www.ilsegnocheresta.it

by Loretta Dalola

Cavarsela in tempo di crisi

12 commenti


Il mondo del lavoro in tempi di crisi cambia. E’ l’argomento trattato dall’indagine della rubrica del Tg2 Costume e società che analizza  fattori economici, sociali e culturali alla base delle modifiche della domanda e dell’offerta dell’attuale mercato del lavoro italiano. Aumenta il part-time anche nei weekend.  Addio dunque ai pranzi in famiglia e alle gite fuori porta. Studenti, donne e mamme sono  i potenziali lavoratori, disponibili a entrare o rientrare nel mondo del lavoro anche sacrificando le cifre dello stipendio. La nuova tendenza infatti è quella di meno ore lavorative ma almeno un lavoro regolare, con tanto di contratto.

La precarietà del lavoro impone adattamenti. Lavorare, lavorare, lavorare. Si fa presto a dire “Generazione 1000 euro”. Per arrivarci, spesso, bisogna fare una vita capovolta rispetto ad amici e parenti. Mentre gli altri festeggiano il meritato riposo del fine settimana ecco che un numero sempre più crescente di lavoratori invece inizia il turno, festività comprese. La nuova strategia, per chi non riesce a trovare un’occupazione stabile e fissa, consente loro di avere una vita sociale scombussolata ma almeno uno stipendio a fine mese o nei casi più fortunati arrotondare in qualche modo.

Precariato e stipendi bassi sono  uno spaccato di una realtà vastissima di un fenomeno in crescita dove, l’aumento del costo della vita e la difficoltà ad arrivare alla quarta settimana del mese hanno incentivato questa scelta.  In Italia in dieci anni, la quota di chi ha un contratto a tempo parziale è quasi raddoppiata inoltre non viene più considerata una forma di lavoro dedicata soprattutto a chi ha un basso livello di istruzione, perché, con i tempi che corrono, chiunque si accontenta di uno stipendio, da qualsiasi parte esso derivi. Tra i vantaggi compare certamente il fatto delle molte ore disponibili giornaliere per il distrigo di faccende o acquisti anche se la connessione con orari socialmente disagiati, il lavoro serale, notturno, nei weekend o a turni non depone certo a suo favore. Buono o cattivo che sia, le persone devono al part time una maggiore possibilità di trovare lavoro.

Ci si rende  conto  che il  vento della crisi ha soffiato anche sul lavoro part- time che sta diventando  un’ alternativa, la nuova tendenza storica  degli italiani per ridurre la disoccupazione che rimane  un problema sociale,  attuale,  di tutti  e che non riguarda solo chi non ha un lavoro fisso. Speriamo però che  non diventi  una via senza ritorno,  connotandosi sempre più come una decisione definitiva.


Annunci

12 thoughts on “Cavarsela in tempo di crisi

  1. Praticamente è come dire che una generazione salta. Senza lavoro o con un lavoro che non consente la formazione di una famiglia, vuol dire che questa società fa scomparire un’intera generazione.
    Una grande tristezza per chi deve affrontare il lavoro in quel modo ed una grande tristezza nel constatare che il governo, questo governo, non sta facendo niente per migliorare la situazione.
    Ciao Loretta, un abbraccio.

    • Hai messo il dito in una delle tante piaghe, ben aperte da questo governo che se pur aveva l’attenuante di essere in un contesto di crisi generale, non ha voluto convogliare sforzi collettivi per rendere meno difficile ciò che lo era di base, impeganto solo ad accentrare le prorpie piccole o grandi problematicità – che triste realtà! Speriamo che il vento del nordo quantomeno porti uno spiraglio di cambiamento – ciao e grazie

