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by Loretta Dalola

UN POMERIGGIO IN TV

5 commenti


Pomeriggio in casa, di relax davanti alla Tv, telecomando alla mano inizio ad esercitare il mio potere di moderno spettatore, facendo zapping.

Rai 1Se…a casa di Paola, programma che vuole tenere compagnia al pubblico della fascia pomeridiana, condotto da Paola Perego che dichiara: “L’intenzione è quella di raccontare, ogni giorno storie di vita. In tanti ci hanno già scritto chiedendo di partecipare. Oggi la gente, si affida sempre di più alla televisione perché sente la necessità di dire la sua, comunicare qualcosa. C’é chi vuole denunciare un problema. Chi ha bisogno di un’opinione, chi magari vuole cercare qualcuno che ha perso di vista. Una trasmissione aperta e senza paletti o scalette fisse, che vuole comunicare con un linguaggio semplice e diretto”.

Ed eccomi allora dentro lo studio in compagnia di Massimo Perla e di uno dei tanti cani che lo accompagnano nella vita e nel lavoro.

Trentasette anni con i cani, lo hanno portato a scrivere un libro:”Io sto con i cani” e aggiunge  “anche con i padroni”, e la fatica è quella di cercare di mettere in comunicazione entrambi, compito non sicuramente facile. “Io parlo di educazione non di addestramento, i cani sono abitudinari l’importante è la coerenza e la comprensione, se usiamo questa accortezza non esiste difficoltà tra uomo e animale”.

Parole in cui si sente a pelle il suo amore per i quadrupedi pelosi, lo stesso sentimento che ha messo nelle pagine del suo libro per raccontarci storie, segreti e consigli di un grande addestratore che svela tutti i suoi segreti attraverso la sua vicenda personale, quella di un uomo che “sta con i cani” fin da quando era ragazzo e che ha fatto della cinofilia la sua professione.

Storie dei tanti cani-star che hanno recitato in decine e decine di film e spot, educati con il metodo del “rinforzo positivo” che comunica a chi lo riceve che sta facendo la cosa giusta e che se continua a farla, oltre a far piacere al trainer, riceverà un premio.

I lettori impareranno, in maniera divertente, mille trucchi e segreti per l’educazione del proprio amico a quattro zampe, l’amico vero che come nessun altro è in grado di riempirci sempre di gioia, l’amico che oggi è un vero e proprio componente della famiglia e un amico per la vita.

“Meglio avere un cane amico che un amico cane”!

Zapping…ed eccomi nello spazio televisivo di Pomeriggio sul 2 di Rai2, che vuole capire perché la cronaca nera riscuote così tanto successo? Ospiti e filmati sviscerano qual è l’interesse principale del pubblico che ieri come oggi è attratto dalla cronaca della vita.

Paura che possano esistere i meccanismi che portano a commettere atti criminali anche dentro di noi o semplicemente la voglia di conoscere il nome dell’assassino?

Il cinema e la letteratura horror da sempre sfruttano e con successo il concetto di paura dell’essere umano, la paura che viene esorcizzata perché si possono osservare gli sviluppi dall’esterno come spettatori e quindi protetti.   E’ sotto gli occhi di tutti la morbosa curiosità che ha accompagnato e accompagna il caso di Avetrana dove il giallo e il noir si intrecciano tra luci e ombre creando un’ondata emotiva molto forte, una fiction reale che nasconde il sottile fascino del “non è capitato a me”.

Il dramma del capire per sfatare, del comprendo dunque sono, ci ha portati dall’appuntamento domenicale della messa, ai centri commerciali ed ora dentro i luoghi dell’orrore, un’ansia maniacale per i casi delittuosi dell’oggi dove la gente si sente parte della tecnologia e allora, tutti in pullman per la moderna gita fuori porta, ovvero verso la casa dell’orco.

La Tv ci sbatte in faccia che il male esiste.  Una Tv che si è sostituita  ai grandi classici e aiuta a riflettere e a prendere coscienza che il male può essere anche dentro una famiglia normale.  Una Tv che non va tuttavia enfatizzata per non rischiare di perdere di vista la morte, il dolore, la vittima.

 

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5 thoughts on “UN POMERIGGIO IN TV

  1. Ciao ho visto che hai cambiato il vestito!!! Hai fatto bene, ogni tanto bisogna cambiare!!! Ciao un saluto!!!

    • mi sono scordata di dirti che il nome “il segno che resta” mi piace molto essendo Derrida il mio filosofo preferito!!!! Lui è un sostenitore della scrittura rispetto alla parola!!!

  2. Grazie sei sempre attenta, delicata e discreta – ho cambiato look perché il tema cominciava ad essere inflazionato pertanto ho preferito utilizzare un campo visivo più differenziante – sono affezionata al concetto di lasciare un segno sempre e comunque…

  3. Ho imparato tante cose, qui da te. La più bella di oggi, è che esistono persone come il signor Massimo Perla, che amano i cani.
    Anche a me piacciono, ma temo che in città soffrano nel restare sempre chiusi in casa. In compenso ho un gatto rosso, molto bello che si chiama Leone, ma che risponde solo se lo chiamo NINNI.
    Nel rispondere al tuo commento al mio blog, mi sono dimenticata di dirti che il mio blog è nato con l’aiuto di Silvana, tra l’altro bravissima anche con il computer, ed è lei che mi aiuta a rimettere a posto le cose, quando io le scombino.
    Eccezionale Silvana e molto bella anche la figlia.
    Ciao Loretta, ti saluto come faccio sempre con un abbraccio.

  4. L’abbraccio me lo prendo tutto da una poi che si chiama “speradisole” come potrei farmelo sfuggire…grazie per il tuo contributo – seguo Massimo Perla da anni, ha sempre applicato metodi e principi di educazione dei cani che condivido, nessuna violenza, ma comprensione con conseguente accettazione e collaborazione – far apprendere un cane con le botte è un metodo efficace, il risultato è lo stesso ma io preferisco di gran lunga quello del confronto e della condivisione – mi sembra più equo da entrambe le parti – ti aspetto e alla prossima

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