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by Loretta Dalola

DONNE in FUGA

11 commenti


Leila Ben Ali è solo l’ultima delle mogli di dittatori che scappa con il bottino, questo l’argomento della  lente di ingrandimento puntata sulla società italiana  e non,  da: Costume e società, una rubrica giornaliera curata dalla redazione del Tg2.

Quale vita attende  le ex mogli dei  dittatori nel loro esilio dorato? Il futuro, si sa ha la peculiarità della previsione e dell’incertezza, pertanto si rende necessario essere previdenti nei confronti dell’unico “inconveniente” legato al regime dittatoriale del marito, quindi, meglio adottare il motto: prendi i soldi e scappa!

E infatti, nei momenti di disgrazia il primo pensiero va sempre…alla cassa. A quel tesoro da far sparire in un batter d’occhio.  Leila Ben Ali non è la prima e non sarà l’ultima ad aver pensato al vile denaro. La moglie del presidente tunisino, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe stipato l’aereo che l’ha portata verso la salvezza con 1,5 tonnellate di lingotti d’oro per un valore di 45 milioni di euro.

E che dire di Imelda Marcos, un’altra icona del lusso sfrenato: quando fuggì da Palazzo si lasciò dietro una collezione di 3.000 paia di scarpe, 1.000 borse, 508 abiti da sera e 15 pellicce di visone. Il marito, Ferdinand Marcos, presidente delle Filippine tra il 1965 al 1986, avrebbe rubato al suo Paese tra i 4 e gli 8 miliardi di euro, e lei attingeva al salvadanaio segreto.

Indimenticabile anche Michèle Bennett, un tempo moglie dell’ex dittatore haitiano Jean-Claude Duvalier. Quando lasciarono Port au Prince, nel 1986, i due coniugi avevano già ammassato all’estero tra i 300 e i 900 milioni di dollari. Che fossero spendaccioni era noto. Il loro matrimonio è passato alla storia per il suo costo spropositato: 3 milioni di dollari di cui 100 mila solo per i fuochi d’artificio.  Le cronache narrano di una donna crudele, vorace, dedita allo shopping compulsivo.

Dimenticato il : chi si accontenta gode, queste donne stile “Pupa del gangster”, con le loro storie di arricchimenti, di lussi sfrenati, vite vissute ignorando completamente il popolo, egoismo in purezza, si assicurano una buona pensione mettendo a segno l’ultimo colpo, ovvero arraffando il più possibile e aggiungendo solo un : Addio, e tanti saluti.

Nel corso della storia si sono susseguiti gli esempi di donne al fianco di capi di Stato autoritari e dittatori e spesso gli storici hanno cercato di individuare i germi della crudeltà di lui nell’incastro fatale della relazione con lei,  donne in grado di indirizzare i destini di una nazione. Da Madame Stalin a Elena Ceausescu, da Imelda Marcos a Lady Baby Doc, passando per Lucia Pinochet, Grace Mugabe e Jian Qing.  Donne, tutte sposate con dittatori efferati  e tutte potentissime. E’ nel letto del tiranno, decise ad affiancarlo, assecondando la sua megalomania e adottando uno sfrenato uso del consumismo che si dibatte la spiegazione. Il nocciolo della questione rimanda alla sfera del potere e quando si tratta di comportamenti che definiscono il dominio di uno sull’altro la discussione è inesauribile e la parità dei diritti altrettanto. Queste donne si creano addirittura uno spazio proprio in cui diventano depositarie, istigatrici e registe di una diplomazia parallela, fino a costituire con il marito una dittatura matrimoniale. Avvalorando la tesi  che per spiegare la condodonne-e-lavorotta di un uomo bisogna cercare la donna che gli sta accanto…

Per fortuna il mondo femminile non è solo fatto di donne sacrificate sull’altare del potere, o donne a luci rosse in cambio della possibilità di fare carriera, ci sono milioni di donne che non appaiono sui giornali, che non fanno notizie, donne quotidiane, dalle mille sfaccettature, donne che producono il 70% della ricchezza mondiale e nonostante ciò  sono ancora sottovalutate, violentate, malpagate….

Dare voce alle qualità delle donne che hanno permesso il progresso del mondo vuol dire  prendere sempre più coscienza del valore che, ognuna di noi, con la vita di ogni giorno, genera nella società.

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11 thoughts on “DONNE in FUGA

  1. Le donne dei dittatori finiscono con il seguire la stessa sorte del marito.
    Ma se al consorte va fatta bene, allora pensano alla cassa, ci hanno pensato per tutta la durata del potere, vuoi che lo mollino proprio alla fine e quando serve di più?

  2. Hai fatto finta di parlar male delle donne che arraffano ma alla fine il tuo articolo è un “panegirico” in favore del sesso femminile.
    In fondo anche le donne del dittatore sono “in gamba”!

  3. dipende dai punti di vista…restare accanto ad un “uomo” che usa forza, violenza e determinazione per affermare se stesso a me sembra squallido…personalmente preferisco che un uomo susciti la mia ammirazione utilizzando altri parametri – sul fatto che le donne facciano le loro scelte e le facciano “bene” nulla da contestare…sono donne eh eh eh ! un abbraccio

  4. Queste donne in fuga, si mostrano all’altezza o alla bassezza dei loro uomini cacciati.
    Pensano ai soldi, al benessere in cui hanno nuotato (magari a scapito della povertà dei loro sudditi), e non lo vogliono perdere.
    Mi viene da dire “Dio li fa e poi li accompagna”.
    Sinceramente non mi piacciono, come non mi sono piaciuti i loro mariti dittatori, sfruttatori e crudeli nei confronti della propria gente.
    A proposito hai un’idea di chi sia Lady Gheddafi? O sono davvero 200 come si dice?
    D’altra parte ci sono “donne nel mito”. Se hai avuto modo di seguire il canale 128 di Sky, Holmarch, ogni tanto si parla di loro. Sono brevi flasch ma assai significativi. Uno dei più straordinari è quello dedicato a Golda Meir, a Maria Montessori, ma anche a Coco Chanel e tante altre.
    Sono donne che hanno cambiato il mondo.
    Ciao Loretta, un abbraccio.

  5. Certo e giusto – ho seguito “donne nel mito” – per fortuna la storia è fatta di tante donne: straordinarie e ordinarie e insieme formano la maggioranza, per fortuna! Ciao e uno “strucon” come dicono in veneto

  6. Le donne da sempre hanno dei punti in più degli uomini,purtroppo anche nelle cose sbagliate,anzi alle volte sono più cattive e vendicative.Questo non hanno fatto differenza della serie prendi il molloppo e scappa.
    Stasera mi sono fatta dei nemici maschi,pazienza.Mi farò perdonare.
    Ciao Loretta.
    PS Scusa cosa vuol dire”STRUCON”

  7. dal dizionario inedito Loretta – veronese, dicasi “strucon” un abbraccio forte dettato da un irrefrenabile voglia di esprimere affetto

  8. @Gibran
    “Le donne hanno una marcia in più”… è da una vita che lo dico. E se fossero un po’ meno “gelose” una dell’altra governerebbero il mondo. Quando poi due donne si picchiano… lo spettacolo è “unico”. Non credo che tu ti sia fatta dei nemici fra gli uomini… anche se qualche volta “la verità offende”.
    @loretta
    Bello lo “strucon”. Lo usi spesso?

  9. ricordi del dialetto veronese, si, lo uso spesso, anche perché qui in Romagna suscita attenzione e curiosità e poi colora di diverso e a me piace di tanto in tanto accarezzare la mia diversità…

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