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by Loretta Dalola

Stiamo tutti bene? Vento di rivolta!

13 commenti


Come ogni giovedì, una nuova puntata di Annozero, la trasmissione condotta da Michele Santoro. Tema della serata, la crisi del Paese, aperta con la domanda rivolta agli ospiti in studio: “Stiamo tutti bene?”

Mentre tutti i nostri governanti sono impegnati nelle crisi interne, dovute, soprattutto, ai rapporti tra il Premier e la Lega Nord che stanno cedendo, il Paese rischia di ritrovarsi in una profonda crisi economica che sembra passata in secondo piano. L’Italia è un paese dove può capitare di tutto: al voto si, no, subito. Poi la convergenza del Pdl e della Lega. Poi dichiarano che possiamo mettere fine alla dittatura libica e infatti la bombardiamo, poi la Nato afferma che finché Gheddafi è vivo la guerra continua…forse ci sentiamo disorientati da cotanta chiarezza e allora, ecco che dallo studio arrivano le spiegazioni.

Pierluigi Bersani, leader del Partito Democratico, che  dichiara che in 8 anni di governo Berlusconi non ci sono mai stati miglioramenti e “bisogna risolvere il disagio del popolo leghista che io capisco, ha votato leggi salva-premier, che voleva il federalismo per abbassare le tasse e si ritrova un federalismo dove i comuni devono alzare le tasse, questa gente non voleva la guerra e abbiamo bombardato, per questo abbiamo assistito alla sceneggiata di Bossi, allora cosa faranno? Ci dicano se vanno o se ci stanno?  Per Berlusconi  governare, è solo un dopolavoro, un governo che è al traino della Lega – ha solo una voglia disperata di sopravvivere senza mai affrontare nessuno dei tanti problemi che affliggono il paese, è una sopravvivenza estenuata. –  Siamo di fronte a tecniche di sopravvivenza: salvare il presidente del consiglio dai processi, evitare il referendum sul nucleare, fare un po’ di sottosegretari. – Sfido la Lega, voglio sfidarla: non può tenere il piede in due scarpe. Se il governo non ha credibilità e l’opposizione non prende credibilità – ha aggiunto il leader del Pd – il paese va allo sbando”.

Pronta la replica di Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia. “Quando si deve assumere una posizione di governo si è assunta una posizione unitaria per cui la mozione è stata approvata con i voti della Lega e del Popolo delle Libertà ha avuto una netta maggioranza e la posizione dell’Italia è definita in un contesto internazionale. Piuttosto è stata l’opposizione a dividersi. “La mia posizione è sempre stata critica, fortemente critica nei confronti di questa guerra – ha aggiunto Formigoni – nei fatti molto vicina a quella della Lega. Sono stato critico anche nella prima parte di questa vicenda quando ci eravamo limitati a concedere le basi ed erano gli altri a fare le missioni di bombardamento. Credo che il mondo intero e non solo l’Italia sia vittima di un grande abbaglio: non conosciamo quello che succede nei Paesi arabi, i meccanismi tribali di clan che governano la Libia, sono tutti convinti che se Gheddafi morisse il problema si risolverebbe. Basta conoscere qualche cosa, aver letto qualcosa della stampa di questi anni per rendersi conto che Gheddafi si regge su una base di consenso, piaccia o non piaccia, fatta di clan. Il rischio è che questa guerra  peggiori la situazione piuttosto che migliorarla.

E si ricomincia, con il ping pong verbale, mentre il collegamento in diretta da Carbonia  racconta l’impatto della crisi economica in Sardegna, dove pastori, artigiani, commercianti, operai, lavoratori, riuniti dalla reale difficoltà di sopravvivenza stanno protestando :“Siamo arrabbiati nei confronti di una politica che non ha tempo per la soluzione dei problemi, è l’ora della rivolta!”.

In effetti assistiamo per la prima volta ad un blocco sociale dal basso che manifesta l’intensità e la forza del disagio italiano, la confluenza di più categorie sarde sono una vicenda pilota a cui fa seguito anche lo sciopero nazionale, pertanto non mi sembra che stiamo tutti bene. Se a Carbonia prima c’erano le miniere, le fabbriche, gli artigiani, le attività  e ora non c’è più nulla, anzi, c’è il presidio dei lavoratori arrabbiati, disperati e in lotta, è segno che la politica ha problemi seri. Come la togliamo la profonda oppressione dell’angoscia del futuro? Indubbia la crisi economica globale ma, noi abbiamo anche l’aggravante di una maggioranza che ha creato il corto circuito attuale ed è evidente che è arrivato il momento di soluzioni concrete.

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13 thoughts on “Stiamo tutti bene? Vento di rivolta!

  1. Non ho visto Annozero. Ho letto quello che hai scritto e traggo una semplice conclusione. Se i Signori (per rispetto ho messo la esse maiuscola) che siedono a Montecitorio e a Palazzo Madama si rendessero conto che non serve a nulla litigare ma che bisogna rimboccarsi le maniche per dare agli italiani la possibilità di lavorare, non sarebbe meglio?
    Ho scritto:”dare agli italiani la possibilità di lavorare”. Sì perchè, malgrado tutto, di italiani che vogliono lavorare onestamente ce ne sono tanti. Ma sono talmente tanti gli inghippi della burocrazia e del lassismo, per cui lavorare diventa sempre più difficile. E poi ci si mettono anche i sindacati coi loro scioperi. Uno sciopero come quello di oggi non serve a nulla. Ormai serve solo a rompere le scatole a chi vuole lavorare. Si aspetta che passi. Quei Signori se ne fregano. Che la smettano di discutere! Che finalmente si mettano a lavorare!

