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by Loretta Dalola

Valentina difende la sorella

17 commenti


Pomeriggio 5, esamina l’altra faccia del dramma di Avetrana. Valentina la sorella di Sabrina, indagata per aver ucciso la cugina Sarah, dopo le confessioni del padre Michele, Valentina che  ha deciso di voler rimanere accanto a mamma Cosima e per questo è tornata nella “villetta dell’orrore”,  Valentina che non ha mai smesso di sostenere e difendere la sorella. Valentina che ha un padre e una sorella in carcere.

Di quella che un tempo era una famiglia c’è rimasto ben poco eppure lei è li a difendere i suoi affetti. “E’ mio padre e io gli voglio bene. Non lo abbandonerò anche dopo quello che ha fatto che è imperdonabile”.

Non crede alla colpevolezza della sorella e si stringe accanto alla madre. Una  donna distrutta ma anche combattiva e fiduciosa che, Sabrina possa tornare a casa, convinta della sua innocenza: “Mia sorella è innocente”. Questa è la cosa più importante!” – Valentina non difende il padre che si è autoaccusato dell’omicidio ma continua a difendere sua sorella che, proprio sulla base della confessione di Michele Misseri si trova in carcere con l’accusa di concorso in omicidio e sequestro di persona.

“La nostra era una famiglia normalissima. Papà sente la nostra mancanza, e io sento la sua e quella di Sabrina: però Sabrina è innocente mentre papà sappiamo che ha ucciso Sarah”.

Valentina ne è certa, in realtà l’unica cosa certa di questo dramma che si trascina giorno dopo giorno è il fatto che Michele Misseri ha occultato il cadavere e di questo è colpevole,  il resto è ancora tutta una verità da accertare. Quello che è altrettanto certo è che  la vita di questa famiglia “normalissima” è decisamente cambiata, la Tv con il suo potere  realistico è entrata di prepotenza tra le sue pieghe delineandone il ritratto. Tantissime le trasmissioni che hanno fornito materiale preziosissimo.  Telecamere accese 24 ore su 24. Notizie scioccanti in diretta. Aggiornamenti continui. Opinionisti in servizio effettivo permanente e migranti di studio in studio. Interventi a sorpresa, anche via sms, della famiglia coinvolta. Schede video con approfondimento sui protagonisti.

Un vortice di emozioni contraddittorie: lacrime, indignazione, commozione, speranza. L’allucinante omicidio di Sara Scazzi ha occupato e occupa gli schermi televisivi.

La Tv poteva agire diversamente? In modo più discreto e garbato? Di certo è stata utile, in maniera cruda ma, utile, non si è sostituita alla giustizia ma, sicuramente si è affiancata come mai prima facendoci prendere coscienza che siamo in una evoluzione della Tv verità.

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17 thoughts on “Valentina difende la sorella

  1. Che tristezza questa storia!!! Quando il nemico è travestito da amico è molto difficile difendersi!!!!

  2. La tristezza è tutta nel fatto che, se continua così, verrà presto prodotto un “Colossal”. Quando ho capito che si trattava di quella storia che sta continuando a produrre (scusami) orgasmi a ripetizione non ho finito di leggere l’articolo. Peccato perchè il nome “Valentina” mi è sempre piaciuto, quando Sabrina è inflazionato.
    Ciao

    • Come avrai notato me ne sono occupata poco (c’era già tanta produzione e di tanti tipi) però l’aspetto di chi subisce una tragedia e si vede suo malgrado modificata la vita è decisamente materia di riflessione – indipendentemente dagli eventi passati, presenti e futuri, una donna di nome Valentina si vedrà costretta a convivere con il peso di questo fatto e diventerà per sempre: la Valentina sorella o figlia di…non facile da gestire.

  3. Io non ne posso più di sentire e vedere la televisione parlare di questa storia, va bene il diritto di cronaca ma qui si tratta di accanimento terapeutico.

    • Credo che si sia arrivati ad un punto di non ritorno, la Tv ha svolto un ruolo nuovo affiancandosi e di fatto influenzando chi si occupa di giustizia e volenti o nolenti in futuro dovremo tenerne conto, come ho scritto credo ci si trovi difronte ad una evoluzione del mezzo.

