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by Loretta Dalola

MISTERI GOTICI svelati su Natgeo

7 commenti


Come riuscirono costruttori e architetti medievali a costruire le cattedrali gotiche senza il supporto dei moderni strumenti e delle tecnologie attuali? Un team internazionale di esperti tenta di far luce sull’argomento, su National Geographic, canale 404 di Sky.

Il gotico ha cambiato profondamente i canoni architettonici in vigore fino al XII secolo. Le cattedrali realizzate con questo stile sembrano circondate da un’aura mistica. Nell’immaginario collettivo architettura gotica è soprattutto quella che ci ha condotto alle maestose cattedrali, ricche di guglie e pinnacoli, arditi archi rampanti e contrafforti, superfici decorate e  ampie vetrate coloratissime dagli archi acuti, vertiginosamente alti, che conferiscono un senso di smarrimento e di esaltante ebbrezza. Ed in effetti, nessun altra manifestazione architettonica è più esplicita del gotico nel mostrare l’arditezza della tecnica, il virtuosismo costruttivo.

Nell’architettura gotica si ha una spazialità dinamica che si sviluppa in una ascensionale verticalità delle forme, spinte fino all’inverosimile con pietre che si allineano perfettamente, l’una accanto alla’altra, senza uso di calcestruzzo. Tale propensione si assocerà ad una volontà di tensione dell’anima a Dio e ciò costituirà la base del significato simbolico delle cattedrali gotiche, sospese tra spiritualità ed eresia, tra il cielo e la più terrena delle megalomanie: la sfida alla forza di gravità, nella ricerca della dimensione divina, nel tentativo di raggiungere  la città celeste ricreando il paradiso in terra.

Una sfida spettacolare che permise agli architetti gotici di catturare la luce negli edifici più grandi e luminosi della terra e di raggiungere vette elevate attraverso tre innovazioni: l’arco a sesto acuto, i contrafforti e la volta a costoloni.

La caratteristica pertanto dell’architettura gotica sta nella combinazione del sistema di volte a sesto acuto con un perfezionato sistema di supporti che tende ad esonerare i muri maestri dalla funzione di sorreggere il tetto, facendone convergere il peso tutto su contrafforti e pilastri. La volta a costoloni permette inoltre di aprire ampie finestre e vetrate riccamente decorate, le cui tonalità prevalenti erano il rosso rubino e il blu scuro, diffondevano una luminosità più calda e vibrante. Nel tempo poi assunsero dimensioni sempre più grandi e occuparono spazi crescenti nelle pareti perimetrali delle chiese, fin quasi a sostituirle con “muri di luce” colorati.

Le vetrate rappresentano anche una concezione luminosa della divinità: gli architetti delle cattedrali  cercano la luce divina protendendo i loro edifici verso il cielo, e la luce divina viene loro incontro filtrando con i suoi raggi intensi e colorati attraverso le grandi vetrate. Grandi squarci verso il cielo, raffiguranti episodi biblici e delle vite dei santi, destinati a far conoscere la Bibbia a persone analfabete, creando un tramite tra l’esperienza terrena e quella ultraterrena, attraverso l’emozione dei colori e della luce essi potevano vivere il paradiso sulla terra, avvicinando di fatto l’uomo a Dio.

Parigi, Amiens, Chartres, Reims, sono solo alcuni esempi delle cattedrali gotiche che vogliono stupire, convincere e inibire, evidenti espressioni del potere religioso dell’epoca. La più grande chiesa del suo tempo, Notre Dame fu la prima ad impiegare e a fare pieno uso di archi, contrafforti aerei, rosoni ed altre finestre di vetro colorato, archi a sesto acuto e volte a croce,  inaugurando  uno stile al contempo tipicamente francese e fortemente innovativo. Costruzioni ardite, piene di luce, maestose e stupefacenti, al limite dell’umano, spazi sacri che ancora oggi sono fonti di ispirazione.

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7 thoughts on “MISTERI GOTICI svelati su Natgeo

  1. Ho visto il documentario, questa cose mi piaccioni motissimo e mi coinvolgono anche emotivamente. Come avranno fatto ci si chiede, senza le gru, senza il cemento armato. solo con la bravura architettonica e la forza delle braccia.
    Ti voglio lasciare una bella immagine della mia città, a completamento del tuo racconto, aggiungo un po’ di “gotico” di casa nostra.
    Ciao Loretta, un abbraccio.
    http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.miabologna.com/UTILIINDEX/STORIA/Bologna,%2520Basilica%2520di%2520San%2520Petronio.jpg&imgrefurl=http://www.miabologna.com/UTILIINDEX/STORIA/MONUMENTI.htm&h=540&w=720&sz=87&tbnid=HIxnD43lTcO6pM:&tbnh=105&tbnw=140&prev=/images%3Fq%3Dsan%2Bpetronio%2Bbologna%2Binterno%2Bfoto&zoom=1&q=san+petronio+bologna+interno+foto&hl=it&usg=__K3nzmqoLMRUDO3Pugz8lqHtcPvE=&sa=X&ei=aeE6TaCWE47Eswb1u8jzBg&ved=0CB0Q9QEwAQ

    E’ venuto una scritta tanto grande che non so se si potrà vedere qualcosa. Ad ogni modo era l’interno della Basilica di San Petronio a Bologna.

  2. La foto si vede benissimo e grazie – conosco San Petronio e la bellissima Bologna che amo particolarmente visto che ci abita una mia carissima amica – e che dire del complesso di Santo Stefano che non mi perdo ogni volta che visito la tua città, capace di regalarmi emozioni visive sempre diverse – per finire con la Basilica di San Domenico e l’Arca del Santo con il bellissimo angelo reggicandelabro e uno scattante San Procolo, del diciannovenne Michelangelo, che mostrano già la forza plastica e il dinamismo del grande scultore

  3. Ogni volta che vado in giro nella mia città,è come se fosse la prima volta.San Domenico,del millecento,con il Cristo del Cimabue,San Francesco con la leggenda della vera Croce di Piero della Francesca.Il duomo,costruita in pietra serena,nata senza campanile o quantomeno piccolo,ne possiedo una litografia vecchia.Il campanile è stato fatto in secondo momento,ma non mi piace,sembra un matitone.Ad ogni modo i dipinti,sono fantastici come gli invetriati della Robbia.
    La più bella bella comunque rimane la Pieve,rimane in cima al corso la sua torre sembra che tocchi il cielo.
    Ciao Loretta.

  4. Quello che hai scritto è molto interessante. Questo tuo articolo mi ha stimolato, se ne avrò il tempo, un prossimo APPUNTI DI VIAGGIO.
    Quando si entra in un cattedrale, oltre alla maestosità, si respira un’atmosfera particolare.

  5. Vero, si avvertono forze impalpabili, ma presenti, legate al passato – è innegabile l’ammirazione nei confronti di chi ha saputo creare qualcosa di bello, la competizione e la sfida dell’uomo nei confronti della natura in genere e quel senso di piccoli esseri di fronte ad un immensa realtà interiore.

  6. Pingback: APPUNTI DI VIAGGIO 14 « Quarchedundepegi's Blog

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