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by Loretta Dalola

LA TV FA SOLO MALE AI RAGAZZI?

10 commenti


E’ un luogo comune il fatto diffuso che vuole la televisione nociva per i bambini se non addirittura causa di correlati disturbi e nei casi più gravi vere e proprie malattie, per esempio la pigrizia fisica e mentale.

Ritengo al contrario che  non sia la televisione a far male ai bambini, ma la troppa televisione, unita all’abbandono e alla mancanza di dialogo con gli adulti. Cambiamenti legati alle esigenze di una società contemporanea frammentaria e fortemente individualizzata, che porta all’assenza di figure di riferimento parentali, occupate in lavori fuori dalla casa, necessari al mantenimento della famiglia che aggiungono stress, isolamento e solitudine. Realtà in cui la televisione si inserisce, non ne è artefice.

Prendiamo in considerazione le famiglie moderne che spesso vivono una vita frenetica: i genitori devono rispettare gli orari di lavoro, conciliarli con quelli dei figli, legati alla scuola e alle sempre più numerose attività extrascolastiche e come se non bastasse, cercare di trovare qualche spazio per se stessi.

Nella maggior parte dei casi i membri della famiglia si trovano riuniti per cena e in compagnia della televisione; papà e mamme, stanchi della lunga giornata lavorativa, hanno il desiderio di rilassarsi, di ascoltare le notizie del giorno al telegiornale o vedere un programma di “evasione”; i figli però pretendono di vedere programmi adatti a loro, cosicché spesso, per ovviare al problema, in una casa ci sono più apparecchi televisivi in stanze diverse.

Sul piano educativo l’esito più grave di questa organizzazione riguarda la diminuzione di momenti dedicati alla comunicazione ed all’ascolto, allo scambio di opinioni e di idee, alla presentazione dei problemi personali.

Realtà in cui la televisione si inserisce, non ne è artefice.

D’altro canto non si può negare che in TV esistono forme di programmazione mirate che tutelano i minori e li informano attraverso programmi di qualità che favoriscono la crescita e l’educazione. Basti pensare a trasmissioni che in forma documentaristica o animata trattano temi di storia , di geografia o di scienze naturali;ad alcuni programmi di intrattenimento pomeridiani molto ben fatti che si propongono obiettivi cognitivi, logici e linguistici.

Basti pensare al telegiornale per i ragazzi, il Gt Ragazzi, in onda su Rai 3 dal lunedì al venerdì alle ore 16:00. Ideato come  una rubrica di informazione rivolta ad un’ età compresa tra gli 8 e i 13 anni  offre notizie nazionali e internazionali trattate con un linguaggio semplice e adatto ai giovani: si occupa di esteri, cronaca, musica e spettacolo, ma anche di ambiente e curiosità da tutto il mondo.

Quello che cambia rispetto ad un tg per adulti è il confezionamento della notizia: si cura il linguaggio, che deve essere semplice e diretto; si pone l’attenzione su elementi grafici che possano aiutare i bambini ad una maggiore comprensione; si rende il bambino protagonista, trasformandolo in giovane reporter o più semplicemente mettendo in primo piano, sempre, il suo punto di vista. Un tg colorato, veloce, ma al contempo serio e ben fatto, fortemente competitivo che non ha nulla da invidiare a quelli istituzionali degli adulti.

È quindi tutta una questione di misura, di responsabilità e di presenza e  nulla centra la televisione.

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10 thoughts on “LA TV FA SOLO MALE AI RAGAZZI?

  1. Hai ragione Loretta la tv non centra,ma i genitori che quando hanno un figlio dovrebbero essere consapevoli,dal fatto che i figli hanno bisogno della loro presenza come l’aria.D’accordo,il lavoro la casa,la cura della propria persona,ma a qualcosa bisogna rinunciare,i figli non hanno mai chiesto di nascere.

    • Ciao “profetica Gibran”, certamente i figli non hanno chiesto di nascere ma, si inseriscono in realtà sociali preesistenti che, volenti o nolenti, influenzano le scelte dei genitori – ieri ascoltavo a Ballarò un’operaia della Fiat che in base ai turni di lavoro e con le lacrime agli occhi affermava di riuscire a vedere suo figlio (nella settimana del turno serale) solo mezz’ora al giorno – eppure non mi è sembrata una madre “egoista”, soltanto una madre che vive con 1000 euro al mese – ritengo che sia diventato decisamente difficile per una donna conciliare il ruolo di madre con le esigenze economiche della società.

  2. Quando voglio sentire un telegiornale come si deve, che non sia solo un elenco di disgrazie e di omicidi truculenti, guardo il tg ragazzi. Mi piace moltissimo come del resto anche la tv documentaristica che segue.
    Appena posso, con i bambini più piccoli, ci divertiamo anche a rispondere alle domande che pone Francesco Pedretti.
    Se poi le indoviniamo, facciamo festa!
    Ciao Loretta, un abbraccio.

    • Per me è stata una piacevole scoperta, (visto che questa settimana sono forzatamente a casa a causa di impegni di studio) guardare la Tv nel pomeriggio, mi ha permesso di constatare quanto affermi e se permetti anche di approvare la tua scelta di condivisione con i tuoi figli – buona Tv, che stimola, fa conoscere, diverte e assolve al suo principale compito ovvero informare e potenziare le capacità delle persone.

  3. Non sapevo esistesse il Tg dei ragazzi, colpa del fatto che guardo pochissima Tv, ma sicuramente sara’ meno noioso e scontato di quelli per noi adulti. Ne guarderò qualche edizione. Ciao

  4. Non perdertelo Raf! Ti garantisco che i Tg istituzionali dovrebbero perlomeno porsi qualche dubbio sulla loro efficacia. Veramente un buon servizio giornalistico, coinvolgente e con un’informazione capillare , attuale e formativa, ovviamente adattata al pubblico minorile ma, serie e corretta.

  5. Dipende sempre da cosa si guarda e da quanto lo si guarda. E questo discorso vale sia per i bambini che per gli adulti.

  6. Forse Loretta non mi sono spiegata bene,ho visto anch’io Annozero e la signora,mi ha messo tristezza ma non tutte le mamme lavorano alla Fiat.Ci sono altre realtà che te le trovi davanti tutti i giorni,figli lasciati da soli davanti alla televione,nonostante che il lavoro permetta di seguirli.

  7. scusa a volte è difficile comprendere fino in fondo il pensiero di persone che utilizzano la scittura, limiti del mezzo!
    ovviamente concordo sul fatto che i figli vadano seguiti e accuditi con sensibilità, attenzione e che vada loro concessa una cosa preziosissima: il tempo trascorso insieme!

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