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by Loretta Dalola

TITANIC le verità perdute

9 commenti


È stato un iceberg a far naufragare il Titanic? Secondo la tesi del documentario in onda su History Channel dal titolo “Titanic, le verità perdute” no. È stata una catena di errori e coincidenze. E se un solo anello fosse saltato, il disastro non sarebbe avvenuto. A quasi un secolo di distanza molte domande restano senza risposta mentre i fondali dove giace il relitto della più grande imbarcazione mai costruita, trattengono ancora la carcassa del relitto.

Il Titanic era una nave passeggeri britannica della Olympic Class, divenuta famosa per la collisione con un iceberg nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912, e il conseguente drammatico affondamento avvenuto nelle prime ore del giorno successivo. Rappresentava la massima espressione della tecnologia navale, ed era il più grande, veloce e lussuoso transatlantico del mondo.

Quali le vere cause del disastro che furono attribuite ufficialmente alla collisione tra la nave e un grosso iceberg che avrebbe squarciato, in maniera molto grave, parte della sua fiancata destra?

Innanzitutto al capo del progetto che aveva il compito di studiare la sicurezza della nave furono imposte modifiche che al momento della tragedia si rivelarono fatali, i compartimenti a tenuta stagna furono abbassati da 4 a 3 metri sopra la linea di galleggiamento e questo facilitò l’entrata dell’acqua all’interno della nave, il ponte venne alleggerito dalle scialuppe di salvataggio perché “danneggiavano” il panorama ai passeggeri e anziché 48 come previsto ne rimasero solo 16 disponibili al momento dell’affondamento.

E mentre il Titanic viene ultimato, dai ghiacciai della Groenlandia si stacca un iceberg di 2.000.000 tonnellate che inizia il suo viaggio marino…

Le ipotesi più disparate sulla causa, o le cause, che provocarono quella terribile disgrazia, spaziano dall’errore umano alla sfortuna di schiantarsi sull’iceberg nell’attimo sbagliato. Infatti è stato affermato da parecchi studiosi che se il Titanic avesse virato dieci secondi prima avrebbe sicuramente evitato la collisione, inoltre le analisi di laboratorio hanno dimostrato che l’acciaio della nave, considerato all’epoca di ottima qualità, si deformava facilmente a contatto con le basse temperature:  lo scafo, indebolito dalle fredde acque dell’Atlantico, non fu in grado di reggere alla collisione con il mostro ghiacciato. A ciò si aggiungono altri elementi: la nave possedeva un timone troppo piccolo e i rivetti che fissavano le lamiere erano in ferro battuto, materiale rivelatosi meno resistente all’impatto.

Nonostante ciò si procede alla sua ultimazione, gli  splendidi interni sono pronti per il viaggio inaugurale. Il capitano è Edward John Smith, noto come “il capitano dei miliardari”.  Il  viaggio del nuovo transatlantico costituiva l’ultimo comando prima del pensionamento, e rappresentava il coronamento di una lunga e brillante carriera.  Si procede  alla formazione dell’equipaggio e si eseguono gli ultimi controlli prima di salpare  il 10 aprile da Southampton, diretti a New York con 2227 passeggeri imbarcati. Tempo della traversata: 6 giorni, velocità media 35 km orari, in prima classe erano presenti alcuni degli uomini più in vista dell’epoca.

Il Titanic inizia il  viaggio che non raggiungerà mai la sua destinazione.

La notte del 14 aprile la temperatura si era abbassata quasi a 0 gradi. Il mare era calmo, assolutamente piatto. Una notte gelida, limpida e senza luna, fattori che contribuirono a rendere  maggiormente difficoltoso l’avvistamento di eventuali iceberg, la cui presenza poteva essere notata grazie allo sciabordio delle onde sul ghiaccio. Il Titanic riceve l’allarme “presenza ghiacci” in mare, il capitano ritarda la manovra per il cambiamento della rotta, dei 5 messaggi ricevuti, nessuno inspiegabilmente raggiunge il capitano che crede di aver diretto la nave verso una zona sicura.  Il terzo importantissimo marconigramma giunse  dal Californian, che sostava bloccato dai ghiacci a poca distanza dal Titanic: nel messaggio veniva segnalata la presenza di un enorme campo di iceberg proprio sulla rotta del transatlantico, ma l’operatore radio del Titanic zittì il marconista del Californian essendo impegnato nell’invio dei messaggi personali dei passeggeri, che spense le apparecchiature isolando di fatto il Titanic dall’unica nave che avrebbe potuto salvare i passeggeri.

