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by Loretta Dalola

MIKE il giallo del riscatto

2 commenti


Ad un mese dalla scomparsa della bara, avvenuto nel cimitero di Dagnente (frazione di Arona), Pomeriggio sul due si interroga sugli ultimi accadimenti legati al furto della salma di Mike Bongiorno, che ha lasciato tutti scossi. Per parecchi giorni non si sono avuti aggiornamenti sulla vicenda, ma recentemente, il settimanale Oggi fa emergere alcuni presunti retroscena fino ad ora sconosciuti: sarebbe stato chiesto un riscatto di 300 mila euro al figlio Niccolò.

I particolari sono degni di un film. Il settimanale racconta infatti come le indicazioni dei malviventi siano state fatte arrivare alla famiglia del presentatore attraverso una serie di annunci in codice pubblicati su un quotidiano svizzero. Un copione  conosciuto,  da manuale del perfetto rapitore, che utilizza  parole chiave che solo gli interessati possono decodificare.  In un articolo a firma di Giangavino Sulas il giornale spiega anche le rocambolesche  modalità di consegna: il denaro, infatti, avrebbe dovuto essere gettato da un treno in corsa venerdì 18 febbraio da un intermediario della famiglia Bongiorno. L’idea del lancio da un treno in corsa è importante perché fa risaltare la preparazione dei rapitori, in effetti, la grande distanza da sorvegliare tra una stazione e l’altra rende più difficile l’identificazione degli stessi.

Pochi secondi prima del lancio, però, l’intermediario, secondo il settimanale, sarebbe stato chiamato dalla banda: “L’accordo e’ saltato, non se ne fa niente”, gli avrebbero comunicato. La trattativa, quindi, da rifare, mentre il prezzo del riscatto sarebbe aumentato fino al doppio della cifra. Una strategia che però potrebbe rivelarsi controproducente perché, più si allungano i tempi delle trattative e più gli autori  si devono esporre, se vogliono ottenere il riscatto, aumentando le probabilità che le forze dell’ordine allertate da tempo, acquisiscano elementi utili per la loro identificazione.

Ovviamente la famiglia sta adottando tutte le strategie per riavere i resti del proprio caro e apprese queste “rivelazioni”, si è affrettata (comprensibilmente) a smentire ogni richiesta.  ”Nessuna richiesta di riscatto e nessuna trattativa in corso”, hanno affermato i familiari dopo l’anticipazione della stampa. E’ una bufala”. Commenta così le rivelazioni, Nicolò Buongiorno. La famiglia ha sempre escluso ogni contatto con i rapitori della salma anche se Daniela Bongiono in una intervista a Repubblica si era detta disposta a ricompensare chiunque potesse aiutare a ritrovare la salma.

Tutte queste indiscrezioni,  indurrebbero a pensare che a rubare la salma del presentatore sia un gruppo di malviventi ben organizzati,  che devono avere al loro interno persone che vivono nella zona  e che conoscono i luoghi, gli orari e i sistemi di videosorveglianza e di sicurezza, è di fatto poco probabile organizzare un’azione di trafugamento  senza  aver ben  inquadrato l’ambiente,   è inoltre  necessario destreggiarsi con conoscenze  a livello tecnologico, elettronico e telematico e  ultima supposizione: potrebbe esserci  un soggetto addetto ai lavori nell’ambito delle agenzie di pompe funebri, la famosa  “talpa”.

Ma il giallo intanto resta: che fine ha fatto il corpo di  Mike? E soprattutto, chi sono gli autori di questo gesto così assurdo e vigliacco? La storia insegna che alla fine, i soldi non sono mai stati goduti, perchè rubare una  bara è una “maledizione”.

L’ostaggio in questi casi, è un assegno in bianco difficile da incassare!

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2 thoughts on “MIKE il giallo del riscatto

  1. Nel leggere il tuo resoconto, Loretta, mi venivano in mente i gialli di Agatha Christie. Non voglio offendere la memoria di Mike Bongiorno, ma persino le modalità di consegna del denaro hanno un sapore di antico giallo.
    Credo anch’io che chi ha fatto questo gesto, abiti nei paraggi e conosca molto bene la zona.
    E mi sembra anche modesta la cifra dei ricatto.
    Quando e se riceveranno la salma, saranno sicuri che sia proprio quella di Mike Bongiorno o per maggior sicurezza provvederanno all’esame del DNA? Se stesse in me, lo farei.
    Non so che dire, rubare un corpo morto, trovo sia miserevole, sfruttare il dolore e la pietà è ancora più miserevole, anche se le persone potessero pagare miliardi.
    Ciao Loretta, un abbraccio.

  2. Sono in accordo totale con quanto da te scritto – un vero giallo che per ora rimane “un delitto perfetto”, in futuro se mai riusciremo aguardare in faccia gli autori, sarebbe interessante, capire fino a che punto può spingersi l’uomo moderno che non ha di fatto estremi motivi per soddisfare la sua ingordigia.ciao

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