  2. Cara Loretta, perchè certe persone che parlano di crisi, sempre in ogni circostanza, la crisi non la conoscono mai ? I politici nostrani conoscono la crisi? I giornalisti pagati dallo stato la conoscono? I manager alla Marchionne? La crisi la devono conoscere sempre e solo i lavoratori? Quelli ai quali si chiede sempre di più? La crisi è solo una situazione creata ad hoc dalla globalizzazione, per generare manodopera umana che non costa nulla e crea enormi profitti. Ma a lungo andare queste cose provocano rivolte che poi non sono più gestibili. Giusto per farti un esempio pratico, nel mio lavoro stanno per firmare una normativa di lavoro che pari pari ricalca quella presente nel Regio Decreto del 1914. Ti sembra possibile che nel 2011 dei sindacati dei lavoratori possano farci ritornare indietro di 100 anni, con la solita solfa della crisi e della concorrenza? Io sono veramente stanco di sentire solo meschinità e falsità da parte di gente che parla di crisi ma prende la pensione solo mettendo il culetto sulla poltrona di Montecitorio o di un consiglio regionale, mentre c’è che chi non la prende neppure dopo 40 anni di fatica e sacrifici. Ciao e scusa lo sfogo

  3. Sfogo più che accettato, direi giusto – anch’io nel mio piccolo sto pagando le conseguenze della crisi, la mia cooperativa per sopravvivere ha dovuto scegliere la fusione con una realtà molto grande – risulato: siamo vivi ma abbiamo perso il contatto umano, la comprensione e la condivisione quotidiana di tutto – un aspetto che ti faceva sentire parte produttiva del lavoro con relativa soddisfazione – ora nell’ingranaggio in grande sei un numero incasellato a svolgere una mansione con relative conseguenze economiche , di autostima e di demoralizzazione. E i sindacati? Parole, tempo, forse, ma, se, non si può, è così ecc.ecc. Una fusione che doveva garantirci le stesse condizioni lavorative di prima e che invece si sta dimostrando un nodo scorsoio…e i sindacati prendono tempo e parlano…come vedi anch’io mi sono sfogata – ciao Raf un bacio di comprensione e un abbraccio per infonderci coraggio.

  4. Il problema della precarietà soprattutto giovanile,sarà uno dei temi più drammatici lasciatici in eredidà da questo sistema liberal(si fa per dire)-capitalistico .Un problema, cone dice giustamente Vendola, che rischia di schiacciare il futuro stesso delle generazioni future. Credo perciò che i giovani debbano tutti prenderne consapevolezza e lottare ,fare le scelte giuste prima che sia tardi. Gia’ oggi molti giovani probabilmente non avranno mai una pensione .
    Ricordo le lotte degli studenti universitari collegate a quellle operaie è questa la strada. Ai miei tempi c’erano ancora un minimo di diritti oggi con parte dei sindacati venduti ,sono i giovani che devono cercare di ricostruire le lotte per la loro riconquista.
    Ciao

    • la vedo dura, i giovani si sono trovati immessi in un mondo già fatto, non hanno lottato e per comprendere le rivendicazioni devono prima pagarne le conseguenze…peccato, tanta fatica sprecata! – (ovviamente spero di sbagliare visione d’analisi)- ciao e grazie

  5. Ringrazio di far parte di una generazione che non ha dovuto subire la trafila del precariato fisso.
    Mi chiedo come sarà la situazione quando toccherà a mio figlio.

    Syl

    PS: mi aspettavo un tuo post su Sgarbi….

  6. Sfuggito mi è….colpita e affondata!
    Certo non è una bella eredità che lasciamo ai nostri figli – ciao e grazie

  7. Avevo già pronto un bel commento pieno di riferimenti a teorie micro e macro economiche per dire che forse ha ragione il matto che parla di decrescita..ma la nuova veste del blog mi ha un po’ intimidito e spaesato…mi ci devo abituare. Bello, però il vento che soffia t’ha girato tutto..
    a.y.s. Bibi

  8. Finestre aperte, aria nuova, colori nuovi, la primavera di Praga anche qui si sente, ma tranquillo: Miguel son sempre mi! Stesso calore, stesso tifo, stessa voglia di confronto, pertanto vieni da me e parla! ciao e un colorato bacino d’incoraggiamento…

  9. si, e chi ti crede…ih ih! dai che ti stappo una bottiglia di benvenuto in questo colorato spazio virtuale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...