www.ilsegnocheresta.it

by Loretta Dalola

DALLA FAMIGLIA PATRIARCALE a quella ALLARGATA

5 commenti


Sul canale 138 di Sky, (un nuovo canale con un nome maschile “Arturo” ma tutto mirato al target femminile) programmi originali e di qualità affidati a tanti volti amati della tv generalista. Una televisione dedicata a temi sociali, culturali e di costume per esplorare nuovi spazi, per cercare chiavi di lettura inedite del nostro vivere quotidiano.

Uno di questi professionisti è Enza Sampò,  con il suo “Viva l’Italia!” in onda il mercoledì ore 21.00 dove si parla dei cambiamenti del costume nella società  italiana dal secondo dopoguerra ad oggi,  un periodo in cui le trasformazioni sono state rapide e profonde. La Sampò ci accompagna in un viaggio tra passato e futuro, “come eravamo”, “come siamo”, “come potremmo o vorremmo essere”. Un ieri, oggi, domani sulle abitudini, sui comportamenti, sulle mode ma anche sui sentimenti degli Italiani.

Tema  della puntata: la  famiglia.

Insieme a Franco Grillini, presedente onorario dell’Arcigay e responsabile per i diritti civili dell’Idv, a Lella Costa attrice, a un padre separato che ha ottenuto l’affidamento delle figlie, e ad un figlio ventenne, cresciuto in una famiglia allargata, raccontano come è cambiata la famiglia italiana.

Fino a non molto tempo fa la famiglia era totalmente diversa da come appare oggi.  Nella famiglia contadina degli anni ’60, esisteva una rigida separazione dei ruoli tra marito e moglie e tra genitori e figli. Il potere era nelle mani del maschio più anziano, che poteva decidere su ogni aspetto della vita, la donna, sottomessa al capofamiglia, (autoritario, severo con i bambini e spesso brutale) disponeva di  un’unica autonomia: la chiave della dispensa!      Le relazioni tra i coniugi e tra essi e i figli erano fredde e distaccate. Il bisogno materiale era notevole e non permetteva di pensare alla qualità delle relazioni umane, se non come forma di educazione e rispetto. La famiglia era un’unità allargata, estesa, che comprendeva i discendenti di una stessa linea familiare, ma poteva altresì far convivere al suo interno diversi nuclei familiari. Le famiglie contadine di allora erano decisamente numerose.

Dalla famiglia agricola a quella industriale, ed ecco allora il trasferimento dalla campagna alla città, si va al supermercato, sia acquista la Fiat, casa e famiglia si privatizzano, nasce addirittura il concetto moderno di vita privata e il lavoro è un impegno esterno, la famiglia vive come proprio momento pubblico le relazioni mondane di intrattenimento e divertimento. Arrivano  la pillola, il divorzio, l’aborto, le separazioni, l’abbassamento della maggiore età a 18 anni, la donna la troviamo sia dentro le mura domestiche che fuori, “autonoma” dall’universo maschile. Il femminismo cambia radicalmente la sua vita  mettendo tutto in discussione, una vera rivoluzione. Gli oggetti di consumo, inoltre, a lei destinati invadono aree considerate  prevalentemente maschili, come auto, bibite, prodotti bancari e assicurativi.  I giovani fino ad allora  “inesistenti” diventano protagonisti.

Tutti questi mutamenti culturali hanno portato ad una rivoluzione del nucleo familiare, con ruoli interscambiabili, dove i nuovi padri accudiscono i piccoli, raccontano favole, sono teneroni, cambiano i pannolini e danno il biberon, e non solo,  abbiamo anche famiglie allargate e quelle arcobaleno insomma una  famiglia moderna, nella quale i coniugi sono più soddisfatti della propria vita, nella quale non esistono ruoli ben definiti perché ognuno è capace di far bene anche il lavoro dell’altro; una famiglia nella quale i figli sono liberi di adottare valori diversi da quelli dei propri genitori, rapportandosi con loro in maniera critica e provando a vivere delle esperienze forti in prima persona, esperienze che arricchiscono e rinforzano l’Io.

Ma al contempo, la famiglia ha smesso di essere il punto di riferimento per i giovani che però, continuano a vivere all’interno di essa anche fino ai 40 anni… contraddizioni della società moderna!

Annunci

5 thoughts on “DALLA FAMIGLIA PATRIARCALE a quella ALLARGATA

  1. Non ho visto la trasmissione non avendo SCY,ma posso dirti che avendo vissuto il dopoguerra,forse preferivo quel periodo,tutto mi stupiva,la prima televisione,prendere il primo trenino,vivere in città.Studiare purtroppo non me lo sono potuto permettere,se non fino alla terza commerciale,ma lavoravo in una cartolibreria,allora ho fatto un pò l’autaditta.In quel periodo i figli i nipoti davano del voi ai nonni ai genitori,ma io da perfetta bastian contrario non l’hò mai capito perciò davo del tu a tutti.
    Oggi le cose sono cambiate in modo radicale,forse abbiamo bruciato le tappe del tempo troppo in fretta,vogliamo dei figli perfetti,per forza con lauera,per forza sportivi,per forza sposati ma non è chiedere troppo con un mondo così difficile da gestire?
    Scusa la lungaggine,ciao Loretta.
    PS Tornerei a quel tempo anche per l’età e rivedere tutti quelli che non ci sono più ne sento nostalgia.

  2. Scusa Loretta,ma la nonna materna era contadina con figli nuore nipoti erano 18 poi arrivavo sempre anch’io a fare nr.
    Ariciao.

  3. Non si rimpiange un passato che non c’è più…si ricorda, se ne parla ma, si va avanti, si deve, andare avanti, con nuove problematiche, nuove richieste, nuovi adattamenti, ma sempre e comunque avanti! Non farti trasportare dal senso nostalgico della memoria che spesso ci inganna, facendoci ricordare solo il bello del passato, guarda diritto, davanti a te e coglierai aspetti e sfumature impreviste. Un caldo, ciao!

  4. Non riesco più a seguire sky..una girandola di canali e non tutti interessanti devo dire.
    A proposito di questo “Arturo” (che non ho ancora visto), non sono mica tanto d’accordo su come hanno descritto la famiglia contadina. O forse i miei ricordi sono ofuscati dal tempo.
    Io ricordo che l’uomo, il vecchio era una figura sicuramente chiave ma anche la donna che mandava avanti la casa lo era.
    Forse perchè ho i ricordi di un bambino e forse non parlavano certo con me di cose “da grandi” ma quando la mamma decideva qualcosa anche papà ubbidiva, altro che sottomessa.
    Non so..ho veramente ricordi di una famiglia molto più matriarcale, gli uomini c’erano poco nel mio mondo, erano sempre nei campi a lavorare, le aie erano affollate di bambini e donne.
    Mah..sarà il tempo, sarà l’età.
    a.y.s. Bibi

  5. I ricordi contribuiscono ad “alterare” la realtà di una vita indubbiamente dura – è fuor di dubbio che agli occhi di un bambino la possibilità di spazi pressoché illimitati dove manipolare, fantasticare e confrontarsi con altri rappresenti qualcosa di magico – altrettanto vero il basso livello culturale, si parlava solo dialetto, i genitori non erano scolarizzati ed era sufficiente saper far di conto – ma la figura della donna, in generale come quella dei figli, erano di fatto sottomessa all’autorità dell’uomo – la donna non aveva potere decisionale nelle grandi scelte, anche se poteva ritagliarsi piccoli spazi personali, all’interno della suo campo di potere, ovvero, l’ambiente domestico.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...