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by Loretta Dalola

Il corpo trasformato

4 commenti


Attraverso una serie di documenatri  intelligente e innovativa National Geographic Channel invita gli spettatori a ripensare il loro modo di concepire riti e tradizioni praticate in alcune società che risultano  proibiti e illegali in altre. Comportamenti, rituali e credenze del mondo,  per svelare l’aspetto educativo, controverso e incredibile  del comportamento umano.
Un  intrattenimento informativo e intelligente che sta alla base del documenatrio : Tabù, il corpo trasformato che si domanda cosa ci spinge a ridisegnare o deformare il nostro corpo con operazioni o costrizioni d’ogni sorta? A definire noi stessi, e a dichiarare a quale cultura apparteniamo.
Infatti, le donne del villaggio  Padong nel nord della Thailandia, usano mettere degli anelli d’ottone intorno al collo per allungarlo, vengono infatti chiamate “donne giraffa”. Già da piccolissime iniziano a mettere gli anelli intorno al collo  e una donna adulta arriva ad averne 20 o più. I Padong attraversarono in tempi relativamente recenti il confine di stato provenienti dalla Birmania stessa, dove alcuni conflitti etnici e politici nonché razziali ne avevano da tempo reso ardua l’esistenza. La Thailandia ha accolto quali profughi questi popoli, in maniera  fredda e distaccata relegandoli ad aree strettamente attigue al confine stesso, confine che i Padong non possono più riattraversare pena la morte. L’antica usanza degli anelli  che ha origini simboliche si è tramutata in simbolo di bellezza, seduzione e fedeltà. Le  ragazze che non indossano la corazza d’ottone sono considerate prive di moralità, non possono sposarsi e avere figli. Gli anelli  al collo che in realtà sono un unica spirale di ottone,  viene tolta solo durante il parto,  le visite mediche o in caso di adulterio dove l’esposizione del  collo sta ad indicare il “peccato” commesso.
Da secoli il rito di iniziazione si ripete pressoché identico: all’età di 5 anni le bambine,  vengono preparate per diventare delle donne giraffa. Durante una sorta di cerimonia che si svolge tra canti e danze, ad esse vengono applicate spirali di ottone alle braccia e alle caviglie e un collare di circa tre chili attorno al collo. Ogni due anni viene aggiunto un anello. Per il peso delle spirali, non solo il collo inizia a deformarsi allungandosi fino a raggiungere un massimo di 25/30 cm, ma anche la cassa toracica tende ad abbassarsi. I movimenti del collo racchiuso  sono molto limitati e per favorire la circolazione sanguigna è obbligatorio un massaggio quotidiano alle braccia e alle gambe. Le spire d’ottone inoltre, per l’abbondante sudorazione provocata dall’umidità tropicale, possono causare infezioni e tumefazioni alla pelle. Nelle giornate di sole è obbligatorio arrotolare un asciugamano al collare per impedire che i raggi arroventino l’ottone.
Eppure per gli abitanti di questo villaggio il concetto di bellezza passa attraverso l’attorcigliamento di questo materiale prezioso che rappresenta anche gli unici oggetti di valore che le donne possiedono. Nonostante essi siano visti come un’attrazione turistica sono un popolo molto orgoglioso che tenta di vivere la propria cultura secondo la tradizione.
Modificare il collo non è peggio di tante pratiche occidentali.
Ci sottoponiamo ad interventi di chirurgia estetica, tatuaggi, percing, body building, pratiche per noi consuete e  associate al nostro concetto estetico.
L’aspetto fisico porta con sè la cultura di un popolo, anche se questo passa dal dolore inferto dalle mani della propria madre.  Il Camerun è il Paese dove “si stirano i seni”, dove, per antichi e nuovi pregiudizi, migliaia di adolescenti sono sottoposte a un’atroce tortura. Una tradizione dolorosa che dura da generazioni, una violenza che può iniziare anche a otto anni. Denudate, costrette a sdraiarsi e immobilizzate, mentre un pezzo di legno scaldato dal fuoco viene loro pressato, schiacciato, premuto con forza, massaggiato, passato e ripassato più volte sul petto per ore, ogni giono, per  mesi, nel brutale tentativo di appiattire il seno. Una pratica che può provocare deturpamento e interrompere lo sviluppo del seno con gravi conseguanza anche per il futuro allattamento. Viene particato di nascosto, in età puberale quando il seno “sboccia” per sviare l’attenzione degli uomini che cominciano  a guardarle perché sanno che ormai sono donne pronte per l’accoppiamento. Cosa spinge una madre a torturare la propria figlia?  Vogliono “proteggerle  dagli uomini”, un corpo adulto può far anticipare il matrimonio o, peggio, metterle a rischio di violenze e una gravidanza prematura è un fatto molto grave che rovinerà la figlia per sempre.
Ai nostri occhi è una pratica atroce, incomprensibile, ma il mondo delle trasgressioni corporali è pieno di esempi anche nel nostro mondo. Cosa siamo disposti a fare per avere un corpo perfetto? Che dire del body building che amplifica l’illusione della bellezza ideale? Corpi scolpiti in anni, muscoli portati all’estremo dall’allenamento, dagli steroidi o dallo scalpello del chirurgo che pur essendo sconsiglaiti o vietati non impediscono alle persone di sottoporvisi.
Seguire l’immagine di una perfezioen lontana dalla persone comuni, un’ossessione che porta all’impianto di pettorali finti, glutei e polpacci per gonfiare la muscolatura. Pratiche sempre più diffuse anche tra gli uomini che rispondono alle esigenze della vanità, che confermano che siano disposti a soffrire per avere sempre qualcosa in più degli altri. Un sottile gioco psicologico che ci spinge nonostante i rischi e il dolore a trasformare il corpo, per apparire più belli, desiderati, per riconfermare l’appartenenza o l’esclusione da un gruppo sociale.
Quello che emerge da questo viaggio è che tutte le modificazioni sono collegate alla lotta dell’uomo che ci porta a capire cosa siamo e cosa vorremmo essere. Eppure il concetto di bellezza si sposta nel tempo…
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4 thoughts on “Il corpo trasformato

