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by Loretta Dalola

Parlare di eutanasia in Tv è ancora tabù

6 commenti


Si può essere come cittadini italiani, entusiasti o disgustati  per quello che sono riusciti a fare e a dire, in Rai, Saviano, Fazio e i vari ospiti, suscitando emozione e raccogliendo un ascolto-record. Quello che ancora mi lascia stupefatta è l’abuso del potere cattolico che, di fatto  impedisce alle persone di aver una visone autonoma su tematiche delicate e assolutamente personali come l’eutanasia, che ritengo, una volta presa debba essere una decisione non priva di sofferenza e sicuramente vada discussa caso per caso e non in modo  semplicisticamente generalizzto.

Il quotidiano dei vescovi ‘Avvenire’ attacca e critica la trasmissione di Rai tre ‘Vieni via con me’, di Fabio Fazio e Roberto Saviano, dedicata al caso di Eluana Englaro. Con due lunghi commenti il giornale dei vescovi parla di “Chiesa nel mirino” e di “propaganda eutanasica”.

Roma, 18 nov – ”L’Italia civile e degna di spazio e ascolti sarebbe quella che anela alla ‘conquista’ dell’eutanasia, quella di Fazio e Saviano, di Fini e Bersani, di Englaro e Welby?”. E’ la domanda polemica che si fa oggi il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, rispondendo alla lettera di un lettore per criticare la ”tv Faziosa” di ”Vieni via con me”, fatta di ”colpi bassi” e ”anti-cattolica”. ”C’e’ un tempo – scrive – che sembra non passare mai, anche in certa tv di successo: lenta e inesorabile come la venerazione per i santoni di turno che mette in scena e manda in onda. E’ il tempo del fastidio iper-statalista e anti-cattolico. Un tempo che purtroppo abbiamo imparato a conoscere, che non ci sorprende ne’ sgomenta”. ”C’e’ tutta un’altra Italia – prosegue -, che la tv (anche la tv che e’ servizio pubblico) snobba e per la quale non ci sono le tribune delle proclamate trasmissioni intelligenti e neppure di divanetti dei pomeriggi chiacchieroni. E’ un’Italia che fa famiglia, che lavora e che resiste, che ha il senso della comunita’ e tiene la persona al primo posto, che sta coi suoi malati e i suoi anziani”.

Forse mi sarò distratta durante la trasmissione o forse semplicemente l’età che avanza non mi permette una lucida ricostruzione mnemonica ma, non mi sembra di aver colto nelle parole di Mina Welby, moglie di Piergiorgio e Beppino Englaro, padre di Eluana un attacco ai valori della famiglia e della persona.

Credo di aver capito che si volesse puntualizzare che il  fine vita e il diritto o meno di disporre del proprio corpo nelle fasi terminali dell’esistenza rende fede al credo e alle convinzioni, se non altro, di molti italiani.  Parlare dell’argomento in Tv  penso vada visto e ascoltato a prescindere da come la si pensi su questi temi così difficili, che scuotono la coscienza di tutti e sui quali, forse la politica e la chiesa  è bene  facciano un passo indietro, rispettando di più la volontà e la coscienza delle persone coinvolte e dei sanitari che li assistono con responsabilità e professionalità.

Due storie lette in diretta tv, due storie d’amore, due storie di dignità, due storie difficili da superare che lasciano un senso di amaro in bocca se si pensa che Piergiorgio Welby non avrà le esequie in chiesa, a differenza di boss e criminali, come ha sottolineato Saviano

Visualiza altro: http://www.asca.it/news RAI__AVVENIRE__DA__VIENI_VIA_CON_ME__COLPI_BASSI__BOICOTTARLO-967347-ORA-.html

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6 thoughts on “Parlare di eutanasia in Tv è ancora tabù

  1. Io sono d’accordo con te, nella trasmissione ritengo si sia solo ribadito il diritto di ogni essere umano a morire con dignità. Certo che la Chiesa potrebbe occuparsi di problemi spirituali e lasciare ai cittadini il diritto di occuparsi dei fatti terreni. …ciao

  2. l’enorme difficoltà collegata alla tematica mi porta a dire che ognuno dovrebbe avere il diritto di affrontarla senza l’aggravante di dover anche fare i conti con la religione…

  3. @Loretta
    Come si fa a non fare i conti con la religione? Ne siamo intrisi. Ci hanno educato così e quello che ci hanno detto quando eravamo molto giovani è scivolato profondamente e si è radicato in noi.
    Devo piuttosto dire, parlando di religione o religioni che, e lo dico in modo serissimo, qualche sera fa ho visto il Gerry Scotti che, nella sua trasmissione “VUOI DIVENTARE MILIONARIO”, presentando una concorrente italiana convertita all’Islam, è arrivato a farci credere, per bocca di quella donna, che l’Islam può farci vivere con amore e armonia; sottinteso meglio di come viviamo noi cristiani.
    Non so se qualcuno ha visto la trasmissione! A me non è piaciuto.

    • Ho assistito solo alla sue fasi finali, quindi non posso replicare – ti confesso che vedendo quel viso simpatico, affabile e preparato avevo pensato che fosse un bell’esempio di possibile integrazione…ora la faccenda assume aspetti diversi, ma come anticipato non posso esprimere un’opinione non avendo seguito lo svolgersi dell’evento da te citato

  4. Il problema è che non se ne può parlare da nessuna parte e, tanto meno, in parlamento!

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