  4. Più che accanimento o altro, vi è una morbosa voglia da parte della gente di seguire questo episodio, perché di episodio si tratta, non unico nel suo genere, senza elementi straordinari, ma semplice e crudo squarcio nelle vicende di un omicidio come tanti ne avvengono nel mondo. È giusto tacere? No, non lo penso, ma anche accrescere a dismisura le cose, renderle più macabre, più leggere o anche solo diverse da quello che sono è sbagliato. La gente si droga di questi avvenimenti, come se un fatto come questo mette in discussione tutto il mondo che ci circonda. Oh, una famiglia normalissima si è sfaldata! Lì era la pazzia, occhio al proprio vicino! Ovunque potrebbe esserci un assassino!
    Cosa c’è di nuovo in tutto questo? Non scriveva forse Allan Poe, nel lontano diciannovesimo secolo, storie simili? Non erano forse le persone comuni a commettere i più efferati omicidi per poi costituirsi?
    http://it.wikipedia.org/wiki/Il_cuore_rivelatore
    Direte: è un racconto. Sicuri però che Edgar fosse semplicemente un abile immaginatore di realtà? O forse è sempre esistito un germe marcio di pazzia nella società? Valori famigliari spezzati sento ripetere a molti. Come può un uomo fare una cosa tanto orribile? “Quoque tu…” vi dice niente? Caino, Abele… nuovi vuoti? Succede, è sempre successo e continuerà a succedere anche nel futuro del nostro mondo. Cos’altro si può dire allora se non che tutto questo trambusto non è altro che un modo di far soldi, di riempire pomposamente testate di giornali e tener imbambolati gli italiani difronte alle televisioni. Ora vi chiedo: se si scoprirà poi che è stata Sara, o solo il padre, diciamo quando il caso sarà archiviato, vi indignerete ancora per ciò che è accaduto? Oppure riscuoterete le vincite delle vostre scommesse e finirete per dimenticare la nuova Cogne?

    • Lucidissima analisi di fattori umani collocati all’interno di una società affamata di novità da sfruttare ed esaltare sia che esse siano di natura emotiva che di natura economica – l’uomo è di per sè complesso e non mi meravigliano reazioni e pulsioni apparentemente “anormali”, come non mi meraviglia più l’enorme sete di dettagli nel pubblico, lo stesso che semplicemente sta a guardare i soccorsi in un incidente sulla strada, magari anche interferendo negli aiuti…forse animato dal gusto egoistico del “sono qui ad assistere ma, non sono il protagonista”!

  5. @Mirko
    Gisto ieri ho sentito alla radio che parlavano di un libro di Marco Malvaldi (IL RE DEI GIOCHI); sembrerebbe, dal libro, che tutti noi potremmo essere degli assassini. Questo è quanto mi sembra di aver captato e che ora ho un poco collegato a quanto avrebbe scritto il buon Edgar. Sto cominciando a pensare alla mia prossima vittima (sarebbe la prima).
    Era bella la casetta di Cogne con la neve!

  6. Tu non potresti ammazzare nessuno, sei stato troppo vicino al dolore per non esserne sensibilizzato o mi sbaglio?

  7. @ Quarchedundepegi
    Ammetto che una mezza mania omicida mi sia passata per la testa nel tentativo di leggere il tuo nick! O_O
    Comunque sì, non è male come idea quella dei potenziali assassini e nemmeno tanto lontana dal vero. Ammettiamo per un attimo che ci si trovi difronte un pluriomicida che annovera tra le sue vittime anche membri della nostra famiglia. Mettiamo ora il caso che noi siamo in possesso di un’arma da fuoco e lui è in fuga. Ora, non c’è modo di attirare l’attenzione degli altri, ne di chiamare la polizia perché faccia giustizia arrestandolo. Cosa fareste? Io la mia risposta ce l’ho.
    Analizziamo poi un caso ancor più sottile, seppur in molti non la penseranno come me. Un nostro caro amico nuota in mare, uno squalo attacca e lui, nel caso fosse stato soccorso, avrebbe avuto molte più possibilità di salvarsi. Cosa fareste voi, se foste completamente terrorizzati da quella pinna che s’avvicina?
    Questi poi sono solo esempi di situazioni estreme, come di molte se ne potrebbero o meno presentare nella vita. È facile dire che siamo una società buona e che mai e poi mai l’idea dell’omicidio, sia esso colposo, doloso, preterintenzionale o altro, ci potrà passare per la testa. L’uomo, inteso come essere umano nella sua interezza, è e rimarrà sempre un animale, mammifero per la precisione. Come tale potrà sempre sussistere un momento in cui egli lascia predominare l’istinto. La potenzialità di essere assassini è in noi, lo è sempre stata e sempre lo sarà. Lo scopo della società, dell’educazione e dell’intelligenza è proprio quello di eliminare, o almeno tentare di farlo, gli istanti in cui il raziocinio smette di funzionare. Per questo esiste la legge, per questo ci viene insegnato a relazionarci con posatezza e gentilezza, proprio per questo ci viene inculcata in testa la forte relazione di “fuori dalle regole”=disgusto personale. Tutto ciò non serve ad altro che controllare i nostri istinti e gli assassini che noi potremmo diventare.

