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by Loretta Dalola

ARTE in TV

10 commenti


Sabato pomeriggio l’arte in televisione si chiama: Art news il magazine settimanale di RAI Educational condotto da Maria Paola Orlandini.

Reportage da festival, mostre ed eventi, opinioni e polemiche dal mondo dell’arte, raccontati nei vari servizi che compongono la puntata.

“Parlate pure male di me, purché se ne parli”.

Questo celebre aforisma di Oscar Wilde si adatta perfettamente alla parabola di Damien Hirst, il più quotato ed eccentrico artista vivente, che provoca polemiche e dibattiti tra quanti lo ritengono un genio innovatore e quelli che lo considerano più semplicemente un furbo.

Quest’artista ha la capacità di trasformare in oro tutto quello che tocca, insofferente alle regole del mercato dell’arte  le ha sovvertite, vendendo direttamente le sue opere. Al Palazzo Vecchio di Firenze dal 26 novembre 2010 al primo maggio 2011, sarà possibile ammirare un’opera assai discussa che ha provocato le reazioni di molti: “For the Love of God”, un teschio tempestato di diamanti, dal valore di 100 milioni di euro.

Un vero e proprio oggetto di culto dell’arte contemporanea. E’ un calco di platino di un teschio umano in scala reale, tempestato di 8.601 diamanti al massimo grado di purezza o con pochissime imperfezioni, per un totale di 1.106,18 carati. Sulla fronte ha incastonato un grande diamante rosa a forma di goccia anche noto come ”la stella del teschio”. I denti sono stati ricavati da un cranio vero del Settecento acquistato da Hirst a Londra.

Realizzato nel 2007 ed esposto, finora, solo a Londra, nella galleria White Cube di Hirst e al Rijksmuseum di Amsterdam nel 2008, il teschio sarà collocato, all’interno di una teca protettiva, nella Camera del Duca, accessibile dallo Studiolo di Francesco I. E’ il più ambizioso lavoro di oreficeria realizzato e non ha precedenti nella storia dell’arte, l’opera che vuole vincere la morte è un amuleto sotto un certo aspetto,  rappresenta un tradizionale “memento mori”, un oggetto che parla della transitorietà dell’esistenza umana. Al tempo stesso rappresenta la morte come qualcosa di infinitamente più implacabile vuole vincer la morte mettendocela davanti agli occhi.

Sta a noi decidere: genio o ciarlatano?

Capolavori europei e balletti russi di Diaghilev in mostra a Londra, al Victoria and Albert Museum ospita “Diaghilev e l’epoca d’oro dei balletti russi dal 1909 al 1929”: costumi di scena, disegni, foto, rari filmati e dipinti che ripercorrono la straordinaria carriera dell’impresario russo, sullo sfondo di uno dei periodi più tormentati della storia europea. Una panoramica sui Ballets Russes, che davvero segnarono un’epoca, e sul loro strabiliante “inventore” Sergej Diaghilev che creò la fusione tra danza, musica, arte e moda.

Con questo genio innovatore  che scioccava con la sua franchezza sulla propria omosessualità hanno collaborato molti grandi da Claude Debussy a Maurice Ravel, Sergej Prokofiev, Ottorino Respighi, Gioachino Rossini ma anche  i pittori che hanno creato le scenografie e i costumi per i Balletti Russi: da Pablo Picasso, che collaborò stabilmente con Diaghilev durante la guerra, a Giorgio De Chirico e Jean Cocteau. Scoprì e lanciò Vaslav Nijinsky, sancendo con il suo appoggio e la sua passione l’ascesa e il declino di questa leggenda della danza classica del quale ne divenne amante.

Attraversando le sale, si osservano i video con la ricostruzione dei balletti, i costumi corti disegnati da Chanel che rivoluzionarono lo stile della danza e che pagò personalmente il funerale dell’amico rimasto solo e  senza un soldo, dopo una vita vissuta nel lusso.

Nell’ultima sala della mostra è esposta la sua bianca maschera mortuaria che lo rappresenta con un’espressione felice ma  che, in realtà nasconde il grande dolore dell’essere diverso che da sempre costa caro.

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10 thoughts on “ARTE in TV

  1. Sarò una nostalgica,ma amo troppo le sculture i dipinti,castelli,tutto quello che cercano di non mantanere e che nessuno potrà più fare.Il teschio non mi piace,mi sono piaciuti più a Urbania la chiesa dei morti,li è stata la natura a mantanerli in quello stato di conservazione.per quanto riguarda i balletti,quelli russi sono un’icona della cultura,in poche parole stupendi.
    Ciao Loretta.

