anni settanta di omicidi, rapine, sequestri ed evasioni. Con orgoglio definisce il suo un atto di amore e di speranza.

Erika De Nardo, protagonista, insieme ad Omar Favaro della strage di Novi Ligure mentre era in carcere, intraprese una fitta corrispondenza con un musicista veronese, Mario Gugole, definendola una storia seria.

Pietro Maso, che uccise il padre è stato oggetto di una proposta di matrimonio: mentre Alessandra, la sua fidanzata bolognese, gli stava vicino nei momenti di detenzione, una donna pugliese gli scriveva lettere firmandosi “Rosanna Maso”.

Ed ora è la volta di Sabrina spietata e bugiarda come Erika, manipolatrice e scaltra come Amanda (l’assassina dal visino acqua e sapone), anche lei capace di uccidere chi si fidava di lei come si uccidono gli insetti.  Anche lei capace di travestirsi, di dissimulare, di manovrare i media con talento diabolico. Entrare in carcere l’ha trasformata in una star è diventata una dark lady. Forse si aspettava il titolo di regina del male, come si addice  a una giovane signora che spietatamente ammazza congiunti, amici e conoscenti?  Non è forse anche lei un esemplare estremo di donna-maschio, mutazione antropologica di genere, nel senso più brutale e primitivo? Da sempre l’assassinio esercita un particolare fascino nella mente umana.  I media poi fanno da cassa di risonanza offrendo  al pubblico a casa la possibilità di  dividersi tra chi inorridisce e chi ne subisce il fascino perverso, creando il mito del male.  Miti temporanei che attirano l’attenzione dei media al punto che si perde di vista la vittima e così l’assassino ruba la scena alla persona sacrificata.

C’è da chiedersi perché i criminali peggiori ricevono proposte di matrimonio? Molte donne si avvicinano a loro con lo spirito da “crocerossina” pensando che questi condannati non dovrebbero essere da soli, ma che meritino comunque sostegno anche se non usciranno mai dal carcere, al grido di meglio balordi che santerellini, icone trasgressive di questa umanità decisamente complessa.  Pensiamo a Caravaggio dal carattere rissoso a Marlon Brando che   ha affascinato un’intera generazione femminile proprio perché non incarnava il bravo ragazzo,  per non parlare  di Marylin Monroe che è stata una  sicuramente una ragazza trasgressiva.

Esiste dunque una parte umana che sente il desiderio di “salvare” attraverso l’amore applicando  il concetto della redenzione oppure, semplicemente persone sole e confuse che indirizzano la loro affettività verso chi la legge è stato capace di infrangerla.

Un altro possibile agente scatenante, inconscio, è quello dell’essere attratte da un desiderio mitomane, lo stesso  che spinge molte donne tra le braccia di rockstar e personaggi famosi.

Sarebbe utile ricordare che sul piatto della bilancia  va messo anche il fatto che questi criminali vivono una vita infelicissima, in solitudine e se da una parte è vero che colgono il modo di apparire e essere famosi è solo per cinque minuti perché poi passano l’intera loro  vita in galera e non so fino a che punto valga la pena affiancarli.

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8 thoughts on “Il fascino del male

  1. Ho sentito anch’io, sconcertata, delle lettere arrivate a Sabrina in carcere. Non so cosa spinga questa gente a manifestare la solidarietà ad una persona del genere, forse la carità cristiana. Ma le proposte di matrimonio appaiono davvero troppo!

    Hai fatto bene a citare anche Pietro Maso perché, se non sbaglio, è stato il primo a trasmettere questo fascino del male. E forse il suo caso è stato il primo ad avere una grande risonanza mediatica.

    Ora Sabrina si gode il suo momento di celebrità, poi non so. Non sono tanto sicura che passerà tutti i suoi giorni in carcere. Troppo deboli gli indizi, troppo inaffidabile la testimonianza del padre. Prove certe non ce ne sono, a quanto pare.
    Sai cos’è che mi ha letteralmente sconvolta? Leggere che la dinamica dell’omicidio della piccola Sarah, almeno così com’è stata raccontata nella sua versione più attendibile, sembra il copione di una puntata di “RIS Roma” andata in onda lo scorso marzo. I punti di contatto sono tali da far accapponare la pelle. Ma davvero la Tv potrebbe influenzare a tal punto le persone -mentalmente instabili, direi- da suggerire la dinamica di un delitto?

  2. Marisa, tutto può influenzare in positivo ma anche in negativo, se leggo un giallo poliziesco a me non sfiora l’idea di trarne suggerimenti applicabili nella realtà, potrei fare apprezzamenti sullo stile narrativo e linguistico ma il tutto si esaurirebbe lì – vero è che in menti distorte avrebbe un altro impatto quindi è senz”altro imputabile alla realistica realizzazione di fiction e/o telefilm il fatto che alcune menti possano attingere e “copiare”, ma non accuserei solo il mezzo Tv. un abbraccio

  3. Non me la sento di essere serio. Sono dell’idea che, di fronte a tante “cavolate” la cosa migliore sia quella di considerare il proverbio:”Ogni medaglia ha il suo rovescio”.
    E quale sarebbe il rovescio di questa allucinante medaglia?
    A parte i cronisti che passano da un “orgasmo” all’altro, a guadagnarci sono le poste. Se tutti questi “svitati” ricevono molte lettere saranno le poste a guadagnarci… o no?
    Cercate di riderci sopra se non volete soccombere.

    • Come sempre riesci a cogliere un lato che a me era sfuggito…sorrido, altrimenti mi sento troppo seria e con l’attuale crisi a quanto pare i postini dovranno ringraziare tutta stà massa di “svitati”…

  4. …e non si dimentichi che potrebbe aumentare la produzione di “cacciaviti”.
    Non sarebbe male riuscire a “invitarne” qualcuno.
    Scaglia pure contro di me la prima pietra!

  5. Ah ma allora vuoi proprio essere terapeutico, ho sorriso, ho sorriso anche se oggi non tirava aria…

  6. Il più inquietante e’ la storia di Izzo con la giornalista. Cosa poi spinga a questo non l’ho mai capito,con tanta brava gente libera sentimentalmente….

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