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by Loretta Dalola

Manovra e casta, c’è da fidarsi?

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Gianantonio Stella e Segio Rizzo ospiti di Luisella Costamagna e Luca Telese a In Onda su La7 tornano a scrivere sulla casta, messo da parte il precedente lavoro, preoccupati di cosa sta accadendo nel nostro paese  e dell’aumento delle spese politiche lievitate al 41%,  i due giornalisti hanno dato vita ad un nuovo libro-denuncia dal titolo: Licenziate i padreterni.

Come mai avete deciso di scrivere questo libro? – “L’idea è nata il 2 agosto, perché quel giorno sono crollate le borse, il Parlamento ha varato il bilancio, con un  taglio dello 0,71 delle sue spese, il mercato delle auto italiane sprofondato e la camera  si dava appuntamento per metà settembre e andava in ferie, abbiamo detto: basta!  Non è cambiato nulla e non hanno tagliato nulla, se avessero veramente voluto fare qualcosa, come eliminare le Province o tagliare i costi politici avrebbero potuto farlo, in soli 91 giorni…” E in effetti basta e avanza anche a noi cittadini.  Oltre al danno le beffe.

La   notizia che impedisce il tracollo italiano è lontana da noi grazie alla manovra di salvataggio della Banca centrale, ma esistono diritti acquisiti di serie A e diritti acquisiti di serie B?  È una domanda doverosa davanti alla clamorosa e offensiva disparità che emerge dall’ultima puntata della manovra di aggiustamento finanziario. Un tormentone che da giorni, vede apparire e sparire (e chissà quanto ciò tranquillizzerà i mercati…) norme che sbattono le ali e muoiono come  farfalle, che vivono poche ore, giusto il tempo di incantare i creduloni.

Il famoso “contributo di solidarietà” evaporato per tutti tranne per i dipendenti pubblici di fascia superiore? Varrà, stavolta, anche per i dirigenti di Palazzo Chigi che, umma umma, sopra i 150.000 euro, sono solo il 30%, quindi pochissimi, gli altri, intoccabili erano e rimangono.

L’età pensionabile innalzata, ma quello che rimane sempre inviolato  sono i vitalizi parlamentari che possono godere della pensione  anche dopo soli 5 anni di lavoro con cifre che possono raggiungere  i 1.369€ al giorno  o  come Lamberto Dini 40.000€ al mese.

Siamo in mano a un gruppo di padreterni che pensano di avere il dono divino di saper guidare il paese e magari sono lì da 40 anni, immutati, impassibili ai doveri e alle esigenze italiane. In un momento in cui si moltiplicano le perplessità per i miliardi che mancano ai saldi invariati,   e autorevoli istituzioni segnalano che le entrate statali viaggiano verso il 50% del Pil, con il record assoluto di pressione fiscale a dispetto degli slogan “meno tasse per tutti”, il governo, la maggioranza, la classe dirigente, avrebbero un disperato bisogno di credibilità. Messa a rischio da troppe norme ballerine e sconcertanti contraddizioni.

Forse basterebbe sostituire i rappresentanti politici con professionisti che hanno voglia di fare politica seria.  Invece di sentire continue vane parole non seguite da fatti.

Quanto ai costi della politica, viene un sospetto: che per lasciare che tutto rimanga com’è, stiano promettendo che tutto cambierà. Questa volta gli annunci non bastano più, ai cittadini.

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4 thoughts on “Manovra e casta, c’è da fidarsi?

  1. Non si fidano neppure di loro stessi. Debbono mettere la fiducia ad una manovra pasticciata, con la scusa che bisogna far presto, ma l’invito alla speculazione è chiaramente dichiarata da loro stessi: indecisi, incapaci, inconcludenti. Sostanzialmente indegni del posto che ricoprono.
    Ciao Loretta, un abbraccio.

  2. Solo sostanzialmente? DECISAMENTE indegni – ciao e bentornata di qua e di là…

  3. Il testo dopo il loro primo sulla casta fa capire quanto poco sia cambiato in un paese immobile anche per colpa della rassegnazione di molti cittadini ,speriamo che le anticaste oggi rappresentate da Sel, Idv , Grillini ,popolo viola e altri gruppi possano crescere per costruire una seria alternativa di cambiamento, purtroppo viaggiano sparsi invece di unirsi .
    Concretamente oggi si deve passare realisticamente da una alleanza sel-idv e Pd (si spera rinnovato dalle caste interne) per vincere le elezioni e cambiare il sistema prima che sia tardi per tutti.

  4. speriamo che tutto ciò avvenga in tempi brevi, perché la situazione italiana, si evolve invece, rapidissima e il futuro appare decisamente preoccupante – ciao e grazie

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