  2. UUUAAAUUU bella condivisione di passioni comuni – posso entrare nel personale? hai citato Urbania, sei per caso di quelle parti? in caso affermativo saremmo vicine di casa…Dunque tornando seri, mi risulta difficile comparare i due casi da te citati.Attraverso le sue opere Damien Hirst, sembra voler provare a mostrarci i diversi aspetti della morte, sganciandola da quell’alone di paura e dolore che spesso la circonda e mostrandola come un aspetto normale della vita stessa.Mentre il cimitero delle Mummie, noto per il curioso fenomeno della mummificazione naturale, dovuta a una particolare muffa che ha essiccato i cadaveri succhiandone gli umori, è una reale testimonianza di cadaveri, non sono opera di interpretazione artistica umana. Credo siano emozioni differenti.

  3. No Loretta non sono marchigiana ma toscana ma questo non impedisce la condivisioni di amare la stessa cultura,è vero le due cose hanno un percorso diverso ma la morte è una sola.
    Damien Hirst lui da l’impressione di voler dare una sua versione,cioè far capire i vari aspetti della morte. Ma ti posso assicurare perchè l’ho provato personalmente,per ben due volte la morte non fa paura,ansi in certi casi la trovi liberatoria.La paura è quando ne esci e devi continuamente sottoporti a controlli che forse chissà potresti sentirti dire è finita.
    Sono felice di averti conosciuto,spero di non averti annoiata se è successo ti chiedo scusa.
    mi farebbe piacere se vai su speradisole e cerchi pagine
    (le gioie di Lidia) sono solo pensieri,le poesie come diceva Alda Merini(LE POESIE SI SCRIVONO CON LE GINOCCHIA APPOGGIATI NEI SASSI)
    Ciao Loretta un abbraccio Lidia.

  4. Mi hai letto nel pensiero avevo proprio voglia di conoscerti un pochino di più, grazie per l’informazione e mi ci precipiterò…mi fa molto piacere confrontarmi con te e no che non mi annoi, no che non mi annoi…
    Personalmente ritengo la morte un passaggio naturale, non mi fa paura, confesso che accarezzo l’idea con sollievo quando la vita si fa più dura, poi al mio risollevare la testa tutto si ridimensiona e si continua…ho vissuto al meglio di quello che potevo avere e dare, l’altra dimensione fa altrettanto parte del mio essere di conseguenza…

  5. Art news è un bel programma!!!

  6. A dirla tutta..la storia del teschio..mi pare molto ciarlatano furbetto anche se non lo conosco per nulla e magari avrà fatto cose fantastiche.
    a.y.s. Bibi
    P.S. posso fare una domanda off topic a Psycho Trutzy?
    Ma perchè blindare un blog e mettere il link? Mi pare un leggero controsenso..potrebbe essere anche una nuova discussione.

    • Ciao Bibi, tanti artisti nel passato sono stati considerati “ciarlatani”, uno per tutti Vincent Van Gogh…morto anche perché incompreso e rifiutato…l’arte contemporanea mette in discussione tanti concetti legati all’estetica, alle istituzioni e a canoni consueti. Tante opere sono entrate nella storia dell’arte, perché hanno espresso emozioni e idee universali. Certo, è cambiato il linguaggio: l’armonia di Raffaello ha ceduto il posto a provocazioni, show, disarmonie… che sono poi lo specchio della nostra epoca. Per esempio Damien Hirst invece di dipingere una mosca come avrebbe fatto Michelangelo, espone una vera mosca, in ali e cartilagine, su una tela. Oggi non serve più disegnare fedelmente una mosca, lo fa già la fotografia; quello che l’artista deve fare è suscitare una sensazione di ribrezzo con la mosca spiaccicata sulla tela.
      L’arte insomma, non è più solo tecnica realistica, ma è idea, provocazione.

  7. Sono contenta che Lidia ti sia venuta a trovare. Come vedi la cerchia di amici pian piano si allarga.
    Per quanto riguarda quel teschio io lo trovo “orrendo”. Non vedo come si possa giocare all’eternità semplicemente mettemdoci sopra diamanti dal valore inestimabile.
    Sarà anche un artista che fa parlare di sè, ma sarebbe meglio che utilizzasse tutto quel ben di Dio per chi muore di fame.
    Poche volte ho avuto la fortuna di assistere ai balletti russi. Qualche volta sono venuti a Bologna, non ho mai mancato al loro spettacolo. Spettacolo che fa rimanere davvero a bocca aperta. Si vorrebbe che non finisse mai. Quella è arte, almeno per me.
    Un abbraccio. Ciao.

  8. Sulla valorizzazione dei corpi attraverso l’armonia del movimento e dell’interpretazioen musicale nulla da dire – l’arte è sempre stata una forma espressiva di rottura, di anticipazione stetica che ha riscosso proteste e reazioni forti finché l’occhio si è abituato e di conseguenza accettato e apprezzato. Non mi azzardo a contestare l’uso dei gioielli e scopi benefici ma, qui si entra in un campo minato…la Chiesa non ha forse il più grande capitale economico? Almeno l’arte ha il suo campo ben definito e non sconfina nell’umanitarismo.

    P.s. sono anch’io molto contenta delle new entry (nessuno escluso) in questo spazio virtuale, aggiunge calore e colore umano.

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