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by Loretta Dalola

LA TRATTATIVA

12 commenti


Lo scrittore e conduttore Carlo Lucarelli su RaiTre presenta la seconda puntata del suo nuovo programma in onda il lunedì alle 21.05: “Lucarelli racconta”. Una puntata sulle stragi di mafia a partire da quelle di Capaci e di via D’Amelio in cui morirono i giudici Falcone e Paolo Borsellino. La morte dei due agenti Antonino Agostino e Emanuele Piazza, degli attentati e delle stragi mafiose del ’93 a Roma, Firenze e Milano. Se ne discute ancora per valutarle alla luce di alcune novità investigative e processuali, frutto del lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine.  Il programma  strutturato attraverso  un nuovo viaggio fatto di narrazione, ricostruzioni e indagini secondo l’ appassionante stile narrativo del conduttore  che guida il percorso conoscitivo dello spettatore nelle zone grigie delle stragi sanguinose e nei misteri degli apparati dei servizi segreti deviati e delle istituzioni.

“La mafia si sposta verso il nord, ma continua a tenere le sue radici nel sud e incide in modo pesante nella società, è una limitazione dello sviluppo economico e industriale, un danno pazzesco. Sradicare la mentalità è difficilissimo perché è un male che non si sa di avere”. Sono le parole introduttive dello scrittore Andrea Camilleri che poi cede il posto alla ricostruzione e all’ipotesi investigativa dei fatti.

La storia di cosa nostra e del suo  legame con la politica che inevitabilmente si lega alla storia del nostro Paese, la cultura dei politici è spesso di stampo mafioso  e proprio la cultura è l’arma più forte contro l’illegalità  e la sua  organizzazione che si presta a fare il lavoro sporco.

Un’organizzazione ramificata ed efficiente che  oltre a controllare un ampio serbatoio elettorale, utilizzato per ottenere dai politici locali e nazionali attenzioni e favori, ha progressivamente  esteso la propria sfera d’influenza ad altre attività, come appalti e concessioni edilizie, usura, mercato di manodopera, consorzi.

Grazie alla volontà ostinata di un pugno di magistrati, per effetto del contributo di nuovi collaboratori di giustizia, le inchieste sulle stragi di Capaci e di via d’Amelio, sul biennio stragista e sulla trattativa Stato-Mafia sono andate avanti, e pur tra molte difficoltà, a distanza di quasi vent’anni, stanno aprendo qualche varco alla verità.

Magistrati che non si lasciano intimidire e che continuano a fare il loro dovere, consapevoli di ciò che li attende…

Quel che la parte sana della società italiana deve e può fare ( come anche suggerito da Saviano recentemente)  è sostenere l’indagine giudiziaria, pretendendo un’informazione accurata dei fatti, difendendola dai continui attacchi e sabotaggi, mettendo a frutto l’indagine giornalistica, per alfabetizzarsi e diffondere informazione e consapevolezza.

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12 thoughts on “LA TRATTATIVA

  1. E’ stata una trasmissione interessante e condotta con accortezza dal bravo Lucarelli. Purtroppo la verità sugli intrecci Mafia-Stato non emergeranno mai, perchè l’opera di screditare chiunque porti delle prove, è più forte che mai. I magistrati possono solo cercare di punire i reati, la politica dovrebbe viceversa moralizzare la società, invece qui da noi il mondo si è capovolto e sono i cittadini a pregare i politici di essere onesti e con senso civico. Rispetto a certa politica la Mafia può vantare principi morali d’eccellenza, forse per questo non sono riusciti a mettersi d’accordo.

  2. Purtroppo hai molte ragioni oggi la,politica ha venduto tutto: senso di responsabilità, credibilità, coerenza, senso del dovere in cambio di interessi economici personali – qualsiasi mezzo è giustificato al suo raggiungimento, ha sporcato anche il senso di Stato e giustizia. Squallido e triste

  3. Come dice Raffaele,
    “Purtroppo la verità sugli intrecci Mafia-Stato non emergeranno mai, perchè l’opera di screditare chiunque porti delle prove, è più forte che mai.”

    Se poi ci riesci, aggiungo, salti in aria e ci vogliono i barbuti ortodossi ebrei per raccogliere cio’ che resta.

    Ma cio’ che da’ piu’ fastidio e’ che, se solo uno lo volesse,
    tutti possono capire come sono andate le cose, non ci vuole Sherlock Holmes.

    Mi capita spesso di trovare una notizia e dire “Ah pero’, che tempismo, lo sappiamo da vent’anni”.

    Quest’estate, per fare un esempio, diversi giornali dedicarono articoli su “Allarme cocaina fra i giovani”.
    E’ una notizia che doveva essere data nel 1984.

    Cosi’, che ci sia stato e che esiste ancor oggi, un legame solido fra stato e Mafie, e’ cosa nota, stranota, lapalissiana.

    Ciao,
    Zac

  4. Chiedo venia:
    Errata corrige: “Esiste” va’ sostituito con “Esista”, errore pacchiano.

  5. (Piccolo errore umano) – Mi sento a disagio perché la verità è sotto gli occhi di tutti eppure non emerge, non viene riconosciuta,la giustizia non scrive il verdetto – non si fa altro che sommergerci di parole, di programmi, di promesse e a noi resta il passivo compito di ascoltare e magari provare quel senso di disagio che si traduce in triste e mesta rassegnazione.

  6. Bella trasmissione, l’ho vista. Devo dirvi però che molto spesso è la gente stessa ad essere svogliata e a non voler sapere. Pigrizia, stupidità: chiamatela come volete.

  7. Ciao e benearrivato – forse basterebbe solo un pò di sano e buon esempio di coerenza tra dire e fare per far si che la gente ricominci a credere e non solo ad attaccarsi al detto: la speranza è l’ultima a morire…forse la gente è diventata pigra perché non crede più che si possa arrivare alla verità e quindi si tappa orecchie e cervello a va avanti scoraggiata

  8. Ha ragione Lorenzo sei troppo ottimista,la gente se non proprio quella toccata da vicino,Vengono ogni giorno distolti dai loro problemi,il lavoro,il caro vita etc.Per cui sono pochi quelli che si interessano di cose che non le scalfisce.
    Questo è un brutto segno.
    Ciao Loretta a presto.

  9. Se questo fosse vero purtroppo sarebbe un segno di disinteresse civile che non promette bene, coltivare solo il proprio orticello è poco costruttivo e indica la perdita del senso d’identità italiana e da ottimista e pure ingenua ne sono dispiaciuta

  10. Forse non mi sono spiegata bene,in questo momento la gente è talmente delusa da tutta la situazione nazionale,che purtroppo
    non pensa ad altro.Forse come hai detto sul blog di speradisole,una piccola ma decisa rivoluzione.Ad ogni modo la mafia è gramigna,più la strappi e più cresce.

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