  8. Mi scuso con Quarchedundepegi per l’usurpazione della replica al quale non nego di certo il diritto al suo commento personale –

    Non fa piacere a nessuno ammettere la latente pulsione aggressiva presente nell’essere umano sta di fatto che dobbiamo conviverci e abituarci a tenerla a freno – il suo controllo è indice di civiltà il contrario origina la violenza che è una forma specifica di forza, il cui scopo è danneggiare o distruggere l’altro.

  9. Non hai usurpato proprio nulla. Va benissimo quello che hai scritto.
    Intanto io penso alla mia prossima vittima… Ah Ah Ah!!!!!!!!!!

  10. Oggi, guardando L’Arena di Giletti, ho apprezzato moltissimo la Zanicchi che, con la consueta schiettezza, pur trattenendosi dal dire che “ne ha le palle piene”, ha chiaramente detto che sarebbe ora di finirla.

    Quello che non sopporto, poi, è l’immancabile presenza dei legali. Preparano, forse, le strategie difensive negli studi televisivi?
    Senza contare che l’avvocatessa che si era offerta -con chissà quale tornaconto in pubblicità- di difendere Sabrina, qualche ora dopo l’intervista trasmessa in diretta da “Quarto grado”, lin cui sembrava così partecipe della sventura della povera ragazza innocente, ‘ha scaricata.

    Provo disgusto per tutti questi dibattiti in cui, pur non avendo intenzione di seguirli, m’imbatto quotidianamente, visto che non si parla d’altro.

    Come ha detto la Zanicchi, sarebbe ora di recitare il “Requiem aeternam” per Sarah e Amen.

  11. Salomonico commento, ma non credo sia finita qui…abbiamo oltrepassato il confine dei ruoli (giustizia e pubblico) ed a questo punto non si può tornare indietro

  12. Che di sarah scazzi non se ne po’ più…s’era capito da tempo,. Purtroppo la televisione nazionalpopolare o si occupa delle zoccole del premier..o di queste cose; altro non esiste in italia. Se ti occupi dei cassaintegrati sei di sinistra, se ti occupi delle ville ad antigua..sei un rivoluzionario..se ti occupi della mafia in lombardia..minimo sei un diffamatore.
    Vietato poi dire che stiamo male…tutto va bene…l’ottimismo prima di tutto, Vespa scrive un altro libro e qualche migliaio di pirla lo compreranno anche.
    Ed allora i “poveri” giornalisti si occupano di omicidi..e cavolate simili. Di cosa vuoi che parlino o scrivano? Tengono famiglia..non possono mica rischiare il posto di lavoro.
    a.y.s. Bibi
    P.S. a proposito, per evitare ulteriori rotture di coglioni..Sarah scazzi l’ho uccisa io ma non concedo interviste e l’ho fatto perchè ero incazzato e non sapevo cos’altro fare.

  13. E’ un Italia traballante che dovrebbe fermarsi e rivalutare il concetto di informazione visto che il ruolo dell’intrattenimento è coperto benissimo…

    Visto che finalmente abbiamo appurato la verità e possiamo ritornare a trascorrere notti tranquille ci resta solo l’enigma riguardante la punizione da assegnarti…ci pensi da solo?

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