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by Loretta Dalola

IL GOLPE BORGHESE

8 commenti


Un golpe che avrebbe dovuto rovesciare la democrazia e instaurare in Italia un regime militare raccontato su Rai 3 nella rubrica di approfondimento storico del nostro Paese: “La storia siamo noi” condotta da Giovanni Minoli.

Con “golpe Borghese” si indica un colpo di Stato tentato in Italia durante la notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970. Borghese, era stato il comandante della Xª Flottiglia MAS che dopo l’8 settembre 1943 aveva aderito alla Repubblica di Salò.  Squadre di estremisti di destra extraparlamentare del Fronte Nazionale e dell’Avanguardia Nazionale, guidati dal principe Julio Valerio Borghese, detto anche “il principe nero” puntano dritti al cuore delle istituzioni repubblicane. La macchina del golpe si mette in moto e una colonna di 200 guardie forestali marcia verso Roma mentre un commando dei cospiratori e’ già penetrato nel Viminale, facendo irruzione nell’armeria e impossessandosi di oltre 200 armi.

Al centro del programma  politico dei cospiratori c’è la visione anticomunista dove i nemici (comunisti) vanno sterminati perché rappresentano una minaccia continua. Nella notte del golpe la vita democratica italiana vive ore di suspence, è in atto un complotto pianificato nei minimi dettagli per l’assalto ai centri nevralgici del potere dello Stato: ministeri dell’Interno e della Difesa, la sede della RAI, le centrali di telecomunicazione e le caserme sono presidiate in attesa dell’ordine di attacco, ma quando scatta l’ora decisiva tutte le forze mobilitate per il golpe sono richiamate a rientrare nei ranghi.

Tutto si rimette a posto e nessuno si accorse di nulla.

A 40 anni da quegli incredibili ed inquietanti fatti, un’inchiesta di Giovanni Minoli, ricostruisce quel tentativo di Golpe.

Una storia oscura, piena di misteri e di interrogativi che vede coinvolti non solo la Cia, ma anche i più alti vertici militari, l’imprenditoria, la politica, i servizi segreti. Ed anche la Mafia e la P2.

Tra i protagonisti dell’inchiesta dagli incredibili colpi di scena: Giulio Andreotti, allora ministro della difesa, Gianadelio Maletti, ex capo del controspionaggio militare (oggi rifugiato a Johannesburg) e Adriano Monti, il congiurato che per la prima volta svela davanti alle telecamere i retroscena dell’operazione compreso il rapimento del Presidente della Repubblica italiana.

A quarant’anni da allora, un affascinante giallo storico che solo la politica italiana poteva scrivere e che come spesso accade non ha ancora scritto la parola: verità.

 

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8 thoughts on “IL GOLPE BORGHESE

  1. Ma magari ci fosse stato quel golpe..
    Sì,perchè era un golpe alla “Totò” e quindi non avrebbe sortito alcun effetto se non quello di modificare la storia di questo paese ed ora di caimani e nani non se ne parlerebbe.
    a.y.s. Bibi

  2. mmmhhh ma con la dittatura? mmmhhh ad essere certi di finire alla Totò…ma se…

    • Dittatura? No..non hai capito. Il senso è che il Golpe Borghese era così ridicolo che in due minuti lo si sarebbe mandato a quel paese ma forse si sarebbe formata un’altra tipologia di governanti e saremmo stati più vigili e meno rincoglioniti di quello che siamo ora.
      a.y.s. Bibi

  3. L’Italia è piena zeppa di misteri,forse a Minoli servirebbere tre vite per scoprirle tutte,e forse non ci riuscirebbe.
    ciao Lidia.

  4. Per fortuna, dico io, che non c’è stato questo golpe e che abbiamo vissuto anni senza guerre (almeno quelle con le armi), rispetto ai nostri nonni e bisnonni che di guerre ne hanno vissute almeno due e tutte due atroci, a causa di teste malpensanti come Borghese.
    Il documentario bellissimo sottolinea come alcuni individui amino la sopraffazione sugli altri. Valerio Borghese, credo anche di nobile famiglia, tollerava poco i poveri uomini, la gente qualunque, la considerava carne da mandare al macello, come in Libia, in Somalia, in Russia, ma lui no, lui è uno che doveva comandare la plebe. Uno zar che, una volta a terra, non riusciva a rendersi conto del potere perduto e si sbracciava per riemergere.
    Per me personaggio odiosissimo.
    Hai fatto bene Loretta a ricordarlo, così almeno possiamo ringraziare il destino, o Dio per chi crede, che le sue more dittatoriali non siano andate a buon fine.
    Se così fosse stato non saremmo qui a parlarci, questo è poco ma sicuro.
    Ciao Loretta, un abbraccio sincero.

  5. Saggio e integrativo tuo commento che va ad arricchire il valore del concetto di Democrazia

  6. Sacro concetto che dovremmo riimparare a difendere!

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