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by Loretta Dalola

PROCESSO alla sacra SINDONE

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Su La7 va in onda Impero, un ciclo di sei puntate, condotto dall’archeologo e scrittore Valerio Massimo Manfredi, ognuna delle quali avrà come argomento divulgativo una monografia su un grande tema di interesse generale: ”Impero è certamente un titolo accattivante, ma di fatto lo abbiamo scelto per il concetto di potere che porta in sé. Analizziamo il potere nelle sue declinazioni e nelle sue conseguenze”.

L’argomento della puntata racconta la storia vera della sacra Sindone, dal medioevo ad oggi, così il telespettatore può farsi un’opinione criticamente informata sull’icona più decantata del mondo cattolico. Il Primo obiettivo è far capire che non si tratta di un dibattito tra scienza e religione.  A discuterne oltre alla narrazione del conduttore, il matematico Piergiorgio Oddifreddi e Barbara Frale che da anni studia la storia della Sindone. E un falso o un miracolo? Per i fedeli non ci sono dubbi,  per gli altri le incongruenze razionali esistono, resta il fatto  che da 700 anni la Sindone non cessa di essere un elemento di separazione tra ci crede e chi no.

La Sindone di Torino, nota anche come Sacra Sindone, è un telo di lino conservato nel Duomo di Torino, sul quale è visibile l’immagine di un uomo che porta segni di maltrattamenti e torture compatibili con quelli descritti nella Passione di Gesù. La tradizione identifica l’uomo con Gesù e il lenzuolo con quello usato per avvolgerne il corpo nel sepolcro. Una delle poche certezze è la data della sua prima  ostensione pubblica, il 1353, in pochi anni diventa la reliquia più importante della cristianità scatenando subito numerose controversie, tra entusiasmi e accuse di truffa, ed è così comincia la storia del sudario di Cristo.

Papa Clemente VII mette fine alla lunga controversia emanando 4 bolle (6 gennaio 1390) con le quali permette l’ostensione, ma senza solennità, e ordina che ogni volta, alla presenza del pubblico si dica ad alta voce, per far cessare ogni frode, che la “suddetta raffigurazione o rappresentazione non è il vero Sudario del Nostro Signore Gesù Cristo, ma una pittura o tavola fatta a raffigurazione o imitazione del Sudario”.

1418 i Savoia ne entrano in possesso in modo definitivo, 1578 Carlo Borromeo chiede di poter venerare la reliquia che viene trasferita definitivamente a Torino, 1898 prima fotografia con sconvolgenti rivelazioni, l’immagine di quell’uomo è un negativo e non un positivo, fatto che rilancia il dibattito, si sollevano numerose questioni in seno alla comunità scientifica che ancora oggi non accennano a concludersi, sulla sua autenticità.  Durante la seconda guerra mondiale viene salvata nascondendola alle mire Hitleriane, 1978 primo gruppo di scienziati che effettuano numerose e innovative analisi, 1983 la Sindone viene lasciata in eredità allo Stato Italiano.

E’ l’icona di un mistero ed è questo il suo fascino, ancora oggi resta fondamentale nel culto popolare connessa alla figura di Cristo e alla sua passione, la scienza da anni ne studia ogni fibra per arrivare ad una conclusione, tante le ipotesi ma, nessuna certezza. Per gli scettici il caso è chiuso, rimane una truffa medioevale, per chi crede è qualcosa che è stato in contatto con il corpo di Cristo, in tutti i modi  questa icona del culto rimane oggetto di fede e le posizioni rimangono inconciliabili.


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