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by Loretta Dalola

POMPEI SI SGRETOLA, addio ad altri due muretti

10 commenti


Piove e Pompei continua a crollare.

Nell’area archeologica  è la volta di due muretti, due pareti non affrescate ma, pur sempre due pareti di Pompei, l’antica città vesuviana che aveva conservato il suo  splendore e lo avevo mostrato a noi dopo secoli.

Piove e Pompei sta letteralmente crollando a pezzi.

Dopo il  muro di contenimento nella Casa del Moralista e quello che provocò la distruzione della Schola Armaturarum, quest’ultimo cedimento riaccende le polemiche sulla gestione dell’area degli scavi. Come di norma a seguito del fattaccio nel nostro paese, si inizia a praticare il vero sport nazionale: il gioco dello scaricabarile. Tante polemiche, tanti colpevoli che si passano la palla ma, nessun responsabile.

Stiamo perdendo una grandissima scenografia a cielo aperto, a causa d’infiltrazioni di acqua, che minacciano anche la memoria storica e che di fatto fanno franare un passato glorioso.

Stiamo perdendo Pompei la città unica al mondo, la città sommersa dalle fiamme e dalla  cenere che una tragedia del passato ha conservato per noi e che ha permesso a molti studiosi di scoprire le fondamenta della storia del nostro Paese.

I visitatori camminando per le strade della città sepolta, della città dove il tempo si è fermato avranno ancora la possibilità di percepire la vita, le usanze, i costumi, di una popolazione che incantava con il suo fascino?

Una città in cui ogni singolo pezzo di mosaico o di pietra mostra e conserva le memorie di un popolo, potrà essere ancora un luogo visitato da molti?

Gli ultimi crolli di Pompei ci hanno costretto a riflettere sullo stato di degrado del patrimonio artistico  e monumentale italiano nel suo complesso che da tempo sotto i colpi dell’incuria, dei brutali tagli di bilancio, delle continue riduzioni del personale e del menefreghismo sta andando alla deriva, mancano i soldi, mancano gli uomini. E ormai mancano anche la passione e l’entusiasmo.

La manutenzione del sito, sicuramente, richiede un impegno costante che non può essere trascurato o rimandato. I siti archeologici, i musei, i monumenti, gli archivi, le biblioteche non sono solo un patrimonio culturale; sono segni che restano per le generazioni future, sono un monito per non dimenticare il  corso della storia e per continuare ad amarla.

Per salvare Pompei forse servirebbero milioni di euro da investire in restauri e interventi strutturali. Ma per farlo ci vorrebbe un vera politica culturale.

Una politica che smetta di considerare la tutela come una spesa improduttiva, quasi un inutile peso che l’Italia è costretta a portare a causa del suo storico passato.

Forse è  chiedere troppo.

L’Italia è il paese turisticamente più visitato al mondo, grazie ai suoi paesaggi naturali e archeologici: se la politica avesse più lungimiranza, investirebbe per prima cosa su i nostri beni culturali e ambientali.  I beni culturali sono già lì, non bisogna costruire niente, non inquinano, sono belli perché armonicamente inseriti nel paesaggio. Occorre solo conservarli, studiarli con le moderne metodologie di ricerca e quindi valorizzarli,  favorendo un  clima di interesse culturale  che ne faciliti la fruizione.

Sicuramente è  chiedere troppo.

Quest’ultimo crollo è una nuova sciagura che ha investito uno dei simboli non solo dell’archeologia nazionale ma di quella mondiale, ed è una  ferita  grande  e profonda in un Paese che ha deciso consapevolmente di mutilare il suo passato.

A questo punto e con tanta tristezza sarebbe meglio che Pompei ritornasse nel suo passato, che venisse di nuovo sommersa dalle ceneri, nel tentativo estremo di preservarla da ulteriori danni causati da questo insensibile, contemporaneo disinteresse, verso il patrimonio artistico italiano.

 

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10 thoughts on “POMPEI SI SGRETOLA, addio ad altri due muretti

  1. Mi spiace doverlo ammettere..ma secondo me l’unica speranza di salvare Pompei…è un’altra eruzione del Vesuvio che la sommerga un’altra volta con una coltre di cenere e lapilli conservandola per un’umanità migliore.
    Certo…l’ideale sarebbe che questo avvenga mentre il Miglior Presidente del Consiglio del Mondo..fosse in visita al sito..ma questo è forse pretendere troppo, basterebbe che ci fossero Bondi e Capezzone.
    a.y.s. Bibi

  2. Loretta, hai ragione, considerando chi ci sta governando, volere la salvaguardia del nostro patrimonio culturale è decisamente chiedere troppo. Purtroppo è tutto calcolato, nulla è lasciato al caso: per continuare ad occupare i posti di potere bisogna lasciare nell’ignoranza le persone che li votano… che tristezza.

  3. triste e amara constatazione aggravata dal fatto che ho sentito che è stato rifiutato l’intervento del volontariato per timore che eventuali occhi neutrali possano testimoniare il cattivo uso dei soldi pubblici…verso quale futuro ci stiamo incamminando?

  4. Ho visitato Pompei solo una volta 14 anni fa in gita scolastica e mi ricordo che mi è piaciuta tantissimo, è un vero peccato che vada in rovina!!! Questo è un momento molto difficile per l’Italia!!!
    Alla prima occasione devo tornarci e scattare tante foto per ricordo prima che crolli tutto!!!
    Comunque questa pioggia ha provocato frane e allagamenti vari anche dalle mie parti e non solo … es. Veneto.
    Spero che vengano presi dei provvedimenti per salvare Pompei ed anche tutte le zone che hanno subito dei danni!!!!

  5. Lo speriamo tutti ma restiamo col fiato sospeso…

  6. Ho capito che piove molto ma sarà già piovuto così anche in passato, o no?
    Secondo me anche Pompei non ne può più di questo governo e pur di non vederlo proseguire nell’opera preferisce disfarsi pezzo per pezzo.

  7. Forse hai ragione ma, preferirei che resistesse ancora un pò, il tempo della rivoluzione dovrebbe essere degli umani non dell’arte…

  8. Il continuo contibruire a mandare in malora ciò che i nostri predecessori ci hanno lasciato,è uno spregio che i nostri figli nipoti o altri non vedranno mai.Siamo il paese con il più alto tasso di opere d’arti al mondo,e ce lo stiamo sgretolando fra le mani,fra un pò addio anche a quel turismo che poteva darci una mano nella ripresa.
    Ciao a presto Lidia.

  9. AAAHHH che dolor doverti dare ragione, la Patria della cultura, grande vanto del passato sta inesorabilmente diventando trapassato…

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