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by Loretta Dalola

SI SUICIDA perché TRANS

6 commenti


E’ risaputo che l’appuntamento con la diretta  “bislacca” di Pomeriggio 5 ha per tema le storie di scottante attualità e di  drammi umani ma la vicenda di Apo-Simona trattata all’interno della rubrica “Il caso” ha decisamente dell’incredibile. Partendo dal presupposto di credere a tutto quello che il protagonista racconta alla presenza del suo avvocato, che  lo assiste nel tentativo di rendergli giustizia, il ragazzo dal viso smunto e provato afferma che mentre giaceva al suolo con i polsi tagliati i colleghi avrebbero detto “tanto è un trans!”

Insulti, soprusi, angherie, dispetti e persino botte. Perché lì, nell’ azienda casearia di Latina, quell’ ibrido, quell’ orribile lei/lui, proprio non ce lo volevano. Alla fine Apo-Simona, la donna  che 5 anni fa ha deciso di cambiare sesso per diventare quello che si sente da sempre, un uomo, ha tentato il suicidio. Non ce la faceva più, ha lottato contro tutto e tutti, un maschio intrappolato in un corpo da donna che non gli apparteneva, ha provato ad essere se stesso ma stress, umiliazioni e dolore hanno avuto la meglio e Apo, nella mensa della sua azienda, dopo che per l’ ennesima volta “quelli dell’ amministrazione” gli avevano intimato di andarsene, si è aperto i polsi con un taglierino. Nessuno l’ha soccorso mentre il sangue imbrattava la sua tuta bianca da operaio. È uscito, “barcollavo, non capivo niente”, racconta, poi, poco oltre si è accasciato sull’asfalto. Gli operai di un’altra fabbrica hanno chiamato l’ ambulanza, è stato portato all’ ospedale.

E’ arrivato a pesare 32 kg, anni di psicofarmaci e tutto perché ha avuto il coraggio e la coerenza di dare  Inizio alle cure ormonali e di dirlo ai colleghi e al direttore. “Mi piace il mio lavoro. Sono sempre stato disponibile. Ho sempre lavorato tanto, ogni anno avevo i premi di produzione. Ero ingenuo: pensavo che non sarebbe cambiato niente”.

Invece inizia l’ incubo:  “Nel mio armadietto trovo assorbenti usati, fazzoletti sporchi. Mi urlano mezza lesbica, mezzo frocio, porco, transessuale. Vietato l’accesso al bagno e allo spogliatoio sono costretto  di fatto, a cambiarmi in corridoio. A mensa scherzano sulle lesbiche, ma che si mettono tra le gambe quelle, sghignazzano guardandomi. Ostacolano il mio lavoro e poi mi riprendono perché, per quegli ostacoli, vado fuori tempo. Mi accusano di infastidire le operaie. Arrivano a scrivere tre lettere di richiamo su invenzioni, falsità. Così, ogni giorno, per mesi, anni. Un macchinista mi picchia, calci, pugni e poi mi minaccia se non ti stai zitta ti vengo a cercare a casa, mezzo uomo, lesbica e ti ammazzo”.

Cade in depressione e impazzisce dal dolore fino al punto di farla finita proprio lì nel luogo di tanta incomprensione e insensibilità, attorniato dai presunti “normali” che nemmeno lo aiutano e invece di soccorrerlo lo spintonano. La desensibilizzazione raggiunge il grado massimo e Apo-Simona  di fatto viene lascito lì sul pavimento perché vale meno di una bestia.

A me sono venuti i brividi!

Difficile aggiungere parole all’ennesimo caso di discriminazione sul posto di lavoro che merita l’immediata attenzione dell’autorità giudiziaria perché risultano violate tutte le normative che tutelano le persone, lesbiche, gay e trans nei luoghi di lavoro ovvero, esseri umani che lavorano.

Questo episodio mostra in modo drammatico come sia ancora radicata l’omofobia e la transfobia, una realtà dolorosa e complessa perché espone moltissime persone  allo sfruttamento, al mercato del lavoro nero o, come in questo caso, al suicidio.

L’Italia sta diventando sempre più un Paese intollerante e la tensione viene acuita sulla sicurezza che individua nell’immigrato e nel diverso in generale colui che attenta alla tranquillità dei cittadini “normali”. Anche le gerarchie ecclesiastiche lottano contro tutte le persone non conformi e l’attuale politica è centrata  tutta sulla creazione delle più assurde fobie che scatenano l’odio.

Le istituzioni al contrario, dovrebbero intervenire per rendere valido il principio del rispetto per tutti, eliminando ogni barriera che ostacola il lavoro e la vita per le persone “diverse”. L’indifferenza della politica e delle istituzioni verso una violenza transfobica, omofoba e razzista che sta diventando ogni giorno più forte non rispettano la democrazia e si rischia di far precipitare l’Italia verso un baratro che sembrava scongiurato per sempre.

Quello che ho visto e sentito in Tv è vergognoso e va condannato.

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6 thoughts on “SI SUICIDA perché TRANS

  1. Certamente,se un politico tipo Giovanardi va in televisione e accusa i gay.cellule staminali terapia forsata,anticoncezzionali perchè è la chiesa che lo chiede,è difficile che la gente si adegui.Se pensiamo che il nostro papa era presidente di quella che ha preso il posto della santa inquisizione,non so come si chiama adesso.Poi mettiamoci l’ignoranza,la cattiveria il gioco è fatto.Questi ragazzi se sono operai subiscono questo,ma se sono figli di papà tutto tace,anzi viene rispettato.
    Scusa la lungaggine ciao.

  2. Nessuna lungaggine su questo tema delicatissimo e non ancora superato nonostante la Scienza dica ufficialmente che l’omosessualità non è una malattia ma “una variante naturale della sessualità umana”.L’omosessualità o il trans sono considerati una “diversità” che si discosta dalla normalità e guardata con sospetto indipendentemente, da ragioni culturali o ideologiche. Questa società fondata sul rapporto uomo e donna che generano dei figli ritiene l’omosessuale che si smarca da questo naturale progetto umano un’anomalia. Da ciò nasce l’avversione. E’ un’avversione che ha profonde radici. Se non intervengono la Ragione e la cultura a mediare si rischia nei confronti del diverso un vero e proprio rifiuto che può sfociare nell’odio.

  3. Non stento a credere alla storia, anzi. Purtroppo a forza di sentire e vedere porcherie ogni giorno, in ogni contesto, il nostro cuore non e’ più sensiile all’ indignazione ed alla compassione e quindi lasciamo passare nell’indifferenza ogni cosa.

    • Io ancora qualche moto reattivo lo provo e su questa storia ci sto male, fatico a comprendere che chiunque solo per il fatto di essere diverso debba automaticamente subire l’aggravante del dolore pscicofisico e come esseri umani possano con tanta insensibiltà giustificare i loro gesti come giusti.

  4. Che poi e’ quantomai probabile il seguente schema, utilzzato dall’imbelle che ha picchiato e offeso Apo-Simona:

    Di giorno picchio il trans.
    Di notte pago il trans.

    Ciao,
    Zac

  5. In tutti i due casi dimostro di essere uomo? – che disgusto!

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