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by Loretta Dalola

La vittoria del popolo libico

6 commenti



Tg la 7
apre l’edizione serale con la notizia riguardante le ore decisive che la Libia sta vivendo. E’ la fase finale, con i ribelli penetrati nella capitale in un’azione combinata con le forze Nato, la guerra è arrivata a Tripoli al grido di “Allah Akbar” diffuso attraverso l’altoparlante delle moschee. Sparatorie ed esplosioni si susseguono incessantemente, come le notizie che rimbalzano di momento in momento tenendo aggiornato l’occidente che guarda con interesse l’esito del capitolo libico.

I figli del Raìs sono stati catturati  mentre  le notizie che  riguardano il Colonnello sono incerte sappiamo solo che per ora che  non si arrende e che le sue truppe continuano a combattere contro gli insorti.  Stando a fonti diplomatiche questi sarebbe ancora a Tripoli, e “potrebbe” nascondersi nella sua residenza-bunker di Bab al-Aziziyah, intorno alla quale non a caso si continua a combattere. La caccia continua mentre Tripoli  festeggia, ma la vittoria ufficiale, potrà essere pronunciata solo con l’arresto o la morte di Gheddafi.

La situazione dunque è alle fasi finali e la diplomazia dovrà ridisegnare la nuova Libia, una volta caduto il regime di Gheddafi, quale sarà il futuro del Paese in mano agli insorti? Si ristabilirà un equilibrio? Sarà garantita la libertà di religione e la tutela dei migranti?  E’ la resa dei conti di un popolo sottomesso ad un dittatore sanguinario, un popolo sfruttato e affamato che con la forza della disperazione si è ribellato per conquistare un regime democratico. Il regime di Muammar Gheddafi è ormai segnato. I ribelli si sono aperti la strada in ogni angolo della capitale, facendo irruzione nel cuore della città, dove sono stati accolti dai cori di approvazione della folla che aspetta la fine dei 42 anni al potere del rais. Una nuova Libia attende il suo futuro. L’intera comunità europea e l’Onu garantiranno l’impegno per attivare nuovi rapporti con il paese, stabilire la rotta futura e  pianificare il post-Gheddafi prevedendo diversi scenari che potrebbero formarsi per affrontare nel modo migliore la caduta del rais.

Intanto l’imminente fine del conflitto libico ha rianimato le Borse europee, che hanno chiuso con guadagni superiori all’1%. L’effetto Libia premia le industrie italiane di gas e petrolio che hanno interessi sul mercato libico che potranno riprendere tutte le loro attività. La fine del regime di Gheddafi e della guerra in Libia produce un effetto positivo sulle borse mondiali, compresa quella italiana. Piazza Affari viene trainata dal boom dei titoli petroliferi e tutte le speranze legate ai nostri interessi  riaccendono l’avidità economica che si gioca tra investimenti e nuovi mercati di crescita. Dunque, la sconfitta del tiranno non basterà a ripristinare calma e serenità in Libia. Perché adesso entreranno in gioco altri fattori, che ruotano attorno al potere. Si dovranno sistemare tutti gli appetiti economici delle  potenze occidentali che avranno un ruolo fondamentale.

Libia, ribelli: "Preso l'aeroporto di Tripoli"Non ci resta che osservare gli eventi, attendere e sperare che in Libia possa sbocciare finalmente una  “primavera” di rinascita. Ma non sarà una questione di ore. La guerra per l’allocazione delle risorse e per la distribuzione del potere è appena cominciata e il nostro sguardo umano si volge alla speranza di evitare altre vittime civili e appoggia le parole del Presidente Barack Obama: “Il regime di Gheddafi oramai volge al termine e il futuro della Libia è ora nelle mani del suo popolo, Gheddafi ha ora la possibilità di evitare ulteriori bagni di sangue”.

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6 thoughts on “La vittoria del popolo libico

  1. La guerra è sempre stata un’ottima medicina per l’economia. Con una bella guerra si mette in moto l’economia di tutti i paesi e non importa se vinti o vincitori. I vinti devono ricostruire ed i vincitori hanno gli appalti migliori per la ricostruzione di quello che hanno distrutto. Facile e molto semplice. Con l’Iraq non ha funzionato tanto perchè in realtà la guerra non è ancora finita ma con la Libia le previsioni sono nettamente migliori.
    E c’è la Siria dietro l’angolo nel caso la crisi perdurasse..
    a.y.s. Bibi

  2. Dunque i giochi sono fatti e se ne approfitti il “migliore”…peccato per tutte quelle persone che non solo hanno sofferto ma ci hanno anche rimesso la pelle…chissà, forse anche loro avrebbero voluto guadagnarci qualcosa! ciao e grazie

  3. Le guerre sono state sempre deleterie,per i poveri l’ingordigia dei furbi se nè approfittano.E anche noi non ne siamo fuori,esportando armi in tutti i paesi,siamo il terzo paese esportatore di morte.
    Ciao bentornata.

  4. siamo un paese che cerca il proprio beneficio e interesse, siamo lo specchio di una società che mette il denaro sopra ogni valore e non si ferma davanti a nulla – in questo modo si aumenta il potere ma si perda di vista l’aspetto umano – peccato! ciao e grazie

  5. Speriamo acchiappino presto il fedele amico del nano che chissà dove si sara’ nascosto?
    Ciao

  6. speriamo che riescano presto a ricostruirsi il loro futuro – ciao e grazie

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