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by Loretta Dalola

Gli invincibili sono tra noi

2 commenti


Ultimo appuntamento con “Invincibili”, il programma di Italia 1 condotto da Marco Berry, che racconta le storie di persone comuni che hanno subito gravi traumi psico-fisici e che hanno saputo “rinascere”, cominciando una nuova vita più forti di prima.  “Ferite che non si possono rimarginare, ma i nostri protagonisti non le nascondono mai, anzi, sono il motivo per confermare che sono invincibili”…

Il concetto di altezza vien usato anche in senso metaforico, “non sono all’altezza della situazione” ma nel caso di Fabiano Lioi,  l’altezza vale veramente, perché ha dovuto chiederselo spesso.   33 anni, attore e musicista, con le ossa fragili come il cristallo. Ha già subito 215 fratture, le sue ossa si spezzano come rami secchi  ma è un ribelle. Piccolo di statura ma grande nello spirito e determinato a fare quello che vuole:”Mia madre non è stata brava nella mia “scultura” ma non ne ha mai fregato nulla, la cosa più importante per me è l’indipendenza”.   Nasce a Santiago del Cile,  giovanissimo si trasferisce  a  Roma dove attualmente vive e lavora. Ha imparato da solo a suonare chitarra, piano e batteria, compone musica e ogni volta che sale sul palcoscenico rischia di spaccarsi, ma a lui poco importa, per “riaggiustarsi” gli basta sedersi al piano, muovere le dita,  emettere le vibrazioni sonore che gli danno le emozioni e vincere su tutto.

L’osteoporosi imperfetta che già dal nome ti lascia sgomento è una patologia assurda, invalidante, devastante eppure Fabiano guarda in faccia la vita e la sfida. Vive l’handicap come una risorsa  ed è per questo che  si muove anche nel mondo del teatro, entra a far parte della band “Ladri di Carrozzelle” come artista polistrumentista e realizza la docufiction “Una Vita da Ladri”. Un brutto incidente stradale in moto lo costringe  a lasciare per oltre due anni la sua carriera artistica. A causa dell’incidente perde anche la sensibilità del tatto. Superato il difficile momento,  Fabiano torna nuovamente attivo artisticamente, partecipando a film, cortometraggi, videoclips, servizi fotografici, Da 12 anni suona la chitarra elettrica e il pianoforte, anche se dopo l’incidente ha dovuto aspettare molto tempo prima di ricominciare ad usare correttamente le mani. Oggi è tornato a suonare in vari locali con dei gruppi. Lioi ha un progetto che insegue da tempo, ha scritto la sceneggiatura di un cortometraggio che parla di come i disabili vengono visti dai normodotati e delle barriere che non di riescono a superare. Un piccolo grande uomo , attaccato alla vita e che tanto fa riflettere.

Un’altra storia, quella di un giovane Stefano Viglione, 21 anni, un brutto incidente sulla Torino-Savona  gli provoca gravi danni alla colonna vertebrale. Oggi è paraplegico, nessuna sensibilità dall’ombelico in giù, non controlla più il suo corpo eppure a 40 anni è il sindaco di Mondovì, sposato e con una bella bambina. Un ragazzo molto sportivo, che improvvisamente deve affrontare un cambio radicale. Sua madre, lo ha aiutato nella sua rinascita, di origine inglese, si ricorda dello Stoke Mandeville Hospital, il primo ospedale al mondo per la riabilitazione delle paraplegie, nato per rimettere sugli aerei i piloti infortunati della RAS nella seconda guerra mondiale, e decide di mandare il figlio in Inghilterra a fare la riabilitazione. Lì Stefano in cinque mesi impara a essere una persona totalmente autonoma: si laurea, pratica tutti gli sport, anche quelli più estremi, e nel 2003 arriva ad essere il campione italiano di monosci. Nel 2007 Stefano viene eletto sindaco di Mondovì. “Ma la sfida più grande e soddisfacente è quella di essere riuscito ad avere una figlia”.

Anche lui è determinato, non si è lasciato sconfiggere dagli avvenimenti, ha deciso di occuparsi degli altri, dei cittadini del suo paese. E’ di fatto, un disabile che fa politica ma  non si sente un uomo in carrozzina, è  una persona utile alla collettività, amato e rispettato e con quel coraggio che lo  porta a dire: “Quella di candidarmi a sindaco è stata una scelta importante che comporterà una diversa impostazione della mia vita. Ho assunto  questo impegno con grande entusiasmo.  Mi sento infatti orgoglioso di lavorare per la città in cui vivo sin dalla mia infanzia”.

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2 thoughts on “Gli invincibili sono tra noi

  1. Non ho visto l’ultima puntata ma un’altra.
    Sai una cosa? Guardando queste tipologie di trasmissioni a me viene sempre un dubbio di fondo ed è quello del Circo Barnum, il Circo dei Fenomeni con la donna barbuta ect ect. Mi spiego meglio onde evitare di essere frainteso.
    In pratica mi sorge sempre il sospetto che il fine ultimo sia la spettacolarizzazione di storie estreme giusto per fare audience. C’era o forse c’è ancora nei palinsesti sky, un programma che parlava di malattie incredibili, ne vidi una puntata dove si parlava di un tizio che era praticamente ricoperto da verruche e chiamato l’uomo-albero. Insomma..è questo che viene in mente.
    Questo non vuol dire che non bisogna parlare di queste storie o nascondere la testa sotto la sabbia ma forse neanche dare tanta enfasi. Boh..non so forse sbaglio io ad essere sospettoso.
    a.y.s. Bibi

  2. Dubbi comprensibili in una società che ha fatto della spettacolarizzazione televisiva uno dei tanti modi per catturare l’audience, forse però in questo programma il taglio è puntato più sulla capacità di reazione dei singoli casi – quello che mi colpisce per esempio è la totale assenza di compassione o pena dell’ambiente nel quale vivono – sono riusciti a costruirsi certamente in maniera faticosissima un alternativa e questo aspetto a me piace e mi fa anche riflettere sulle potenzialità umane – ciao e grazie

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