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by Loretta Dalola

MOBILITA’ giovanile a confronto

2 commenti


TG 5, appuntamento quotidiano con l’informazione del telegiornale Mediaset, mi colpiscono due notizie che riguardano i giovani. Una si riferisce a giovani “colorati” che si reggono in piedi a malapena, stremati da paura e fatica, non sanno nuotare ma, giungono dal mare, gli altri al contrario sono i giovani che ci piacciono molto, quelli di casa nostra che investono sul loro futuro in corsi e scambi interculturali.

Cosa hanno in comune? Entrambi viaggiano e per entrambi è il viaggio della speranza verso un destino migliore.

Vediamone i dettagli: Il  flusso che si è intensificato, come si sa, nell’ultimo mese, ora comincia a preoccupare anche per  la macabra contabilità del numero di nordafricani che non ce l’hanno fatta. Sconvolgente l’ultimo naufragio di cui sono state vittime gli immigrati, mentre cercavano di raggiungere Lampedusa. Ormai nessuno di noi può fare finta di nulla; in primis, naturalmente, tocca alle autorità preposte intervenire, ma credo che ciò che sta succedendo in questi giorni meriti una riflessione da parte di tutti.

C’erano anche bambini e chissà  se ai piedi avevano le  “scarpe firmate” adottate come scusa dal sensibile Luca Zaia per fronteggiare “l’invasione che stiamo subendo da parte di disperati ma anche di avanzi di galera e delinquenti incalliti”…chissà perché non hanno utilizzato i “telefonini” per chiedere aiuto mentre il loro barcone fatiscente imbarcava acqua?  Alcuni sono stati ritrovati in mare, molti altri sono dispersi, ma è ragionevole pensare che siano almeno duecento quelli che sono morti, soltanto la notte scorsa, a causa del ribaltamento di un barcone di 13 metri sul quale viaggiavano, partito dalla Libia.

Persone abbattute, demolite, che hanno corso il rischio nonostante il pericolo, nell’illusione di venir accolte umanamente, di veder compreso il loro dramma, schiavi moderni che tentano la fuga galoppando verso la speranza, immigrati illegali che scappano da un inferno, cantando a voce alta “Oh Italia, bella Italia”. E pensare che il barcone di disperati era stato agganciato con successo da una motovedetta italiana, partita appositamente da Lampedusa per soccorrere il natante in difficoltà. Ma il mare mosso ha cambiato le sorti dell’imbarcazione che  si è ribaltata, gettando in mare il suo carico.

Possiamo guardare e lasciarci assopire dalla quieta indifferenza? Possiamo permettere che degli esseri umani facciano quella fine? Possiamo ascoltare le parole di responsabili politici che affermano: “Fora dai ball”?

Fa sempre piacere mantenere ideali chiari in questo mondo in continuo mutamento. Perciò, è bello sapere che Umberto Bossi,  interpellato sulla questione dell’emergenza, risponderà sempre allo stesso modo al quesito del che fare degli immigrati? Saranno contenti questi due signori che il mare gli ha condonato l’arrivo di altri 200  “terroristi” pronti ad insinuarsi tra noi.  Per il futuro prendiamoli e rimandiamoli il Libia, ma non con le nostre navi, bensì con le stesse zattere con cui son venuti e senza un euro, così imparano a venire a casa nostra, nell’Eldorado italiano o  terra dei cachi che dir si voglia.

E le stelle stanno a guardare…le stesse stelle che ancora una volta brillano sulla nostra terra, le stelle europee che portano con sé un messaggio di unità e speranza per tutti i giovani europei offrendo opportunità di mobilità, scambi interculturali, servizio volontario e progettualità varie. Scambi che offrono un’esperienza che va oltre la conoscenza linguistica, che porta alla consapevolezza e alla crescita interiore. Questi scambi che iniziano in età sempre più precoce ormai sono indispensabili per l’arricchimento curriculare giovanile. La libera circolazione delle persone, delle merci e dei servizi è una forza motrice dello sviluppo sostenibile dell’Ue. Una delle sue priorità principali è quella di assicurare agli eurocittadini una mobilità realistica ed effettiva. Si adopera per far sì che i giovani possano spostarsi facilmente e liberamente in tutta l’Unione per studiare, esercitare una professione, o per altri motivi. Uno degli obiettivi principali è di aiutare i cittadini a beneficiare appieno dei vantaggi offerti dall’integrazione europea e dal mercato unico. L’UE incoraggia inoltre la diffusione di informazioni, perché i cittadini abbiano una visione d’insieme più chiara del quadro normativo in vigore. Si tratta di una tappa importante perché acquisiscano la consapevolezza dei loro diritti e dei vantaggi di cui possono usufruire in quanto cittadini dell’Unione.

E la nave va… portando la rotta dei giovani verso l’Europa…alcuni verso la morte, altri verso la vita.

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2 thoughts on “MOBILITA’ giovanile a confronto

  1. Sinteticamente:
    Quanto è giusto aiutare quei poveretti che cercano “giustamente” un po’ di benessere!
    Quanto sarebbe giusto punire in modo esemplare chi si arricchisce stipando certi barconi!
    Quanto sarebbe giusto aiutare “quelle nazioni” alla fonte evitando, per esempio, di vender loro armi.
    Quanto… Quanto… Quanto…
    L’importante è il PIL.

  2. A pagare è sempre la povera gente che subisce le angherie di chi si approfitta del ruolo di potere che copre, la storia continua a sbattercelo in faccia e ancora non abbiamo imparato, chiusi nel nostro egoistico tentativo di “tirare a campà” che la nostra unica forza è proprio la coesione che riesce a frenare i soprusi. ciao e bentornato

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