    • ovviamente condivido la sostanza del tuo pensiero – sulla disperazione dei sardi ti garantisco che se io fossi stato un politico mi sarei vergognata della condizione di privilegiato visto che questi tanti signori hanno dovuto chiudere le attività per colpa dell’imps, che un altro ha ritirato il figlio dall’università, che un’altro pensa a farla finita ecc.ecc. – ma come possono parlare, parlare, parlare…e allora ben venga qualsiasi reazione, rabbia, urla, sciopero piuttosto che la rassegnazione – ciao

  2. Cara Loretta, apprezzo il tuo post, non ho visto tutta la puntata ma solo la parte che è iniziata con Travaglio. Ho seguito ed apprezzato con il cuore lo sfogo di quel disoccupato, al quale il Formigotto milanese rispondeva sdegnato con quel ghigno falso nel quale si evidenziava tutta l’arroganza del potere e della politica. Uno che risponde dicendo che è 20 anni alla guida della Lombardia (in barba alle leggi che limitano a 2 mandati)con tanta spocchia e prosopopea, meriterebbe di provare lui ad essere disoccupato con una famiglia da mantenere, avrebbe meno da ridere. Chi al giorno d’oggi è ancora nel ciclo produttivo e può constatare sulla sua pelle come sia cambiato il mondo del lavoro, i rapporti di forza e le regole, non può non dissentire dal commento del caro Dottore di Pegli, che stimo e rispetto, ma dissento totalmente dal suo commento sopra. Chiudo con una triste considerazione. Con l’opposizione che abbiamo ( e mi riferisco al PD) Berlusconi o altri per lui governeranno ancora tanto, la poltroncina e lo stipendio per tutti gli altri è comunque assicurato, nessuno ne soffrirà. Un abbraccio, ciao

    • ascoltare la rabbia e la disperazione di persone oneste che vogliono solo lavorare dignitosamente per portare a casa uno stipendio che garantisca loro una vita normale mi ha fatto un effetto empatico molto forte – l’Italia nonostante il sire e la sua corte minimizzino si sta incamminando velocemente verso un avvilimento desolante –

  3. Chiedo a Raffaele:”In che cosa dissenti?”
    Te lo chiedo perché temo di non essere stato capito (o non mi sono fatto capire).

  4. tranquillo tra te e raf ci sarà il chiarimento che chiedi – buon fine settimana a tutti e due

  5. Ti sembro agitato?
    Particolare buon fine settimana anche a te.

  6. Caro Dottore, mi permetto di chiarire ciò dal quale dissento ed è l’affermazione: “E poi ci si mettono anche i sindacati coi loro scioperi. Uno sciopero come quello di oggi non serve a nulla. Ormai serve solo a rompere le scatole a chi vuole lavorare”.
    Ti posso assicurare che lo sciopero (ammesso che in futuro esista ancora), danneggia in primis il lavoratore. Chi vive con gli stipendi che abbiamo in Italia (la metà del resto d’Europa a parità di lavoro) ci rimette una giornata di lavoro che in termini economici non è poco. In alcuni settori come i trasporti, la legge ed altri cavilli rendono praticamente impossibile scioperare. I datori di lavoro se ne fregano delle leggi, dei contratti scaduti da anni, dei diritti dei lavoratori ed al giorno d’oggi pretendono solo ubbidienza, ecco cosa sono i lavoratori del nuovo millennio. Se passasse la proposta CISL ad esempio sullo sciopero bianco sarebbe un bel risultato per tutti, il sindacato dichiara lo scipero, il lavoratore si presenta a lavorare per forza, ma gli viene trattenuta la giornata come se fosse rimasto a casa. Bel risultato. Lo sciopero ormai è un’arma spuntata, ma fino a che esiste ancora come forma di protesta, è l’unica possibilità per dei lavoratori e per il sindacato per far sentire la loro voce. Un giorno di questi scrivo un post sui sindacati e sui sindacalisti.
    Se invece volevi dire che lo scipero di oggi è prevalentemente politico, allora su questo potrei convenire. Un caro saluto Dottore, ciao

  7. Caro Raffaele,
    Mi fa piacere rendermi conto che ci siamo capiti male. E penso addirittura che lo sciopero di oggi permetterà al Presidente del Consiglio di parlar male della sinistra e continuare sulla sua strada.
    A parte certi stipendi che sono scandalosi, ciò che veramente non sopporto è l’andazzo del “precariato” che, a parer mio, non solo è scandaloso, ma, sempre a parer mio, sarebbe da codice penale. Chiunque ha diritto di fare dei progetti!
    Buona notte e grazie alla cara Loretta per l’ospitalità.

  8. Attenti ai forconi dei sardi,quelli non scherzano,poi Loretta la camicia di Formiconi non era quella ma havaiana,lui si potrebbe offendere per il cambio.
    Ciao buon fine settimana.

  9. ciao Gibran, ottima attenzione ai particolari – confermo la mancanza di aggiornamneto sul look di Formigoni…ciao

  10. La cosa più significativa della trasmissione è stato il collegamento esterno con i lavoratori sardi, è da loro che puo’iniziare una opposizione vera contro questo regime di caste e corrotti.
    Ciao

  11. Speriamo – anche se dubito che la casta politica riesca a coglierne la drammaticità.ciao e grazie

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