  1. Salvo subito il nuovo blog 🙂

  2. Ehilà ciao e benritrovata – sono felice che i traslochi non facciano perdere i contatti, faccio altrettanto anch’io – buona domenica

  3. Di fronte a questi esempi di “veri maltrattanenti” rimango senza parole. Nei paesi più poveri e meno sviluppati a rimmetterci di più sono le donne. Penso all’infibulaziome, alla lapidazione, all’imposizione di coprire tutto il corpo con un burqa,e tante altre umiliazioni. E queste sono le cosidette “tradizioni”.
    Ma chi queste tradizioni non le ha, grazie a Dio, non capisco coloro che si sottopongono a torture per “modificare” l’aspetto fisico. Secondo me sono malattie vere e proprie come l’anoressia e vanno curate. E spesso la modifica porta a dei mostri.
    Come sono dei mostri, sempre secondo il mio modestissimo parere, le labbra a canotto. Sembrano malate, prese a martellate, pezzi di carne sanguinolenta.
    Quanto sono più belle e più sane due belle labbra “normali”!!!!! che invecchiano secondo natura.
    Ciao Loretta, un abbraccio.

  4. ciao Spera
    gli aspetti sono due: quello culturale su cui è difficile intervenire in quanto ogni tradizione è parte profonda dell’individuo e quello che hai nostri occhi appare improponibile per chi ne viene educato diviene assolutamente normale – diverso invece è il discorso dell’esageraione occidentale nei confronti dell’inseguimento di una bellezza effimera che appunto come dici tu sfiorisce o cambia per moda – su entrambi incombe la discriminazione femminile che riguarda la sfera sessuale concessa ai maschi e negata violentemenete all’altro sesso, anche lì però sfioriamo la cultura, ma grazie alla globalizzazione, piano piano si riuscirà a far valere il diritto umano all’eguaglainza.

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