Il Titanic ora è a 10 minuti dall’iceberg. Il capitano va a cena.

Alle 23:40, le vedette  videro un iceberg direttamente di fronte alla nave; Si suona tre volte la campana e si telefona al ponte di comando esclamando: “Iceberg dritto di proravia!” Si tenta la virata,  il ghiaccio striscia sulla dritta piegando le lamiere e facendo saltare i rivetti uno dopo l’altro sotto la linea di galleggiamento, lo scafo si apre come una scatoletta, un impatto lieve che nessuno avvertì, l’acqua inizia ad entrare…si chiudono le porte stagne intrappolando centinaia di uomini. Si da quindi l’ordine  di abbandonare la nave, evitando di diffondere il panico tra i passeggeri ancora inconsapevoli. Prima le donne e i bambini, quando poi gli uomini ebbero il permesso di salire sul ponte era ormai troppo tardi, tutte le scialuppe se n’erano andate.

Il Titanic si inabissò sul fondo del mare.

Nella sciagura, una delle più grandi tragedie nella storia della navigazione civile, persero la vita 1523 persone. L’evento suscitò un’enorme impressione nell’opinione pubblica.

Si può dire che l’incredibile coincidenza di eventi che portarono alla tragedia fu proporzionale alla sicurezza stessa della nave, e ciò può essere valido in qualsiasi epoca e in qualsiasi situazione. Per questo motivo, dopo quasi un secolo, l’affondamento del Titanic continua a vivere fortissimo nell’immaginario collettivo: esso è il simbolo, senza retorica, della fragilità dell’uomo.

La bellezza delle immagini, il montaggio avvincente, la trama  e anche il fascino delle ricerche fatte rendono questo documentario  molto interessante e godibile, anche per chi non ama guardare i programmi o canali tematici dedicati alla scienza o alla storia.

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9 thoughts on “TITANIC le verità perdute

  1. Non ho visto il servizio,ad ogni modo in questi casi c’è quasi sempre l’incuranza dell’uomo.I morti in particolare furono queli di seconda classe,i ricchi alle volte riescono ad arginare anche la morte.
    Ciao Loretta.

    • Indipendentemente da tutto credo che la morte non risparmiò nessuno, equipaggio o passeggeri che viaggiavano rincorrendo il sogno di un futuro migliore. Le acque gelide del mare congelarono anche i ricchi che viaggiavano sulla nave del lusso! ciao e grazie

  2. Dagli errori sia tecnici che umani si dovrebbe imparare. Quello che è certo è che si scoprono dopo.
    Per esempio perchè l’acciaio usato non è stato testato prima alle basse temperature?
    Era prevedibile che andando per mare ci fossero basse temperature. E poi perchè quel timone così piccolo adatto più ad un gommone che ad un transatlantico del genere?
    Sono errori che forse non si ripetono più, la tecnologia ora è più affidabile (si spera) a meno che non ci sia sempre qualcuno che voglia guadagnarci sopra e gioca al risparmio.
    Fu una tragedia, ma credo fermamente del tutto evitabile, con seri controlli e con comandanti più efficienti.
    Ciao Loretta, un abbraccio.

    • L’incredibile è che la sicurezza fu messa a rischio in nome esigenze estetiche, come la riduzione del numero delle scialuppe, col senno di poi lascia senza fiato ma, del resto era considerata una nave inaffondabile e forse fu proprio questo “peccato di presunzione” a innescare tutti i meccanismi successivi.ciao e grazie

  3. Secondo me la storia del Titanic affascina ancora, a distanza di tanto tempo, perchè rappresenta il paradigma della vita.
    Gli errori, le incapacità, le inadeguatezze, il coraggio, l’eroismo, la fatalità, il destino, la lotta sociale.

  4. assolutamente vero! ciao e grazie

  5. Il servizio non l’ho visto purtroppo , ma di questa serie di errori , messaggi mancati , rotte diverse ne avevo già sentito parlare.

  6. E’ vero, le dinamiche del disastro ormai sono conosciute – cambiano lo stile espressivo, il ritmo narrativo e il confezionamento del prodotto visivo. ciao e grazie

  7. Ormai sì cara Loretta. Buon pomeriggio 🙂

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